"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Erdogan, uno show al servizio del Nuovo "Ordine" Mondiale.

Titolo originale:
Erdogan, un show au service du nouvel « ordre » mondial
Scritto da Farid, di We Are Change Paris, per Mecanopolis

Traduzione di Giuditta link tuttouno

Gli oppositori dell'asse americano-sionista mal informati circa la globalizzazione hanno trovato un nuovo idolo nella persona del Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdoğan, dopo il suo "show" durante il World Economic Forum tenutosi a Davos il 29 gennaio 2009, di fronte a Shimon Peres, presidente di Israele.
Con l'isteria di massa per il "globalista
rosso" Chavez, la follia è in pieno sviluppo in favore del Primo Ministro turco, dimenticando che egli è fortemente legato al progetto sionista e all'oligarchia del mondialismo, con la quale sta realizzando quello che essi stessi chiamano il nuovo "ordine" mondiale.



In primo luogo, esaminiamo i rapporti di Erdoğan con i sionisti.

Lo show di Erdoğan, che vorrebbe far credere in un disaccordo tra il suo paese e Israele, contraddice tuttavia, i forti legami tra i due paesi, come il passaggio del gasdotto Baku-Tbilisi-Ceyhan (BTC) sul territorio turco.
In realtà, questo gasdotto è 20% di proprietà di Israele (1).

La BTC è l'oleodotto che porta il flusso di petrolio dal Mar Caspio d'Azerbaijan alla Turchia attraverso la Georgia, in particolare a Baku (Azerbaijan) a Ceyhan (Turchia), attraverso Tbilisi, la capitale della Georgia.
La negoziazione di questo oleodotto si è fatta negli anni 90 sotto l'amministrazione Clinton, e come intermediario l'americano Richard Morningstar (che poi è stato il principale responsabile di questi negoziati).

Nell'agosto 2008, Erdoğan ha detto che "questa iniziativa si inseriva nella volontà di Ankara di contribuire alla pace in Medio Oriente". La "pace" è uno slogan passe-partout, che viene usato quando si vogliono stabilire accordi economici con uno Stato, anche se in seguito se ne denuncia la politica di genocidio del popolo palestinese.

Anche una sommaria analisi degli interessi economici turchi contraddice le dichiarazioni spettacolari di Erdoğan: Israele è uno dei paesi non europei con cui la Turchia ha intensificato i suoi scambi commerciali a partire del 1980. La prova è che il volume degli scambi è aumentato, passando da cinquanta milioni di dollari nel 1985 a 1,3 miliardi di euro nel 2002 (2)

Ma Recep Tayyip Erdoğan, non si limita ad essere un fedele alleato e promotore dei progetti sionisti, è anche uno dei principali attori dei piani della mondializzazione.

La Turchia fa parte dei paesi membri dell'Unione per il Mediterraneo (3) e non vede l'ora di integrare l'Unione europea, nonostante tutte le conseguenze per il suo territorio: la perdita ufficiale della sovranità nazionale e monetaria a profitto dell'istanza sovra-nazionale, con l'aggiunta, come bonus, della politica regionalista delle istanze mondialiste, che toccherà in pieno il paese con l'indipendenza curda (che non mancherà di essere proclamata) (4).

Il ministro degli Esteri Ali Babacan Erdoğan è stato il negoziatore in capo durante il processo di adesione all'Unione europea a partire dal 2005 e ha rappresentato la Turchia durante il vertice dell'Unione per il Mediterraneo (5).

Tutti questi blocchi continentali (Europa, Mediterraneo, Nord America, Sud America, Africa, ...), standardizzati e che condividono le stesse regole e gli statuti, non hanno altro scopo che quello di instaurare un governo mondiale.

Alcuni affermano che i globalisti occidentali non vorranno mai la Turchia in Europa. Tuttavia, Sarkozy ha soppresso il referendum per l'adesione della Turchia in data 8 luglio 2008 (6), 5 mesi dopo la ratifica del trattato di Lisbona (che 55% dei francesi hanno rifiutato nel 2005, nonostante la campagna per il "Sì"). Resta inteso, che questo lascia la porta spalancata per l'adesione della Turchia.

Ma tutto questo non è che la realizzazione dei progetti decisi più di mezzo secolo fa, in particolare da parte del padre fondatore dell'Unione europea e della Pan Europa, Richard Coudenhove Kalergi, che nel corso del suo intervento nel 1950 al momento della consegna del premio Carlo Magno ha insistito sul tema "Europa unita dall'Islanda alla Turchia e dalla Finlandia al Portogallo" (7)

Al di là delle apparenze, Erdoğan è doppiamente legato al gruppo occulto di riflessione globale, attraverso la presenza di Ali Babacan alla riunione del Bilderberg Group nel 2008 (8), nel 2007, 2005 e 2004. ( 9)

Tutti questi fatti dimostrano che Erdoğan è vincolato senza alcun dubbio al piano del NWO, anche al di là del suo rapporto privilegiato con Israele attraverso l'oleodotto BTC.

Qual è dunque la logica di questo show a Davos, che vorrebbe fare credere agli ingenui spettatori che il "coraggioso" Erdoğan tiene testa Shimon Peres, mentre la realtà continua a dimostrare che lui è tutt'affatto in linea con i sionisti più potenti e influenti come David Rockefeller, che è tra l'altro fondatore del gruppo Bilderberg, che sta costruendo con le altre banche mondialiste il Nuovo "Ordine" Mondiale?

Ma il rapporto mondialista del governo Erdoğan è una continuazione di un processo iniziato nei primi anni del 20° secolo con la distruzione del califfato islamico dalle stesse forze occulte della globalizzazione.

Alla testa di ciò che viene erroneamente chiamata "l'indipendenza della Turchia" c'era il massone Mustapha Kemal detto Ataturk (il "padre" di tutti i turchi), che era anche il capo dei "Giovani Turchi ", e in particolare era membro della loggia massonica italiana 'Macedonia Resortae Veritas." (10)

Tutti coloro che credono che il Primo Ministro Erdogan e che il suo partito AKP lavorano per gli interessi dell'Islam, dei musulmani e del mondo libero si sbagliano.

In fondo, i mondialisti sono in pieno accordo, e solo sulla forma assistiamo a dei conflitti egoisti per la divisione della grande torta che rappresenta la venuta del Nuovo Ordine Mondiale: da un lato il ramo neo unipolare-liberale con la sua arroganza (Sarkozy, Berlusconi e Rockefeller in particolare) e, e dall'altro lato, il ramo multipolare (Erdogan, Chavez, Chirac e Putin, in particolare).

Questo è stato perfettamente sintetizzato dal Presidente turco Abdullah Gül al quotidiano britannico "The Guardian" il 16 agosto 2008 con l'affermazione "gli Stati Uniti devono condividere il potere nel nuovo ordine mondiale" (11)

  1. http://www.alterinfo.net/Georgie-Un-Pipeline-BTC-Tres-Protege-par-les-USA-Et-Israel_a22799.html
  2. http://fr.wikipedia.org/wiki/Relations_entre_Isra%C3%ABl_et_la_Turquie
  3. http://fr.wikipedia.org/wiki/Union_pour_la_M%C3%A9diterran%C3%A9e
  4. http://www.revue-republicaine.fr/spip.php?article1194
  5. http://turquieeuropeenne.eu/article884.html
  6. http://www.nationspresse.info/?p=1173
  7. http://www.revue-republicaine.fr/spip.php?article13741
  8. http://www.prisonplanet.com/articles/june2008/060608_b_list.htm
  9. http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Bilderberg_attendees
  10. http://www.franc-maconnerie.org/menu-gauche/histoire-fm/celebrites-fm.htm
  11. http://www.guardian.co.uk/world/2008/aug/16/turkey.usforeignpolicy

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