"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

REPORT. LA VIOLENZA DEI FORTI


di Redazione Report

In onda domenica 7 giugno ore 21.00 su REPORT RAI 3

In Nigeria, tutta la regione del delta del Niger, un tempo ricchissima di pesce e di coltivazioni agricole, è stata appaltata alle attività di estrazione e ricerca di petrolio delle multinazionali straniere, dalla Shell all’Agip.
Uno degli aspetti più controversi è il “gas flaring”, il gas che fuoriesce dai giacimenti di petrolio e che viene bruciato dalle compagnie perché sarebbe costoso riutilizzarlo. Una pratica vietata in Nigeria e contrastata dalle Nazioni unite perché altamente inquinante. Ma nonostante i divieti e le sentenze della Corte Federale Nigeriana, la pratica del gas flaring ancora oggi viene adottata anche perché l’entità delle multe che dovrebbero dissuadere le grandi aziende è risibile. Alla fine anche i governanti africani sembrano tollerare e chiudere un occhio. Allora di chi è la responsabilità di un inquinamento che ha devastato il delicato ecosistema fluviale, distrutto la pesca e reso imbevibile l’acqua? E lo sfruttamento delle risorse alle spalle della popolazione locale? Negli anni la tensione è degenerata in una vera e propria guerra. A confrontarsi i guerriglieri, l’esercito nigeriano e le polizie private che proteggono le strutture e i cantieri delle multinazionali.
Report ha inoltre preso in esame la concentrazione delle proprietà terriere per l’allevamento di pecore da lana nella pampa argentina e l’attività delle multinazionali del petrolio nel delta del Niger.
In Argentina, enormi estensioni di terra sono state comprate dalla Benetton: quasi un milione di ettari di territorio, pari al 10 per cento dell’intera Patagonia una volta abitata dagli Indios che ora vogliono indietro il loro territorio.
Al loro posto allevamenti di pecore che forniscono lana pregiata mentre le comunità originarie di indios Mapuche sono state escluse sempre di più, confinate in riserve e relegate ad attività economiche di pura sussistenza. La famiglia indio Curinanco ha denunciato questa situazione rioccupando un piccolo fazzoletto di terra all’interno delle proprietà della famiglia di Ponzano Veneto, rivendicando i propri diritti ancestrali e avviando una causa legale contro l’esproprio dei terreni agli indios e l’economia del latifondo.

3 commenti:

corrado ha detto...

Se difendiamo Milena Gabbanelli, chi difenderà quelli che lei abbandona? e come mai mrs G. che pure ha parlato di 11 settembre e di AIDS, non ha parlato mai di scie chimiche?

Report dice tante cose interessanti ma ... ma ci sono tanti ma

paolo ha detto...

Bravo, Corrado. Quella è una finta contestatrice un pò come 'l'indignato speciale'. Solo cazzate e fumo negli occhi da quella gente. La realtà è ben diversa.

E poi se 'nomina sunt omina' il cognome deriva dal verbo 'gabbare' e quindi fate voi.

Anonimo ha detto...

La solita strategia degli agenti di controllo: rivelare qualcosa per occultare il resto.

Zret

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