Questo blog non appartiene a nessun gruppo politico, religioso, ecc. Questo blog è stato creato per far fronte alla crescente disinformazione dei media, di cui siamoise tutti vittime. Esso non vuol indurre ad un'inutile polemica, ma mira a diffondere informazioni affidabili. Il blog inoltre fornisce sempre fatti che voi potete agevolmente verificare. Una buona informazione è un'informazione valida.
In nessun campo il percorso per la conoscenza è una passeggiata senza pericoli, ma questo non nega il fatto che la conoscenza sia potere.. http://scienzamarcia.blogspot.com/

Gaza: Erdogan sbatte la porta di Davos, acclamato dai suoi partigiani e da Hamas.

Il gesto di rabbia del primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan a Davos (Svizzera), dopo uno scontro verbale con il presidente Israeliano Shimon Peres, si è guadagnato gli elogi di Hamas, dei grandi titoli nei mass media del Medio Oriente, ed un'accoglienza da eroe nel suo paese.


Qui sopra primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan con il presidente Israeliano Shimon Peres, il 29 gennaio 2009 a Davos.

In occasione di un dibattito alla tribuna economica mondiale (WEF), nello slancio della sua difesa orale a favore dell'offensiva condotta dal suo paese nella striscia di Gaza, il presidente israeliano ha chiesto a Erdogan, alzando la voce e mostrandolo col dito, come reagirebbe se dei razzi si abbattessero ogni notte su Istanbul.

Il Sig. Erdogan, interrotto da un giornalista mentre rispondeva al sig. Peres, ha abbandonato "sbattendo la porta" la tribuna di Davos promettendo di non ritornarvi mai più.. Il dibattito si svolgeva in presenza di Ban Ki-moon, segretario generale dell'ONU, e di Amr Moussa, segretario generale della Lega Araba.

“Non penso che ritornerò a Davos perché non mi lasciano parlare. Il presidente (Peres) ha parlato 25 minuti e io ho avuto soltanto la metà del tempo per esprimermi", si è indignato.

Più tardi, il sig. Peres “si è rammaricato dell'incidente„ in occasione di una conversazione telefonica, ha detto il sig. Erdogan alla stampa, venerdì al suo ritorno in Turchia.

La presidenza israeliana ha da parte sua categoricamente smentito che il sig. Peres abbia presentato scuse al sig. Erdogan contrariamente a quello che ha affermato l'agenzia turca Anatolia. “Quest'allegazione non ha nessun fondamento", ha dichiarato all'AFP il portavoce della presidenza, Ayelet Frish.

La partenza precipitata del sig. Erdogan, un fatto rarissimo nel circolo “select" del WEF, è stata applaudita dai suoi partigiani in Turchia.

“Siamo fieri di te", hanno scandito 3.000 militanti del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP), la formazione del sig. Erdogan, di tendenza islamista, che avevano sfidato il freddo glaciale per accoglierlo all'alba venerdì all'aeroporto di Istanbul.

Il movimento islamista Hamas che controlla la striscia di Gaza ha ugualmente salutato il gesto del sig. Erdogan. “Hamas rende omaggio alla posizione coraggiosa del primo ministro turco che ha difeso in diretta a Davos le vittime della guerra sionista criminale contro i nostri bambini e le nostre mogli a Gaza, a fronte del male sionista Shimon Peres", ha detto il portavoce del Hamas Fawzi Barhoum in un comunicato.

Tuttavia, il suo gesto ha suscitato delle critiche in Turchia fra l'opposizione che rimproverava già al sig. Erdogan di avere appoggiato l' Hamas, a scapito del principale alleato di Ankara nella regione, Israele.

Molto sensibile alla causa musulmana, il sig. Erdogan aveva fustigato quasi-ogni giorno l'operazione di 22 giorni di Israele a Gaza che ha costato la vita a più di 1.330 palestinesi.

“Il sig. Erdogan ha rovinato il prestigio internazionale della Turchia. Sostenere la causa palestinese è una cosa, ma sostenere Hamas ne è un'altra", ha commentato Onur Öymen, vicepresidente del CHP, principale partito d'opposizione , sulla catena d'informazione NTV.

“Il sig. Erdogan si è presentato come il portavoce di un'organizzazione che è stata classificata terroristica", ha indicato questo ex ambasciatore.

Il Sig. Erdogan si è giustificato dicendo: “non sono un capo tribù, sono il primo ministro della Turchia. Ho fatto ciò che dovevo fare".

Criticato per la sua mancanza di riguardo per il sig. Peres, un dirigente di 85 anni e vincitore del premio Nobel della pace, il sig. Erdogan ha sottolineato: “non sono un diplomatico, sono un uomo politico".

L'opinione pubblica turca è abituata alle uscite inattese del sig. Erdogan, un politico carismatico di 53 anni conosciuto per non aver "peli sulla lingua", dal suo arrivo al potere nel 2002 in Turchia, paese musulmano ma laico.

Traduzione di Giuditta: http://tuttouno.blogspot.com/

Articolo originale: http://fr.news.yahoo.com/2/20090130/twl-gaza-erdogan-claque-la-porte-de-davo-0a24677.html

Cassandra Crossing/ La truffa del passaporto biometrico

di Marco Calamari venerdì 23 gennaio 2009

Roma - Essere truffati nella vita capita.
E spesso non è una questione di soldi; le truffe più gravi sono quelle fatte di promesse non mantenute e di fregature fatte passare per vantaggi. Una classe di persone particolarmente nota per la frequenza di questo tipo di comportamenti è quella dei politici e dei loro sodali (ce lo insegnano la storia e la cronaca). Qualche volta pero' le truffe si possono smascherare in anticipo; il nuovo passaporto biometrico recentemente approvato a livello UE è appunto un evento di questo tipo.

L'emissione di documenti di identità che non siano facilmente falsificabili e che siano riconducibili senza possibilità di errore ad una singola persona fisica è certamente, almeno a parere di chi scrive, un fatto positivo. La creazione di un database nazionale che contenga le impronte digitali di tutti i cittadini italiani invece non lo è.

Gli appassionati di CSI che considerano lo IAFIS uno strumento positivo in mano a simpatici e competenti investigatori che lo usano per fare polpette di serial killer, sono pregati di spegnere il televisore e tornare nella realtà.
Viviamo in Italia, dove anche recentissimi fatti di cronaca insegnano come i dati personali vengano costantemente abusati per motivi economici, politici e criminali.
Sono pregati altresì di leggere a caso qualche libro di storia recente e di controllare come sono state sempre, e sottolineo sempre, usate le schedature di massa nel recente passato.
La truffa è causata dal fatto che, grazie alle tecnologie informatiche moderne, non è assolutamente necessario, per emettere un passaporto elettronico biometrico dotato di tutte le caratteristiche sopraddette, creare un database di impronte digitali.

Come il regolamento tecnico originale della ormai snaturata C.I.E. (Carta di Identità Elettronica) nell'ultima pagina dimostra in maniera inoppugnabile, è possibile creare un documento elettronico biometrico senza schedare tutti i possessori.

Senza entrare nei dettagli facilmente reperibili in Rete, possiamo riassumere la questione. Concettualmente è sufficiente memorizzare l'impronta digitale, o meglio ancora il suo distillato (tecnicamente feature file) in una zona protetta della memoria della smartcard che costituisce il documento biometrico.

Ogni volta che è necessario verificare l'identità del possessore di un documento si rileva l'impronta digitale con un terminale portatile, se ne calcolano le feature e si chiede alla smartcard se le feature calcolate sono corrispondenti a quelle memorizzate.

Nessun database, nessuna schedatura. Tutti i vantaggi e nessuno degli svantaggi.

Certo, se la questione non è una truffa. Che copre secondi fini.
Se invece l'introduzione del documento biometrico fosse una scusa per creare una schedatura di massa, e prevedesse quindi la creazione assolutamente non necessaria di un database centralizzato, allora le motivazioni pubblicamente addotte per questa novità sarebbero una truffa bella e buona della buonafede dei cittadini.

La carta di identità elettronica non lo era in origine, ma è diventata una truffa grazie ad una serie di escamotage del Ministero degli Interni e di atteggiamenti da struzzo del Garante e dei Comuni interessati alla sua sperimentazione.
L'introduzione del passaporto biometrico è candidata ad esserlo nuovamente.

Presto vedrete in TV qualche noto politico, con occhi spiritati e pupille dilatate, dirvi autorevolmente che è tutto fatto per la vostra sicurezza, per la lotta al terrorismo ed all'immigrazione illegale. Vi stanno truffando. Non è vero.

Se si vuole creare un database nazionale di impronte digitali esteso a tutta la popolazione, lo si dica chiaramente e lo si discuta in sede istituzionale come tale, con particolare riferimento al principio di necessità del trattamento dati previsto dal testo Unico sulla Privacy, e su come garantire i cittadini dal suo abuso. Lo si chiami pero' col suo nome: schedatura preventiva di massa.

Altrimenti verrà attuata una ennesima truffa ai danni degli Italiani (e probabilmente di tutti i cittadini europei).

Chiunque non si senta truffato e non agisca di conseguenza, nei limiti delle sue possibilità, si rende complice, e non più vittima di questa truffa.
Certo, coloro che credono nella legalità formale e non hanno timori perché non hanno niente da nascondere non se ne preoccupano. Costoro pero' farebbero bene a rileggersi la storia dell'avvento del Terzo Reich. Adolf Hitler ha sempre rispettato fino in fondo la legalità formale, adattandola ovviamente alle azioni che svolgeva. Ed anche lui diceva "Chi non ha niente da nascondere non ha niente da temere".

Voi vi sentite truffati ed in pericolo oppure no?

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

Ratzinger e l’olocausto della memoria

28 gennaio 2009, di Pino Corrias

La più efficace (benché involontaria) celebrazione del Giorno della Memoria - dedicato al ricordo dei 6 milioni di donne, uomini e bambini rastrellati dalla macchina di sterminio nazista in tutta Europa tra il 1941 e il 1945, imprigionati nei campi, denudati, umiliati, uccisi con il gas, la fame, la fatica, i patiboli, il fuoco dei forni crematori - l’ha offerta in queste ore il papa tedesco Joseph Ratzinger, cancellando la scomunica al vescovo Richard Williamson, quello che considera i lager “una invenzione degli ebrei”. Quello che ricalcola le dimensioni dell’Olocausto in una misura per lui di evidente tollerabilità cristiana: “Di ebrei ne saranno morti al massimo due o trecento mila”. Quello che neanche sa bene dove sia avvenuto questo trascurabile evento, dato che “le camere a gas non sono mai esistite”.

Benedetto XVI lo riaccoglie come un figliol prodigo. Insieme con gli altri vescovi seguaci di monsignor Lefebvre che vennero prima sospesi a divinis da Paolo VI e poi scomunicati da Papa Woytila nel 1988. Tutti ultraconservatori. Nemici del Concilio Vaticano II. Ostili al dialogo con le altre religioni. Strenui difensori di ogni embrione non nato, ma genuflessi a quel Dio dell’intolleranza e della guerra che benedice gli eserciti in marcia tra il sangue di uomini vivi, purché infedeli.

Il Papa li ha riabbracciati con un gesto che dovrebbe stupire il mondo non per la clemenza, ma per la resa. Che volta le spalle alla decenza, nega la verità, conduce al precipizio anche se rivestito di latino e oro. Per evitare il quale molte candele serviranno, a cominciare da quelle accese nel Giorno della Memoria.
Da: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=85821

Media & Propaganda

Francia: Titoli dei mass media: "In inverno nevica."

Di Jérôme Duvall, cittadino giornalista

Martedì 20 gennaio 2009.

Un sacerdote nicaraguense, allora ministro della cultura del governo sandinista, dichiarò: "Quando vedo ciò che i media raccontano sul mio paese, che conosco bene, mi dico che non posso credere a quello che raccontano in merito ai paesi che non conosco. "

Siamo ben informati su Gaza?

Siamo ben informati, quando il telegiornale di TF1 (TV privata francese molto popolare) del 16 gennaio non nomina assolutamente Gaza (era il 21° giorno di guerra), ma gli argomenti trattati sono stati (in ordine di titoli): il successo dell'atterraggio del A320 negli Stati Uniti, 300% in più sul formaggio Roquefort negli Stati Uniti, l'aumento della quota di mercato degli "hard discount" in tempo di crisi, il numero delle patenti di guida annullato nel 2008, infine l'uniforme a scuola proposta dal ministro della pubblica istruzione Xavier Darcos?

E' informazione quando la televisione TF1 del 6 gennaio sceglie di avvertirci prima che c'è la neve e fa freddo polare in Francia, e solo in seguito ci annuncia che una scuola delle Nazioni Unite è stata bombardata a Gaza?

Quale mass media ci ha detto che il Venezuela rompeva, il 7 gennaio 2009, le sue relazioni diplomatiche con Israele, provocando l'entusiasmo in Medio Oriente? Una notizia che li ha consolati dell'abbandono da parte dei leader del mondo arabo?

Ci hanno informato in seguito che il Marocco ha ritirato il suo ambasciatore da Caracas, chiamando a pretesto il sostegno del governo di Hugo Chavez , al movimento di indipendenza per il Sahara occidentale?

Quali altri mass media ci hanno informato che anche la Bolivia ha rotto il 14 gennaio 2009 le sue relazioni diplomatiche con Israele e che sporgerà un ricorso per crimini di guerra dinanzi alla Corte penale internazionale (CPI)?

Quali altro media ci ha ricordato che Israele non è uno dei firmatari della CPI?

Ci dicono che armi al fosforo bianco, all'uranio impoverito o a frammentazione, vietate ai sensi del diritto internazionale, sono utilizzate dal IDF a Gaza, la regione più densamente popolata del mondo?

Ci hanno detto che non è una guerra ma, come lo riconosce Amnesty International, un crimine di guerra?

Ci dicono che più della metà dei morti uccisi dall'esercito israeliano in tre settimane sono stati i civili, più di un quarto dei quali sono bambini?

Come non leggere, o vedere, o sentire che il Portogallo ha chiuso l'aeroporto agli aerei che trasportano attrezzature militari a Israele?

Che l'isola Maurizio, il Qatar e la Mauritania hanno rotto le relazioni diplomatiche con Israele?

Non ci ricordano che Hamas è stato eletto democraticamente nel 2006, con tutto il dovuto rispetto per il suo vicino?

Ci hanno detto detto che i tiri di Hamas sono razzi lanciati sulle loro antiche terre, ora territorio israeliano?

Ci informano in merito alla posta in gioco delle elezioni del 10 febbraio in Israele, nonché sulla bramosità riguardo le riserve di gas al largo di Gaza?

Queste riserve di gas non hanno alcuna connessione con la campagna militare in corso?

Siamo stati informati dell'arresto, giovedì 8 gennaio, dei treni in Norvegia, di tutti i tram e metropolitane a Oslo 2 minuti dopo un annuncio di sciopero del sindacato dell'Unione dei Ferrovieri norvegesi, e l'Unione dei Lavoratori dei Tram di Oslo, per protestare contro l'invasione israeliana di Gaza?

La televisione ci mostra dei reportage sugli estremisti sionisti che, come è avvenuto in Inghilterra, qui in Francia hanno aggredito il rabbino Elchenon Beck, che fa parte dei sei rabbini malmenati dopo aver espresso il loro sostegno per i palestinesi di Gaza?

Naturalmente il conflitto aumenta le inaccettabili provocazioni antisemite in Europa, ma è un buon motivo per evacuare tutta la violenza dell'estremismo sionista contro la propria comunità ebraica, perché offusca lo schema riprodotto dai media?

Come, quando scuole, ospedali e infrastrutture sono colpite, si può parlare di guerra di difesa?

Come si può parlare di equità nella lotta, quando Israele, il quarto esercito del mondo, la sola nazione a detenere armi nucleari nella regione, di fronte ad alcuni razzi artigianali di Hamas?

Ditemi se sbaglio, ma se dico che "i mass media mentono" sarebbe un eufemismo?

Parafrasando Eduardo Galeano, la verità è che questo massacro, contrariamente a quello che affermano i loro autori, invece di eliminare per sempre i terroristi, riuscirà solo a moltiplicarli.

"Non si può dire la verità in TV, ci sono troppe persone che guardano" ha detto Coluche.

Eppure, "L'informazione non è una libertà della stampa, ma un dovere" (Viktor Dedaj).

Traduzione di Giuditta da:http://www.legrandsoir.info/spip.php?article7918

Link: http://tuttouno.blogspot.com/2009/01/imedia-propaganda.html

Obama accusa la Cina di manipolare lo yuan

Colpita dalla crisi, la Cina sembra volere lasciare fluttuare lo yuan per aiutare i suoi esportatori.

“Barack Obama pensa che la Cina manipoli la sua valuta", ha garantito ieri Timothy Geithner, dinanzi alla commissione delle finanze del senato, che ha approvato la sua nomina al posto di segretario al tesoro. A gran danno di Pechino, il nuovo presidente degli Stati Uniti assume i propositi che aveva espresso durante la sua campagna. “Il presidente Obama si è impegnato a ricorrere a tutte le vie diplomatiche disponibili per ottenere un cambiamento delle pratiche della Cina in materia di valuta", ha aggiunto Tim Geithner. Una posizione offensiva che annuncia relazioni burrascose con Pechino.

Dal 2005, la Cina aveva lasciato lo yuan apprezzarsi del 20% di fronte al dollaro. Questa tendenza si è interrotta questa estate. Colpita dalla crisi, la Cina sembra volere lasciare fluttuare il yuan per aiutare i suoi esportatori. Di fronte alle pressioni di Washington, Pechino non è disarmato. Primi creditori degli Stati Uniti, i cinesi potrebbero decidere di comperare meno buoni del tesoro americani. Questa decisione metterebbe in pericolo la politica di rilancio di Barack Obama, che ha deciso di riunire quotidianamente i suoi consulenti economici per seguire l'evoluzione della crisi.


Traduzione di Giuditta.

http://www.lefigaro.fr/tauxetdevises/2009/01/23/04004-20090123ARTFIG00319-obama-accuse-la-chine-de-manipuler-le-yuan-.php

Sionisti non nascondete i vostri crimini dietro la Shoah!

,Noi non siamo "un'altra voce ebraica", ma la sola voce ebraica che possa parlare in nome dei santi torturati del popolo ebraico. La vostra voce non è altro che le vecchie urla bestiali degli assassini dei nostri antenati.- MICHAEL WARSCHAWSKI

Terrore e Guerre: ASSOLUTAMENTE NO! NON IN LORO NOME, NON IN NOSTRO NOME

di MICHAEL WARSCHAWSKI

Ehud Barak, Tzipi Livni, Gabi Ashkenazi e Ehud Olmert-- non osate mostrare le vostre facce ad una qualche cerimonia in memoria degli eroi del ghetto di Varsavia, di Lublin, Vilna o Kishinev. E pure voi, leader di Peace Now, per cui pace significa pacificazione della resistenza palestinese con ogni mezzo, compresa la distruzione di un popolo. Quando sarò lì, farò personalmente del mio meglio per espellere chiunque di voi da questi eventi, perché la vostra stessa presenza sarebbe un immenso sacrilegio.

Non in loro nome

Non avete diritto di parlare in nome dei martiri del nostro popolo. Non siete Anne Frank del campo di concentramento di Bergen Belsen ma Hans Frank, il generale tedesco che affamò e distrusse gli ebrei della Polonia.

Voi non rappresentate alcuna continuità con il ghetto di Varsavia, perché oggi il ghetto di Varsavia è proprio di fronte a voi, preso di mira dai vostri carri armati e dalla vostra artiglieria, e il suo nome è Gaza. Gaza, che avete deciso di eliminare dalla mappa, come il generale Frank intendeva eliminare il Ghetto. Ma, a differenza dei ghetti della Polonia e della Bielorussia, nei quali gli ebrei furono praticamente lasciati soli, Gaza non verrà eliminata perché milioni di donne e uomini dei quattro angoli del nostro mondo stanno costruendo un potente scudo umano che porta le due parole: Mai Più!

Non in nostro nome!

Assieme a decine di migliaia di altri ebrei, dal Canada alla Gran Bretagna, dall'Australia alla Germania, vi avvertiamo: non osate parlare in nostro nome, perché vi inseguiremo, se sarà necessario persino nell'inferno dei criminali di guerra, e vi ricacceremo le vostre parole in gola fino a che non chiederete perdono per averci coinvolti nei vostri crimini. Noi, non voi, siamo i figli di Mala Zimetbaum e Marek Edelman, di Mordechai Anilevicz e Stephane Hessel, e portiamo il loro messaggio all'umanità perché sia custodito nelle mani dei combattenti della resistenza a Gaza: "Noi combattiamo per la nostra libertà e per la vostra, per il nostro orgoglio e per il vostro, per la nostra dignità umana, sociale e nazionale, e per la vostra" (Appello del Ghetto al mondo, Pasqua Ebraica del 1943).

Ma per voi, leader di Israele, " libertà" è una parola sconcia. Voi non avete orgoglio e non comprendete il significato di dignità umana.

Noi non siamo "un'altra voce ebraica", ma la sola voce ebraica che possa parlare in nome dei santi torturati del popolo ebraico. La vostra voce non è altro che le vecchie urla bestiali degli assassini dei nostri antenati.

Michel Warschawski è un attivista anti-sionista israeliano un tempo alla guida del movimento anti-sionista e anti-capitalista Matzpen.

Titolo originale: "Absolutely Not! Not in Their Name, Not in Ours"

Hamas è una creazione del Mossad

In un articolo apparso su l’Humanitè, uno storico israeliano conferma i sospetti di un micidiale sodalizio Sharon-Yassin. A spese della povera gente, di due intere nazioni.


di Hassane Zerouky

Secondo Zeev Sternell, storico all'Università Ebraica di Gerusalemme, "Israele ha ritenuto che fosse opportuno e astuto spingere gli islamici contro l'organizzazione per la liberazione dalla Palestina (OLP)".

Grazie al Mossad, "l'istituzione israeliana per l'Intelligence e le operazioni speciali", è stato consentito ad Hamas di rinforzare la sua presenza nei territori occupati. Nel frattempo il movimento di Arafat per la liberazione della Palestina, Fatah, così come la sinistra palestinese sono stati sottoposti alla più brutale forma di repressione e intimidazione.

Non dimentichiamoci che fu Israele che, nei fatti, creò Hamas. Secondo Zeev Sternell, storico all'Università Ebraica di Gerusalemme "Israele ha ritenuto che fosse opportuno...

.... e astuto spingere gli islamici contro l'organizzazione per la liberazione dalla Palestina (OLP)".

Ahmed Yassin, la guida spirituale del movimento islamista palestinese, di ritorno dal Cairo negli anni settanta, fondò un'associazione islamica caritatevole. Il Primo Ministro israeliano, Golda Meir, vide in ciò un'opportunità di controbilanciare l'ascesa del movimento Fatah, di Arafat. Secondo il settimanale israeliano Koteret Rashit (ottobre 1987), "le associazioni islamiche e le università erano state sostenute e incoraggiate dall'autorità militare israeliana" incaricata dell'amministrazione (civile) di Gaza e della West Bank. "Esse (le associazioni islamiche e le università) erano state autorizzate a ricevere finanziamenti in denaro dall'estero".

Gli Islamisti fondarono orfanotrofi, ospedali, una rete di scuole, posti di lavoro anche per le donne e aiuti finanziari per i poveri. Nel 1978 crearono "l'Università Islamica", a Gaza. "L'autorità militare era convinta che queste attività avrebbero indebolito sia l'Olp che le organizzazioni di sinistra, a Gaza". Alla fine del 1992 c'erano 600 moschee a Gaza. Grazie all'agenzia di intelligence israeliana, Mossad, fu dato modo agli Islamisti di rinforzare la loro presenza nei territori occupati. Nel frattempo i membri di Fatah (Movimento per la Liberazione Nazionale della Palestina) e la sinistra palestinese era oggetto della più brutale forma di repressione.

Nel 1984 Ahmed Yassin venne arrestato e condannato a 12 anni di prigione, dopo la scoperta di un nascondiglio di armi. Ma un anno dopo fu liberato e riprese le sue attività. E quando l'Intifada cominciò, nell'ottobre 1987, prendendo gli Islamisti di sorpresa, lo Sceicco Yassin rispose creando Hamas (il Movimento di Resistenza Islamico): "Dio è il nostro inizio, il profeta il nostro modello, il Corano la nostra costituzione", proclama l'articolo 7 del documento base dell'organizzazione.

E ancora, Ahmed Yassin era in prigione quando gli accordi di Oslo (dichiarazione dei principi per un Auto-Governo ad interim) furono firmati nel settembre 1993. Hamas aveva del tutto rifiutato quegli accordi. Ma a quel tempo il 70% dei palestinesi condannavano gli attacchi contro i civili israeliani. Yassin fece tutto quanto era in suo potere per minare gli accordi di Oslo. E in questo, anche prima della morte del primo ministro Rabin, aveva il sostegno del governo israeliano. Quest'ultimo era infatti molto riluttante rispetto al rettificare un accordo di pace.

Hamas lanciò dunque una ben pianificata e perfettamente cronometrata campagna di attacchi contro civili: un giorno prima della riunione tra i negoziatori palestinesi e israeliani allo scopo del riconoscimento, da parte di Israele, dell'Autorità Nazionale Palestinese. Questi eventi erano in gran parte strumentali alla formazione di un'estrema destra di governo, in Israele, dopo le elezioni del maggio 1996.

A quel punto, inaspettatamente, il Primo Ministro Netanyahu ordinò il rilascio dello Sceicco Ahmed Yassin dalla prigione (per motivi umanitari), dove stava scontando un ergastolo. Intanto Netanyahu, insieme al Presidente Bill Clinton, facevano pressioni su Arafat affinchè controllasse Hamas. In effetti Netanyahu sapeva che gli Islamisti avrebbero potuto, ancora una volta, sabotare gli accordi di Oslo. Quindi fece ancora di peggio: dopo aver espulso Yassin in Giordania gli permise di tornare a Gasa, dove venne ricevuto in trionfo, da eroe, nell'ottobre 1997.

Arafat rimase solo a fronteggiare questi eventi. Inoltre, a causa del supporto che aveva manifestato nei confronti di Saddam Hussein durante la Guerra del Golfo del 1991 (mentre Hamas si asteneva cautamente dal prendere posizione), gli stati del Golfo decisero di tagliare ogni finanziamento all'Autorità Palestinese. Tra il febbraio e l'aprile del 1998, lo Sceicco Ahmad Yassin era, invece, in grado di ottenere molte centinaia di milioni di dollari da quegli stessi paesi. Il budget di Hamas diventava così superiore rispetto a quello dell'Autorità Palestinese. Queste nuove fonti di finanziamenti permisero agli Islamisti di svolgere efficacemente le varie attività caritatevoli. Si stima che un palestinese su tre riceva aiuti economici da Hamas. Riguardo a ciò Israele non ha mai fatto nulla, nessun azione per porre freno all'afflusso di soldi ad Hamas, nei territori occupati.

Hamas aveva costruito la sua forza tramite i vari atti di sabotaggio al processo di pace, in modo perfettamente compatibile con gli interessi del governo israeliano. In cambio, quest'ultimo otteneva di impedire anche l'applicazione di quanto stabilito a Oslo. In altre parole, Hamas stava svolgendo le funzioni per le quali era stato originariamente creato: prevenire la creazione di uno Stato Palestinese. E a questo proposito Hamas e Ariel Sharon sono esattamente sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda.

Traduzione a cura di Nuovi Mondi Media

Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=110
Fonte originale: http://globalresearch.ca/articles/ZER403A.html

Tzipi Livni ha paura di essere ammanettata in Belgio

I dirigenti dello stato sionista temono di essere citati in giudizio per crimini di guerra.
A Bruxelles, presentando i risultati di una missione a Gaza, la Federazione Internazionale dei Diritti dell'Uomo (FIDH) e altre organizzazioni hanno espresso la loro convinzione che Israele si è reso colpevole di "gravi violazioni del diritto umanitario internazionale, comprese le violazioni della 4a Convenzione di Ginevra, sulla protezione delle persone civili in tempo di guerra ".
Esse hanno chiesto "l'urgente costituzione di una commissione d'inchiesta indipendente, [], che potrebbe evidenziare le singole responsabilità."

"Tutte le parti della 4a Convenzione di Ginevra hanno l'obbligo giuridico di ordinare un'inchiesta", ha
aggiunto lo ONG.

Membro della missione, l'attivista belga Simone Susskind ha esortato l'Unione europea a mettere fine al suo "sonno inquietante" (una manifestazione si terrà Lunedi a Bruxelles) e il palestinese Raji Sourani ha denunciato una "congiura del silenzio".
da:
La "guerre" des plaintes

In La Libre Belgique, 22 gennaio:
"... i ministri e soldati possono essere perseguiti per il loro coinvolgimento nella guerra.
Anche in Israele, otto organizzazioni dei diritti umani hanno già richiesto al procuratore generale dello Stato di avviare un'inchiesta, dato "l'ampiezza e il carattere terrificante" del bilancio dei civili palestinesi.
È pertanto possibile che i responsabili israeliani possano astenersi da viaggi all'estero, per evitare di essere arrestati.
inoltre l'esercito israeliano prevede di vietare la pubblicazione dei nomi e le fotografie degli ufficiali che hanno condotto le operazioni a Gaza.
Ma Israele è già in programma un contro attacco; gli avvocati hanno già formulato un contro-argomento; l'esercito raccoglie le prove; e il ministro degli affari sociali, Haim Herzog, coordinatore degli aiuti umanitari a Gaza, centralizzerà tutte le campagne per discolpare lo Stato e i suoi cittadini."

È interessante notare che è lo stesso membro del governo sionista che è incaricato di tentare di scagionare la bandito-crazia sionista (democratica) e di coordinare l'assistenza umanitaria a Gaza.
Forse, le bombe al fosforo e altri missili di qualsiasi calibro facevano parte dei cosiddetti aiuti umanitari.
Nello stesso tempo è vero che i terroristi sionisti rischiano di avere qualche difficoltà a viaggiare, nei mesi e negli anni a venire.
Perfettamente consapevoli delle atrocità che hanno commesso, come hanno apertamente dichiarato, rivendicando l'inportanza strategica, nel loro scontro con la Palestina, essi non sottovalutano assolutamente il rischio di un arresto.
Così, la signora Tzipi Livni, ministro degli Esteri israeliano, che è attualmente a Bruxelles ha rischiato di cancellare il suo viaggio per paura di essere arrestata:

"Dopo che un giornalista di Nazaret ha riferito che il ministro degli Esteri rischiava di affrontare una procedura giudiziaria al suo arrivo in Belgio.
Tamar Samash, ambasciatore israeliano a Bruxelles, Ran Curiel, ambasciatore presso l'UE e il Ministero della Giustizia, hanno immediatamente cercato di verificare l'informazione che si è rivelata falsa; ciò che ha permesso a Livni e agli altri membri del ministero di recarsi in Belgio, Fonte: Yediot Aharonot

Decisamente, i tempi stanno cambiando per lo stato sionista. E questo è solo l'inizio ...
Mounadil el-Djazaïri

Firma la petizione: Giustizia per il Libano
http://translate.google.com/translate?langpair=en|it&u=http://www.petitiononline.com/Jul06Leb/

Noi non ci comportiamo come i nazisti!

Spessissimo, il governo israeliano nega trattare i palestinesi nello stesso modo in cui gli ebrei sono stati trattati nel quadro del regime nazista.
Ma anche i nazisti negavano il genocidio e i crimini di guerra.
Piuttosto che tentare di provare che i rappresentanti dello Stato di Israele sono gli eredi ideologici dei nazisti, pubblico qui di seguito una serie di immagini giustapposte:
a sinistra, delle immagini che mostrano le la vita degli ebrei, 68 anni fa, in Germania e in Polonia;
sulla destra, le immagini che mostrano la vita quotidiana dei palestinesi oggi nei territori occupati.
Queste foto parlano più delle parole. (clicca per ingrandire)
1-Mura e barricate per
imprigionare la popolazione.

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2- Posti di controllo militari per

impedire ai civili di circolare liberamente.

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3-Arresti e angherie.

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4-Distruzioni di case e mezzi di sussistenza

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5-Assassinio di innocenti.

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La guerra israeliana è finanziata dall’Arabia Saudita e dall'Egitto

L’operazione «Piombo Fuso»

L’attacco israeliano contro Gaza è un’opzione preparata da lunga data. La decisione di attivarlo è stata presa in risposta alla nomina dell’amministrazione Obama. I cambiamenti strategici a Washington sono sfavorevoli per gli scopi espansionistici di Tel Aviv. Israele ha dunque cercato di forzare la mano della nuova presidenza statunitense mettendola dinanzi al fatto compiuto. Ma per organizzare la sua operazione militare, Israele ha dovuto sostenersi su nuovi partner militari, l’Arabia Saudita e l’Egitto, che costituiscono ormai un paradossale asse sionista-musulmano.Riad finanzia le operazioni, rivela Thierry Meyssan, mentre Il Cairo organizza i paramilitari.

Da sabato 27 dicembre 2008, alle 11:30 (ora locale), le forze armate israeliane hanno lanciato un’offensiva contro la striscia di Gaza, inizialmente aerea, quindi terrestre dal 3 gennaio 2009, 18:30 (ora locale). Le autorità israeliane dichiarano che esse riguardano esclusivamente obiettivi di Hamas e di prendere le massime precauzioni per salvare le vite dei civili.

In pratica, occuparsi dei “siti di Hamas” significa distruggere non soltanto gli edifici di questo partito politico, ma anche gli alloggi dei suoi quadri e, soprattutto, tutti gli edifici ufficiali. In altri termini, questa operazione mira a distruggere ogni forma d’amministrazione nella striscia di Gaza.

Il generale Dan Harel, capo di stato maggiore aggiunto, ha precisato: “Quest’operazione è diversa dalle precedenti.. Abbiamo alzato di parecchio il limite ed andiamo in questa direzione. Non colpiamo soltanto i terroristi ed i lanciarazzi, ma anche tutto il governo di Hamas. Miriamo agli edifici ufficiali, alle forze di sicurezza, e scarichiamo la responsabilità di tutto ciò che avviene su Hamas, senza fare alcuna distinzione tra le sue varie ramificazioni.” D’altra parte, “fare il possibile per salvare le vite dei civili” sorge dalla retorica pura e non ha alcuna possibilità di realizzarsi: con circa 3900 abitanti per chilometro quadrato [1], la striscia di Gaza è uno dei territori dalla più alta densità di popolazione al mondo. È materialmente impossibile raggiungere gli obiettivi scelti senza distruggere, allo stesso tempo, le abitazioni vicine.

Le autorità israeliane affermano agire per legittima difesa. Secondo esse, diversi lanci di razzi contro lo Stato ebreo hanno provocato la rottura unilaterale della tregua da parte di Hamas, il 19 dicembre 2008. Ma Hamas non ha rotto la tregua. Una tregua di sei mesi era stata conclusa tra Israele ed Hamas tramite l’Egitto, Israele si era impegnato ad interrompere il blocco della striscia di Gaza; l’Egitto si era impegnato a riaprire il punto di passaggio di Rafah, ed Hamas si era impegnato a fermare i tiri dei razzi contro Israele.

Tuttavia, Israele e l’Egitto non hanno mai adempiuto ai loro impegni. Hamas interruppe i tiri dei razzi per dei mesi. Li riprese a novembre, in seguito a una mortale incursione israeliana.

Traendo il bilancio della duplicità dei suoi interlocutori, Hamas ha giudicato inutile rinnovare un accordo a senso unico. I lanci dei razzi contro Israele hanno avuto luogo dal 2001. Circa 2500 tiri sono stati registrati in 7 anni. Hanno ucciso un totale di 14 Israeliani fino al lancio dell’offensiva. Non hanno fatto alcuna vittima tra la fine della tregua e l’ultimo attacco israeliano. Ma la nozione di difesa legittima suppone una proporzionalità dei mezzi, ma non è così ovviamente.

Tsahal ha impiegato una sessantina di bombardieri ed almeno 20000 uomini super-equipaggiati di fronte a resistenti armati di razzi rudimentali e di adolescenti forniti di pietre. È impossibile oggi calcolare i danni materiali ed umani. Al decimo giorno di bombardamenti, gli ospedali ed i servizi d’emergenza hanno contato 530 morti. Questa cifra non tiene conto delle vittime morte prima dell’arrivo degli aiuti, i cui corpi vengono recuperati direttamente dalle famiglie, senza informare i servizi sanitari. I feriti si contano a migliaia. In mancanza di medicine, non potranno ricevere le cure necessarie e saranno, per la maggior parte, menomati a vita. Le distruzioni materiali, quanto ad esse, sono considerevoli.

L’operazione è stata lanciata nel corso della festa di Hanoukka, giorno dello shabbat. È stata nominata “piombo fuso” seguendo una canzone di Haïm Nahman Bialik che si intona durante gli otto giorni di Hanoukka. In tal modo, Israele, che si considera “lo Stato ebraico”, connota questa operazione come causa nazionale e religiosa. Hanoukka commemora il miracolo dell’olio: per rendere grazie a dio, gli ebrei che avevano respinto i greci, accesero una lampada ad olio nel tempio senza prendere il tempo di purificarsi; ma mentre la lampada conteneva olio soltanto per un giorno, bruciò per otto giorni.

Legando l’operazione militare attuale al miracolo dell’olio, le autorità israeliane dicono alla loro popolazione che non è atto impuro uccidere i Palestinesi.

La guerra israeliana ha suscitato proteste in tutto il mondo. Le manifestazioni più importanti hanno avuto luogo in Turchia, dove hanno raccolto 700.000 persone. Il National Information Directorate, nuovo organo di propaganda collegato ai servizi del primo ministro, ha allora chiamato i diversi capi israeliani a sviluppare un’altra argomentazione. L’operazione “piombo fuso” sarebbe una battaglia “della guerra mondiale al terrorismo”, dichiarata dagli Stati Uniti e sostenuta dal mondo occidentale.

Infatti Hamas è considerata un’organizzazione terroristica da parte degli Stati Uniti, anche se formalmente non lo è per l’Unione europea. Il governo israeliano tenta di rilanciare la tematica “dello scontro delle civiltà”, cara all’amministrazione Bush, mentre l’amministrazione Obama, che entrerà in funzione il 20 gennaio, ha chiaramente annunciato che l’abbandonerebbe.

Questa gaffe retorica lascia prevedere le motivazioni reali dell’operazione. Queste sono tempo da ricercare allo stesso nella natura del confronto e nella particolarità dell’attuale operazione. La logica del movimento sionista è di adattarsi questa terra ripulendola etnicamente o, in caso contrario, di imporre un sistema di segregazione. I palestinesi sono allora parcheggiati in riserve, sul modello dei bantustan sudafricani; come la Cisgiordania da un lato, la striscia di Gaza dall’altro.

Ogni 5/10 anni, un’importante operazione militare deve essere spiegata per rompere le velleità di resistenza di questa popolazione. Da questo punto di vista l’operazione “piombo fuso” è soltanto un massacro in più, perpetrato da uno Stato che usufruisce dell’immunità totale da sessant’anni. Come ha rivelato Haaretz, il ministro della difesa Ehud Barack ha accettato la tregua di sei mesi soltanto per spingere i combattenti di Hamas ad uscire dall’ombra. Ha messo a profitto questo periodo per studiarli, allo scopo di distruggerli appena se ne fosse presentata l’occasione [2].

L’offuscamento della nuova amministrazione USA

Resta il fatto che questa operazione si volge durante il periodo transitorio della presidenza statunitense. Dal settembre 2008, gli osservatori attenti prevedevano che Barack Obama sarebbe andato alla Casa Bianca grazie al sostegno di una coalizione eteroclita che comprende il complesso eco-finanziario, il movimento sionista, i generali in rivolta ed i partigiani della Commissione Baker-Hamilton. Da parte mia, avevo annunciato questo risultato fin dal mese di maggio. Ma questa coalizione non ha posizioni definite sul Vicino-Oriente.

I generali in rivolta ed i partigiani della Commissione Baker-Hamilton pensano assieme al loro mentore, il generale Brent Scowcroft, che gli Stati Uniti hanno sovraesteso i loro eserciti, e devono imperativamente limitare i loro obiettivi e ricostituire le loro forze. Si sono opposti ad una guerra contro l’Iran, ed al contrario hanno affermato la necessità di ottenere l’aiuto di Teheran per evitare la rovina in Iraq. Deplorano i tentativi di rimodellamento del grande Medio Oriente (cioè della modifica delle frontiere) e chiedono un periodo di stabilità. Alcuni di loro giungono perfino a raccomandare di fare passare la Siria e l’Iran nel campo atlantico forzando Israele a restituire il Golan e a risolvere parzialmente la questione palestinese. Propongono di ricompensare gli stati che naturalizzeranno i palestinesi e d’investire in maniera massiccia nei territori per renderli economicamente autosufficienti.

Questa prospettiva significa la fine del sogno d’espansione sionista, tanto quanto la fine di alcuni regimi arabi sostenuti, fino a oggi, da Washington. Da parte loro, i sionisti statunitensi che hanno lanciato in politica Barack Obama, soltanto dodici anni fa, ai quali si sono aggiunti i Clinton, da quando Hilary s’è convertita al sionismo cristiano ed ha aderito alla Fellowhip Foundation, sostengono la prosecuzione del progetto di segregazione.

Sulla la scia della lettera di George W. Bush ad Ariel Sharon e della conferenza di Annapolis, vogliono completare la trasformazione dei territori in bantustan. Uno o due stati palestinesi sarebbero riconosciuti dagli Stati Uniti ed i loro alleati, ma questo, o questi, stati non sarebbero sovrani. Sarebbero privi di eserciti, la loro politica estera e le loro finanze resterebbero sotto controllo israeliano. Se si riuscisse a sradicare la resistenza, alla fine si confonderebbero nel paesaggio, come le riserve indiane negli Stati Uniti.

Preoccupati per il loro futuro comune, delegazioni egiziane, israeliane e saudite si sono riunite in Egitto in settembre ed ottobre 2008. Secondo una fonte della resistenza, al termine di questi negoziati, si è deciso che in caso di un’evoluzione sfavorevole di Washington, Israele lancerebbe una vasta operazione militare a Gaza, finanziata dall’Arabia Saudita, mentre l’Egitto farebbe entrare dei paramilitari a Gaza. Se parecchie volte, in passato, i governi arabi hanno lasciato campo libero ad Israele, è la prima volta che partecipano alla pianificazione di una guerra israeliana, costituendo così un asse sionista-musulmano.

Informata in tempo reale dal capo di gabinetto Rahm Emanuel (doppio nazionalità Israeliana-USA ed ufficiale dell’intelligence militare israeliana) delle rapporti di forza nell’ambito del gruppo Obama, la troika Israele-Egitto-Arabia saudita ha avuto la notizia della ripartizione delle funzioni. I posti importanti al segretariato di Stato saranno affidati a protetti di Madeleine Albright e di Hillary Clinton. I due segretari di Stato aggiunti, James Steinberg e Jacob Lew sono sionisti convinti. Il primo è stato uno dei redattori del discorso di Obama presso l’AIPAC.

Il Consiglio nazionale di sicurezza è in mano agli atlantisti, preoccupati che le provocazioni israeliane sfocino nell’interruzione dell’approvvigionamento energetico dell’occidente: il Generale Jones e Tom Donilon. Jones che era incaricato di seguire la conferenza di Annapolis, ha più volte espresso la sua irritazione di fronte alla mossa israeliana. Il segretariato alla difesa resta nelle mani di Robert Gates, un ex-assistente di Scowcroft ed un membro della Commissione Baker-Hamilton. Si prepara a dare il benservito ai collaboratori che ha ereditato da Donald Rusmfeld e che non aveva potuto trasferire prima, come ha già fatto con due maniaci anti-iraniani, il segretario all’aviazione militare Michael Wynne ed il suo capo di stato maggiore, il Generale T. Michael Moseley. Inoltre, Gates è riuscito ad imporre il suo amico Léon Panetta, già membro della Commissione Baker-Hamilton, alla testa della CIA.

Riassumendo, la troika può sempre contare sull’appoggio diplomatico degli Stati Uniti, ma di più sul suo massiccio aiuto militare.

L’Egitto, l’Arabia Saudita e 10.000 paramilitari arabi con Israele

È il punto nuovo nel Vicino-Oriente. Per la prima volta una guerra israeliana non è finanziata dagli Stati Uniti, ma dall’Arabia Saudita. Riad paga per schiacciare il principale movimento politico sunnita che non controlla, Hamas. La dinastia del Saud, sa che deve distruggere ogni alternativa sunnita nel Vicino-Oriente per mantenersi al potere, è per questo che ha fatto la scelta del sionismo musulmano. L’Egitto, quanto ad esso, teme un’estensione, attraverso i fratelli musulmani, delle sommosse sociali. La strategia militare resta tuttavia statunitense, come in occasione della guerra del 2006 contro il Libano.

I bombardamenti non sono concepiti per eliminare i combattenti, cosa che ho indicato sopra, non ha senso in ambiente urbano, ma deve paralizzare la società palestinese nell’insieme. È l’applicazione della teoria dei cinque cerchi di John A. Warden III.

In definitiva, sempre secondo Haaretz, Ehud Olmert, Ehud Barack e Tzipi Livni hanno deciso la guerra il 18 dicembre, cioè alla vigilia della scadenza della tregua. Il National Information Directorate ha organizzato una simulazione, il 22 dicembre, per preparare le menzogne che servivano a giustificare il massacro.

L’operazione è cominciata il 27 dicembre in modo da evitare che il papato possa immischiarsi. Benedetto XVI°, tuttavia, ha evocato nel suo messaggio di Natale “un orizzonte che sembra ridiventare scuro per gli Israeliani ed i palestinesi”.

Ritorniamo al teatro dell’operazione.

L’aviazione israeliana ha preparato il terreno per una penetrazione terrestre, che apre la via ai paramilitari Arabi. Secondo le nostre informazioni, circa 10.000 uomini sono attualmente ammassati presso Rafah. Esercitatisi in Egitto ed in Giordania, sono agli ordini dell’ex-consulente nazionale della sicurezza di Mahmoud Abbas, il generale Mohammed Dahlan (l’uomo che organizzò l’avvelenamento di Yasser Arafat per conto degli Israeliani, secondo documenti resi pubblici due anni fa). Sono destinati a svolgere il ruolo che era stato attribuito alla milizia di Elie Hobeika, a Beyrouth, quando le truppe di Ariel Sharon circondarono i campi profughi di Sabra e Chatila.

Tuttavia, la troika sionista esita a lanciare i suoi “cani da guerra” finché la situazione militare all’interno della striscia di Gaza resta dubbia. Da due anni numerosi resistenti palestinesi sono stati formati alle tecniche della guerriglia da Hezbollah. Benché siano, in teoria, sprovvisti delle armi necessarie a questo tipo di combattimento, si ignora quali siano la loro esatta forza. Una sconfitta sul campo sarebbe una catastrofe politica per Israele, dopo la sconfitta del suo esercito in Libano, nel 2006, e dei suoi istruttori in Georgia, nel 2008. È sempre possibile ritirare rapidamente i propri blindati da Gaza, ma non sarà lo stesso ritirare i paramilitari Arabi.

L’Unione europea ha fatto appello per una tregua umanitaria. Israele ha risposto che ciò non era necessario, poiché non ci sono altre crisi umanitarie dall’inizio dei bombardamenti. Per prova della sua buona fede, presumibilmente, “lo Stato ebreo” ha lasciato entrare alcune centinaia di autocarri con aiuti alimentari e medici… per i 1400000 abitanti.

In ogni guerra che Israele ha condotto in violazione del diritto internazionale, un palcoscenico diplomatico è stata organizzato per permettergli di guadagnare tempo, mentre gli Stati Uniti bloccavano ogni risoluzione del Consiglio di sicurezza. Nel 2006 furono Romano Prodi e la conferenza di Roma. Questa volta è il presidente francese, Nicolas Sarkozy, che produce l’intrattenimento. Ha annunciato che dedicherebbe due giorni del suo tempo prezioso, per regolare un problema dove gli altri falliscono da 60 anni.

Non lasciando affatto dubbi sulla sua parzialità, il sig. Sarkozy ha inizialmente ricevuto all’Eliseo il ministro israeliano degli affari esteri, Tzipi Livni e il capo sunnita saudo-libanese Saad Hariri, ed ha avuto un colloquio telefonico con il presidente Egiziano Hosni Moubarak, il presidente marionetta dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas ed il primo ministro Israeliano Ehud Olmert.

 Thierry Meyssan

Giornalista e scrittore, presidente del Réseau Voltaire

Hamas disposta ad accettare Israele

Nel totale silenzio mediatico, l’ex-presidente Jimmy Carter continua il suo paziente lavoro di intermediario ai massimi livelli per cercare di risolvere i più gravi problemi del mondo.

L’anno scorso era stato a Cuba, e aveva finito per rinfacciare agli americani buona parte delle colpe per uno stallo economico-diplomatico che dura da ormai 50 anni, e del quale hanno sofferto soprattutto gli stessi cittadini cubani.

Comprensibile quindi lo “scarso interesse” dimostato dai media mondiali per il lavoro di quest’uomo – un vero gigante, che un giorno la Storia riconoscerà come tale - che sa prediligere la verità agli interessi nazionali.

Ma questa volta Carter l’ha combinata ancora più grossa. Parlando del più e del meno con i siriani, ha scoperto che Hamas è disposta ad accettare i confini del ’67, ed è disposta soprattutto a riconoscere ed accettare Israele come stato confinante. Hamas vuole solo che le condizioni, che verranno messe a punto dal PM israeliano e dal presidente palestinese, vengano poi sottoposte all’approvazione degli stessi palestinesi.



Pare però, a sentire Carter, che il problema nasca dal fatto che Israele e Stati Uniti ...

... non ne vogliano sapere di sedersi a un tavolo di trattativa con la Siria e con Hamas.

Ma “la Siria - ha detto Carter – desidera fortemente che gli USA giochino un ruolo importante, e portino tutti ad incontrarsi attorno ad un tavolo”.

Viene a questo punto da domandarsi chi sia a non volere quella maledetta pace che in Palestina nessuno riesce a trovare.

Massimo Mazzucco

Ecco il testo completo del breve intervento di Jimmy Carter:

[Hamas] ha detto che sono disposti ad accettare uno stato palestinese con i confini del 1967, se approvato dai palestinesi. E sono disposti ad accettare il diritto di Israele di vivere come un vicino, accanto a loro, pacificamente, a condizione che gli accordi messi a punto fra il Primo Ministro Olmert e il presidente Abbas vengano presentati ai palestinesi per una approvazione di massima.

Beh, l'attuale politica di escludere Hamas, e di escludere la Siria, semplicemente non funziona. Non fa che esacerbare un ciclo di violenza, di malintesi e di aggressività fra i due, e fra tutti quelli che ho nominato. La Siria desidera fortemente che gli Stati Uniti giochino un ruolo importante, e indicano incontri che portino a risolvere le differenze. E spero che sia questo ciò che verrà fatto.

Da: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2502

GAZA: VOLEVATE LE PROVE SU CHI HA VIOLATO GLI ACCORDI DI PACE? ECCOLE!

Fermo restando che Hamas è un’organizzazione che proclama la jihad (guerra santa) contro Israele sono ancora troppi gli interrogativi che dovremmo porci su chi sono i veri responsabili della sua esistenza:

Perchè le principali potenze del mondo rivendicano il diritto d’Israele all’autodifesa anche quando il governo di questo stato ordina il bombardamento al fosforo bianco sulla popolazione civile araba mentre allo stesso tempo proclamano terroristi i palestinesi che esercitano il loro diritto all’autodifesa con una jihad?

se i soldati israeliani occupassero ingiustamente le vostre terre e poi bussassero alla vostra porta per uccidere i vostri cari con una sventagliata di mitra come reagireste?

i missili e i bombardamenti al fosforo bianco sulla poplazione civile sono forse meno crudeli dei kamikaze?

chi è stato ad iniziare le stragi degli innocenti?

- chi ha occupato con la forza delle armi il territorio di una nazione araba pacifica (vedi ad es. Nabka o olocausto palestinese) o i musulmani che hanno cercato di difendersi da chi bruciava le loro case massacrando o deportando la loro gente?

Perchè i sionisti scelsero proprio la Palestina per fondare lo stato d’Israele quando la comunità internazionale aveva messo a loro disposizione molte altre regioni disabitate del mondo? Un legame storico con una terra che è stato interrotto da circa duemila anni di storia valeva forse il dirittto di soppressione di un altro popolo?

Perchè i media democratici non spiegano alle masse cos’erano i terroristi sionisti dell’irgun e della banda Stern? perchè gli “equidistanti” telegiornali RAI e MEDIASET abbondano di servizi sugli uomini bomba o i missili di Hamas mentre “trascurano” completamente di raccontare episodi come l’attentato del King David Hotel dove i sionsiti collocarono una bomba travestiti da arabi (il Mossad è storicamente un maestro mondiale di operazioni false flag e il suo motto è vincere con l’inganno)?.......

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ALTRA INFORMAZIONE

Obama. Creazione del Marketing Corporativo e tecniche ipnotiche.




L'articolo che segue è una traduzione di un importante trattato sull’utilizzo di tecniche di ipnosi durante i discorsi di Obama. Data la lunghezza del pezzo (67 pagine) sarà necessariamente un riassunto, che vuole cercare di essere comunque esaustivo.

Basi dell’ipnosi.

Nei discorsi di Barack Obama sono contenute tecniche di ipnosi di Milton Erickson, il quale sviluppò una forma di conversazione ipnotica che poteva essere inserita nei normali discorsi ed utilizzata con i pazienti senza che questi ne sapessero nulla.
Queste tecniche all’interno dei discorsi di Obama rimangono nascoste fino a che non viene dato alla gente il modo di riconoscerle, spiegando di che si tratta. Qui non stiamo parlando di messaggi subliminali, ma di vera e propria ipnosi atta ad abbassare le difese razionali del cervello ed arrivare a modificare le nostre convinzioni al nucleo più profondo, senza darci la possibilità di ragionare e senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

Obiezioni possibili:

1) L’ipnosi non esiste, o su di me non fa alcun effetto.

Gli stati di trance avvengono tutti i giorni e più volte al giorno, per esempio al volante, ascoltando musica o guardando un film alla televisione. In quei momenti le difese razionali sono abbassate.

2) Obama non usa l’ipnosi di massa intenzionalmente.

In questo libro (nota: testo completo dell’autore) compaiono troppi esempi coincidenti con gli insegnamenti di Erickson, e questo non può essere mera coincidenza.

3) La popolarità di Obama non è attribuibile all’ipnosi.

Le persone giovani e le più istruite hanno minore resistenza all’ipnosi per ragioni scientifiche che saranno spiegate. E la grande popolarità di Obama non ha ragioni rispetto al contenuto dei suoi discorsi. Da un punto di vista puramente razionale, la sua salita di popolarità non è spiegabile.

4) Non c’è nulla di non-etico nell’uso dell’ipnosi da parte di Obama.

Queste tecniche sono la comunicazione più subdola ed ingannevole mai conosciuta dall’uomo. Girano attorno alle tue difese razionali e vanno a colpire la parte più interna della tua mente. Genera emozioni e le trasferisce su di sé. Inganna milioni di persone e sotto i loro occhi.

Bisogna capire le basi della Ipnosi Ericksoniana per capire cosa stia facendo Obama.

Qui non si parla di ipnosi col paziente addormentato, che esegue istruzioni e che cammina in avanti con le braccia tese. Obama usa tecniche prese da manuali medici. Sono tecniche che lavorano a livello inconscio, studiate per funzionare anche su un pubblico televisivo.

Spiegare l’incredibile seguito di Obama con la sua grande abilità di oratore sarebbe troppo limitativo, non sarebbe per questo il più grande oratore di una generazione, non per questo sarebbe ‘inviato da Dio’ (come afferma molta gente).

Molte persone cadono in trance in molti momenti delle loro vite. E’ un fatto comune, della vita di tutti i giorni. Succede in quei momenti in cui vi ‘distraete’ per un attimo, come quando ascoltate delle canzoni, guardate un film, guidate l’auto o siete in ascensore. In quel momento si abbassa, del tutto involontariamente, la parte razionale del cervello, quella che ci fa ragionare. Questo succede, ad esempio, quando si ride per un film comico o quando si piange per un film triste.

Due definizioni di "Ipnosi":

1) Un particolare stato di iper-suggestionabilità portato in un individuo da uno stato di rilassamento, indirizzamento dell’attenzione e suggestione.

2) Lo scavalcamento del ‘fattore critico’ e la definizione di un pensiero selettivo.

(Per ‘fattore critico’ si intende la capacità di ragionare sulle questioni e sull’accettarle o meno, a proprio giudizio).

Una tecnica per scavalcare la capacità di giudizio delle persone è qualcosa di pericoloso, è capace di rendere l’ascoltatore simile ad un computer che accetta di tutto.

La tecnica di Erickson si divide in tre dimensioni separate:

1) Accompagnare e distrarre l’emisfero cerebrale dominante (linguaggio).

2) Utilizzo dell’emisfero dominante, tramite processi linguistici che passano al di sotto del livello cosciente.

3) Accesso all’emisfero non-dominante.

Il processo di scissione della capacità di giudizio, uno stato mentale alterato e iper-suggestionabile, l’essere focalizzati su determinati argomenti, intervengono in questo stato di ipnosi, che avviene anche di fronte ad un grande oratore.

Il Dr. Milton Erickson è conosciuto come il padre della moderna psicanalisi e come il padre dei metodi di ipnosi.

Da giovane, durante la pratica da terapista, scoprì di poter inserire una terapia ipnotica all’interno di una normale conversazione, senza che il suo interlocutore nemmeno se ne accorgesse. Realizzò così che la mente subcosciente resta sempre all’ascolto, e studiò come scavalcare le difese della mente cosciente. Il tutto durante una normale conversazione.

L’intero campo della ‘conversazione ipnotica ’ è basato sugli studi di Erickson, ed è usato solo da ipnotismi e psichiatri. E’ impossibile da scovare, a meno di sapere dove e cosa osservare. purtroppo, tali tecniche sono usate anche per sedurre donne.

Queste tecniche, ripetiamo, sono basate sullo scavalcare le difese e il ragionamento del cervello.

Le suggestioni subcoscienti possono essere molto potenti, perché attaccano la parte indifesa del cervello. La conversazione ipnotica è più pericolosa di quella di tipo normale, perché è inserita nei discorsi e l’interlocutore che la sta subendo non lo sa minimamente.

Il fattore critico è quella mente che ascolta e giudica le informazioni ricevute, che ci permette di scegliere cosa pensare e cosa no, e decide cosa passa a far parte del subconscio, la zona delle emozioni e degli istinti. Questo filtro è presente in ogni persona.

Il subconscio è come un computer: se al subconscio ordini di credersi un pollo, bé, la persona si crederà un pollo. Il fattore critico impedisce questo, impedisce alla persona di credersi un pollo. E’ un po’ come una ‘guardia del corpo’ per il cervello.

L’ipnosi utilizza vari espedienti (modulazione della voce, aggiustamenti visivi, gesti, linguaggio del corpo, pause) per scavalcare il fattore critico ed instillare messaggi o comandi nella mente subcosciente. Un esempio di questo è il fatto che un buon numero di fumatori abbia smesso di fumare con l’ipnosi, dovuto allo scavalcamento del loro fattore critico.

Il fattore critico ci impedisce di crederci polli. Come fa allora un ipnotizzatore a convincere una persona di essere un pollo? L’ipnotizzatore conosce come scavalcare il fattore critico ed impiantare i giusti comandi nella mente subcosciente, e far sì che la mente subcosciente accetti tali comandi come assolutamente giusti e veri.

Fino a qui abbiamo spiegato cosa sia la conversazione ipnotica in ambito psichiatrico. Nelle prossime parti osserveremo come Obama la utilizzi nelle conferenze pubbliche e televisive, per portare il pubblico a pensarla esattamente in un certo modo scavalcando la capacità critica di ciascuno di loro.

Cosa sta facendo attualmente Obama.
Ciò che fa Obama va oltre il semplice inganno.

Se un politico venisse scoperto ad usare simili tecniche, la sua carriera terminerebbe all’istante. Qui abbiamo un Presidente che continua a farne uso, ingannando migliaia di persone senza che nemmeno se ne rendano conto, forse la più grande frode della storia Americana.

Molto di ciò in cui crediamo proviene dall’analisi cosciente del mondo attorno a noi. Per esempio, sappiamo che è cosa buona svegliarsi al mattino ed avere qualcosa da fare perché conosciamo razionalmente le conseguenze dello stare a letto tutto il giorno. Quando amiamo le persone, solitamente è una combinazione di giudizio razionale e di ciò che sentiamo verso di loro. Cerchiamo di piacere agli altri rispettandoli, con la gentilezza, e seguendo le leggi.

Esiste però una piccola percentuale di persone che studia come manipolare ciò che proviamo verso di loro. Studiano come scavalcare il giudizio razionale e i naturali sentimenti di attrazione, attraverso la manipolazione psichiatrica delle interazioni personali.

Obama è un esperto di queste tecniche di manipolazione. Non ti porta a credere a ciò che ti dice dopo averti lasciato la possibilità di pensarci su, ma ordina direttamente al tuo subconscio ‘tu credi’ in un modo che viene semplicemente accettato. Sa come dire al tuo subconscio di ‘scegliere’ (ovviamente lui) in un modo che ti faccia pensare che tu abbia scelto. Sa come evocare emozioni e trasportarle su di sé in modo subcosciente, attraverso l’uso dei tempi giusti e della ritmica nel parlato, con gestualità e significati nascosti all’interno del discorso. Conosce come impiantare pensieri ed emozioni nel subconscio della gente. La gente pensa che questi pensieri siano propri. Tutto porta a questo. Al pensare che la decisione di sostenere Obama sia spontanea.


Quello che fa Obama è paragonabile ad un ipnotizzatore che vi fa oscillare un orologio davanti agli occhi e che vi dice: “Ti senti rilassato… stai andando in trance… hai un bisogno impellente… votare per Barack”. Obama lo fa con le sue labbra.


Ipnotizzare qualcuno senza che questi lo sappia è una cosa altamente immorale. Se Obama fosse un semplice mentitore noi useremmo il razionale giudizio per distinguere cosa credere da cosa non credere. Lui prende decisioni e annichilisce la nostra capacità di accorgerci di quest’ipnosi.

La passione che le persone provano per Obama è reale. E’ reale perché viene da dentro. Il problema è che resta sempre e comunque positivo anche se Obama cambiasse pensiero ogni giorno. E’ un’ammirazione senza giudizio.

Tutto questo può sembrare fantascienza, ma non lo è. Qualcuno che non conosciamo a fondo, supportato da persone che non vediamo, usa l’ipnosi per convincerci a votarlo.

Studio degli effetti dell’ipnosi di massa.

Psicologi ed esperti affermano che la conversazione ipnotica sia una forma di controllo mentale. Un autore sostiene che la conversazione ipnotica permetta di ottenere il controllo mentale attraverso la parola e di dirigere gli ascoltatori nei pensieri e nelle azioni. Sostiene ancora che la lingua inglese possiede particolari interruttori nella parola e nei toni che aiutano ad entrare nello stato di trance.

L’ipnosi può essere utilizzata nelle note a piè di pagina in un testo. L’ipnosi può essere utilizzata per convincerti a rubare in negozio, come riportato da documentari della MSNBC e della BBC.

Esiste un libro sullo studio dell’ipnosi di massa, chiamato ‘Stupro della mente’, scritto da Joost Meerloo, professore di Psichiatria della Columbia University. Una parte di questo libro racconta dell’utilizzo dell’ipnosi per forzare le vittime a commettere crimini, basandosi sulle loro debolezze. Molti psicologi continuano a negare che sia possibile forzare le persone a commettere atti contrari alla propria volontà sotto ipnosi, ma questi non considerano il grado di dipendenza creato dall’ipnotizzatore e la frequenza delle suggestioni ipnotiche.

Vengono considerate le forme di ipnosi utilizzate durante la Seconda Guerra Mondiale, dai Nazisti ai Sovietici. Qui l’ipnosi non è utilizzata come cura,ma come principio dei terrori. Le dimostrazioni pubbliche di ipnosi di massa possono creare dipendenza e suggestionabilità in chi vi partecipa, e questo può durare anni. Per questo motivo queste dimostrazioni sono state bandite in alcuni Paesi. L’ipnosi di massa tende a far allontanare l’individuo dalla propria coscienza portandolo ad affidarla all’ipnotizzatore ed aumentando così la propria dipendenza dallo stesso. Qualcosa di simile all’esperimento del cane di Pavlov.

Illegalità dell’uso dell’ipnosi da parte di Obama.

La Corte Suprema ha affermato che l’uso incondizionato dell’ipnosi lede i diritti fondamentali della persona. Esistono casi di ipnotizzatori che hanno portato criminali a confessare quando non vi erano riusciti gli interrogatori. Questa pratica non è stata permessa. L’ipnosi su persone non consenzienti dovrebbe costituire frode o comunque violazione a seconda della giurisdizione di appartenenza. Uno degli esempi di frode è convincere una persona per farsi consegnare i dati del conto in banca, convincendola di averli dati di sua spontanea volontà. Si tratta di influenza mentale.

Obama utilizza queste tecniche per convincere la gente a sostenerlo. Si sente il bisogno di sostenerlo come un fumatore sente il bisogno delle sue sigarette e trova perfettamente logico sentire questo bisogno.

La tecnica ipnotica di ‘dare il passo e comandare’ per aggirare il giudizio razionale.

‘Dare il passo e comandare’ significa aggirare il ‘fattore critico’ delle difese razionali. Questa tecnica si rivela fondamentale nella conversazione ipnotica.

Normalmente a ciò che consideri vero permesso di ‘passare’.

Nel caso tu sia un fumatore e tu voglia pensare di non esserlo, questo non passerà al tuo subconscio, perché il tuo ‘fattore critico’ sa che non è vero.

Il Dr. Erickson ha scoperto che attraverso il ‘dare il passo’ diventa possibile, ad un ipnotizzatore, scavalcare il fattore critico ed instillare comandi nel subconscio.

Dare il passo.

Mettiamo che in un locale entri un sacco di gente e che le guardie le perquisiscano tutte. Dopo averne perquisite tante, se non si trova nulla di problematico, l’attenzione delle guardie comincia a calare.

Il nostro fattore ‘critico’ rappresenta le guardie, gli invitati rappresentano le questioni su cui riflettere.

In questo modo, l’ipnotizzatore riempie il soggetto di informazioni indubbiamente vere (lasciandolo così riflettere su molte cose) e, dopo, l’attenzione del suo fattore critico inizia a calare. Queste informazioni possono riguardare tutto ciò che il soggetto conosce, incluso il suo respiro. Spesso l’ipnotizzatore guida il respiro del soggetto e lo rende cosciente di esso. L’attenzione cosciente viene spostata sul respiro. Ma se non si pensa attivamente al respiro, il respiro continua lo stesso. Lo scopo diventa lo spostare l’attenzione cosciente sul respiro.

Descrivendo cose assolutamente vere, l’ipnotizzatore ‘imbroglia’ il fattore critico e lo distrae su queste cose. In questo modo, il fattore critico viene temporaneamente ‘tolto di mezzo’, un po’ come lanciare una bistecca ad un cane da guardia per distrarlo.

Continuando a fornire ai soggetti informazioni che questi possano considerare assolutamente vere, ogni cosa detta dall’ipnotizzatore sarà poi considerata vera, e questa fiducia abbassa il ‘fattore critico’. Questo funziona anche davanti a milioni di telespettatori.

Esempi di ‘dare il passo’ nel discorso di Denver del 28 Agosto 2008.

Esempi elementari nei discorsi di Obama includono frasi quali “in questo momento”, “adesso è l’ora” o “per questo sono qui in mezzo a voi”. Sono frasi sicuramente vere nel momento in cui esegue il discorso. Queste ed altre frasi sembrano inserite nel discorso in modo casuale, invece non lo sono. Nel discorso di Denver, queste 3 frasi sono state utilizzate un totale di 14 volte, da Obama.

Esempi:

1) Ecco perché sono qui stasera. Perché per 232 anni, in ogni momento in cui quella promessa era in pericolo, le persone ordinarie – studenti e soldati, contadini ed insegnanti, infermieri e custodi – hanno trovato il coraggio per tenerlo in piedi.

2) I fondamenti che utilizziamo per misurare la forza economica sono gli stessi fondamenti della promessa che ha reso grande questa Nazione – una promessa che diventa la sola ragione per cui sono qui stasera.

3) Ma io sono qui stasera perché in tutta l’America c’è agitazione. Questa elezione non riguarda me. Riguarda voi.
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1) Adesso è l’ora di finire questa dipendenza, e di capire che la perforazione per il petrolio non è una soluzione di lungo termine.

2) Adesso è l’ora di dare ad ogni bambino una istruzione, per permettergli di competere in una economia globale.
3) Adesso è l’ora di dare ad ogni Americano accesso ai servizi sanitari.

4) Adesso è l’ora di aiutare le famiglie con malati, perché più nessuno abbia da scegliere tra il proprio lavoro e l’aiutare il proprio parente malato.

5) Adesso è l’ora di cambiare le nostri leggi sulla bancarotta, per proteggere le pensioni e per la sicurezza sociale.

6) Adesso è l’ora di mantenere la promessa di paghe uguali per lavori uguali, perché voglio che le mie figlie abbiano le stesse opportunità dei vostri figli.
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1) Ci incontriamo in uno di quei momenti importanti – un momento in cui siamo in guerra, l’economia soffre, e la promessa è stata tradita.

2) Questo momento – questa elezione – rappresenta la possibilità di tenere in vita la promessa Americana.

3) Lo sapete cosa insegna la Storia – che in momenti importanti come questo, il cambiamento non proviene da Washington.

4) America, questo è uno di quei momenti.

5) In questo momento, in questa elezione, dobbiamo impegnarci a marciare nel futuro.

Notare che le parole in questione siano assolutamente verificabili. E questo è solo l’inizio.

Queste parole inducono trance ipnotica. Ne usa tante, semplici ed incontestabili, tra cui “abbiamo bisogno di cambiamento”, “siamo la speranza per il futuro” o il “sì, noi possiamo”.

Messaggi sommersi e nascosti – struttura superficiale e struttura profonda del discorso.

Molte persone non realizzano che Obama usi l’ipnosi. Lo stesso Obama conta sul fatto che questo sia troppo difficile da capire o troppo complesso da spiegare.

La comunicazione di cui siamo coscienti si chiama ‘struttura superficiale’. L’ipnosi si basa sulla ‘struttura profonda’ di ciò che il soggetto riceve. Questa viene elaborata dal subconscio a suo modo. Un ipnotizzatore riesce a parlare direttamente al nostro subconscio.

Nei discorsi, possono essere usate anche tecniche di ‘suggestione indiretta’, al pari di quelle che alcuni venditori utilizzano con i clienti.

Obama usa frasi come “cadremo o resteremo in piedi come una unica Nazione”. Questo pare ottimista. Ma perché lancia discorsi ottimisti anche su cadere? Il punto non è il cadere o lo stare in piedi… il punto è che, mentre lo dice, il suo petto ‘cade e torna in piedi’ sincronizzato con il suo respiro, e inconsciamente succede a chiunque e questo rende la frase vera in ogni caso.

Notare come Obama raramente si riferisca direttamente alla ricerca di voti o soldi da parte di chi lo ascolta.

Obama utilizza frasi comunque vere per abbassare il fattore critico… e conclude con “per questo io sarò il vostro Presidente”.

Obama parla in un modo del quale il subconscio non può dubitare. Continua ad affermare cose assolutamente vere per abbassare il ‘fattore critico’, per fare accettare comandi come assolutamente giusti e veri.

Prepara il terreno e colpisci quando ormai sei certo.
Traduzione di Iafet di Ultima Epoca