Questo blog non appartiene a nessun gruppo politico, religioso, ecc. Questo blog è stato creato per far fronte alla crescente disinformazione dei media, di cui siamoise tutti vittime. Esso non vuol indurre ad un'inutile polemica, ma mira a diffondere informazioni affidabili. Il blog inoltre fornisce sempre fatti che voi potete agevolmente verificare. Una buona informazione è un'informazione valida.
In nessun campo il percorso per la conoscenza è una passeggiata senza pericoli, ma questo non nega il fatto che la conoscenza sia potere.. http://scienzamarcia.blogspot.com/

Non dite cazzate atomiche!

di Jacopo Fo

link originale su: Non dite cazzate atomiche!

La denuncia arriva da Ecodem, associazione nazionale degli ambientalisti del Partito Democratico, secondo cui i numeri paventati dal governo sul beneficio dell'energia nucleare sono completamente sballati.

Prima falsità: le scorie. Non e' vero che il nucleare di nuova generazione produce meno scorie. Le quattro nuove centrali nucleari da 1,6 GW a tecnologia francese consumeranno infatti oltre 30 tonnellate di uranio arricchito all'anno che inevitabilmente generano rifiuti radioattivi.
Seconda falsità: la quota di produzione. E' stato affermato che gli impianti produrranno a regime il 25% del consumo nazionale, ma la cifra e' esagerata.
Quattro centrali potranno al massimo produrre 45 TWh di energia che oggi rappresentano circa il 13% del consumo nazionale.
Terza falsità: “Non e' assolutamente vero che l'Italia importa una grande quantità di energia elettrica dall'estero, per lo più dal nucleare francese. Importiamo solo il 12,5% dell'energia e il dato interessante e' che ben l'80% di quell'energia e' prodotta da fonti rinnovabili, e non dal l'atomo”.
Quarta e ultima falsità: la spesa. Occorrono 20 miliardi di euro per quattro centrali, 5 per ogni impianto. In Finlandia, dove stanno costruendo una centrale a tecnologia francese, i costi finali sono raddoppiati rispetto ai preventivi.
(Fonte: Ansa Ambiente)

Nel video uno spot contro la reintroduzione dell'energia nucleare in Italia.


4 centrali nucleari in Italia. Ma sono francesi...

E ora voglio ridere quando si scopre dove dovranno essere costruite queste 4 centrali.... Le vuoi vicine a casa tua? Ma sono di nuovo tipo... Non ti devi preoccupare... Non ti fidi di Sarkozy?

Berlusconi ha firmato un accordo con Sarkozy per 4 centrali nucleari francesi costruite in Italia. Una follia in collaborazione con Enel.
Saranno pronte fra 20 anni. La crisi energetica sta già scoppiando (solo la crisi economica ci sta dando una boccata d'aria. Non ci serve energia fra 20 anni, Ci serve ora.
Qui di seguito pubblico due approfondimenti sul nucleare con una serie di notizie che i media si guardano bene dal diffondere.
Si tratta di un grande lavoro di ricerca per il quale devo ringraziare Laura Maluccelli, grande amica e straordinaria ricercatrice.
Leggi solo se hai voglia di farti rizzare i capelli in testa.
La storia del nucleare e 100 volte più folle di quel che credi.

Gaza: Più che un carcere, un laboratorio per una fortezza pianetaria"

L'economia israeliana non va in crisi, nonostante il caos politico, ma grazie a quest'ultimo.

È l'esportazione da parte di Israele del suo know-how in materia di "sicurezza ", spiega Naomi Klein in un articolo, molto istruttivo.

Utilizzando "il suo status di Stato-fortezza circondata da furiosi nemici, come una sorta di sala d'esposizione aperta giorno e notte, un esempio vivente della conoscenza relativa alla sicurezza nel bel mezzo di una guerra perpetua", le compagnie israeliane si presentano come esperti per "individuare i terroristi nella massa, rendere le frontiere impermeabili agli attacchi, e cavare confessioni dai prigionieri silenziosi."

Laboratory for a Fortressed World

di Naomi Klein

Gaza nelle mani di Hamas, con militanti mascherati seduti sulla poltrona del presidente; la West Bank sull’orlo del collasso; accampamenti dell’esercito israeliano allestiti frettolosamente sulle alture del Golan; un satellite spia sopra Iran e Siria; la guerra con Hezbollah a un tiro di schioppo; una classe politica rovinata dagli scandali che fronteggia la totale perdita di fiducia da parte dell’opinione pubblica.

A prima vista, sembra che le cose non vadano bene per Israele. Ma ecco l’enigma: come mai, in mezzo al caos e alla carneficina, l’economia israeliana cresce come se fosse il 1999, con un mercato azionario ruggente e tassi di crescita vicini a quelli della Cina?

Thomas Friedman ha recentemente esposto sul New York Times la propria teoria. Israele “coltiva e ricompensa l’immaginazione individuale” e perciò la sua gente produce in continuazione ingegnosi progetti ad alta tecnologia, a prescindere dai disastri provocati dai suoi uomini politici. Dopo aver analizzato i progetti degli studenti di scienze ingegneristiche e informatiche della Ben Gurion University, Friedman si produce in una delle sue azzardate enunciazioni: Israele “ha scoperto il petrolio”. Questo petrolio, ovviamente, si troverebbe nelle menti dei “giovani innovatori e imprenditori israeliani”, che sarebbero troppo impegnati a fare grandi affari con Google per lasciarsi trattenere dalla politica.

Ecco invece un’altra teoria: l’economia israeliana non sta crescendo a dispetto del caos che riempie i titoli dei giornali, ma proprio grazie ad esso. Questa fase di sviluppo risale alla metà degli anni ’90, quando Israele era all’avanguardia nella rivoluzione informatica, essendo tra le economie mondiali quella più dipendente dal settore tecnologico. Dopo l’esplosione, nel 2000, della bolla delle dot.com, l’economia israeliana si ritrovò devastata, affrontando il proprio anno peggiore dal 1953. Poi arrivò l’11 settembre e d’improvviso nuove prospettive di profitto si aprirono per qualsiasi compagnia che affermasse di essere in grado di identificare terroristi in mezzo alla folla, rafforzare i confini contro gli attacchi ed estorcere confessioni da prigionieri con le labbra serrate.

Nell’arco di tre anni, gran parte dell’economia tecnologica israeliana era stata radicalmente riconvertita. Per dirla in termini fried-maneschi: Israele era passato dalla produzione di strumenti di connessione per il “flat world” alla vendita di reticolati per un pianeta ridotto all’apartheid. Molti degli imprenditori di successo israeliani utilizzano la condizione del proprio paese di stato-fortezza, circondato da furiosi nemici, come una sorta di esposizione permanente, un esempio vivente di come si possa godere di relativa sicurezza anche nel mezzo di una guerra costante. Il motivo della super crescita di Israele è che le sue compagnie stanno ora laboriosamente esportando questo modello nel resto del mondo.

Le discussioni sul commercio di armamenti militari in Israele si focalizzano di solito sul flusso di armi che arriva nel paese. Gli Stati Uniti fabbricano i Caterpillar usati per abbattere le case nella West Bank e le compagnie britanniche forniscono le parti per gli F-16. Si sorvola sul business delle esportazioni di Israele, che è enorme e in continua espansione. Israele fornisce adesso 1.2 miliardi di dollari in prodotti per la “difesa” agli Stati Uniti, un incremento gigantesco rispetto ai 270 milioni di dollari del 1999. Nel 2006 Israele ha esportato 3.4 miliardi di dollari in prodotti per la difesa, oltre un miliardo in più di quanto abbia ricevuto in sovvenzioni statunitensi. Ciò fa di Israele il quarto maggior esportatore di armi del mondo, superiore perfino all’Inghilterra.

Gran parte della sua crescita è dovuta al cosiddetto settore della “sicurezza interna”. Prima dell’11 settembre la sicurezza interna, come industria, esisteva a malapena. Entro la fine di quest’anno le esportazioni israeliane in questo settore raggiungeranno gli 1.2 miliardi di dollari, con un incremento del 20%. I prodotti e servizi più importanti sono le barriere ad alta tecnologia, i droni teleguidati, i sistemi d’identificazione biometrica, gli strumenti di sorveglianza audio e video, i sistemi di schedatura dei passeggeri dei voli aerei e d’interrogazione dei prigionieri. Precisamente gli strumenti e le tecnologie che Israele ha utilizzato per isolare i territori occupati.

Ecco perché il caos a Gaza e nel resto della regione non rappresenta una minaccia per gli introiti di Tel Aviv e potrebbe anzi incrementarli. Israele ha imparato a trasformare una guerra infinita in una fonte di reddito, presentando lo sradicamento, l’occupazione e la segregazione del popolo palestinese come un anticipo di mezzo secolo della “guerra globale al terrorismo”.

Non è un caso che i progetti dell’Università Ben Gurion, che tanto impressionano Friedman, abbiano titoli come “Nuova Matrice di Covarianza per il Rilevamento di Bersagli in Immagini Iperspettrali” e “Algoritmi per il Rilevamento e l’Aggiramento di Ostacoli”. Trenta nuove compagnie che producono articoli per la sicurezza interna sono state aperte in Israele solo negli ultimi sei mesi, grazie in buona parte a generosi sussidi governativi che hanno trasformato l’esercito israeliano e le università del paese in incubatrici di progetti per nuove armi e sistemi di sicurezza (una cosa da tenere a mente nei dibattiti sul boicottaggio accademico).

La settimana prossima le più solide fra queste compagnie verranno in Europa per l’Esposizione Aeronautica di Parigi, che per l’industria degli armamenti è l’equivalente della Settimana della Moda. Una delle compagnie israeliane che partecipano all’esposizione è la SDS (Suspect Detection Systems) che presenterà il suo Cogito1002, una specie di chiosco bianco, dall’aspetto fantascientifico, che chiede ai passeggeri dei voli aerei di rispondere a una serie di domande generate da un sistema computerizzato, tarate sul paese di provenienza, facendo loro tenere la mano su un sensore di “biofeedback”. L’apparecchio rileva le reazioni del corpo alle domande e un certo tipo di reazioni servono a etichettare il passeggero come “sospetto”.

Come accade per centinaia di altre aziende di sicurezza israeliane, la SDS si vanta di essere stata fondata da veterani della polizia segreta d’Israele e di aver testato sul campo i propri prodotti sui palestinesi. Non solo la compagnia avrebbe sperimentato i terminali di biofeedback ai checkpoint della West Bank; essa afferma anche che “il progetto è sostenuto e arricchito dalla conoscenza acquisita e assimilata dallo studio di migliaia di casi di attentati suicidi in Israele”.

Un’altra star dell’Esposizione Aeronautica di Parigi sarà il colosso della difesa militare Elbit, che ha in programma di presentare i suoi velivoli senza pilota Hermes 450 e 900. Stando a ciò che riferisce la stampa, in maggio Israele avrebbe utilizzato questi droni in missioni di bombardamento su Gaza. Una volta testati sui territori, essi vengono esportati all’estero: l’Hermes è già stato utilizzato al confine tra Arizona e Messico; alcuni terminali Cogito1002 sono all’esame di un ignoto aeroporto statunitense; e la Elbit, una delle compagnie che hanno contribuito a progettare la “barriera di sicurezza” intorno a Israele, si è associata alla Boeing per costruire, su richiesta della Homeland Security americana, una barriera di confine “virtuale” intorno agli Stati Uniti per la cifra di 2.5 miliardi di dollari.

Da quando Israele ha iniziato a segregare i territori occupati con muri e posti di blocco, gli attivisti per i diritti umani hanno spesso paragonato Gaza e la West Bank a delle prigioni a cielo aperto. Ma nel corso della mia ricerca sull’esplosione dell’industria per la sicurezza interna in Israele (argomento che affronterò in maggior dettaglio nel mio prossimo libro The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism [La Dottrina dello Shock: l’Ascesa del Capitalismo del Disastro, NdT]), mi ha colpito il fatto che essi siano anche qualcos’altro: laboratori nei quali i terrificanti strumenti dei nostri stati di polizia vengono testati sul campo. I palestinesi, che vivano nella West Bank o in ciò che i politici israeliani chiamano già “Hamasistan”, non sono più semplici bersagli. Sono cavie.

Perciò, in un certo senso, Friedman ha ragione: Israele ha trovato il petrolio. Ma il petrolio non è l’immaginazione dei suoi imprenditori tecnologici. Il petrolio è la guerra al terrorismo, la condizione di paura costante che crea una domanda senza fine di apparecchi per sorvegliare, spiare, contenere e identificare i “sospetti”. La paura, a quanto sembra, è l’ultima arrivata fra le risorse rinnovabili.
Da " The Nation", 14 juin 2007

Giugno 1975. Hayek: "La tendenza attuale distruggerà inevitabilmente il capitalismo"

La Voce del Gongoro: Hayek a “Meet the Press” nel 1975

La "bancarotta organizzata" di LaRouche votata dal parlamento italiano.

26 febbraio 2009
Su iniziativa del senatore Oskar Peterlini, il Senato italiano è stato chiamato, l'altro ieri, per discutere e votare l'iniziativa di Lyndon LaRouche una formale aggiudicazione del sistema finanziario internazionale.

Il disegno di legge del senatore Peterlini, scritto in collaborazione con un socio di M. LaRouche, è stato il punto di riferimento di altre 5 proposte di legge che, lo sostengono, o lo copiano o si oppongono.

Infine, dopo 3 ore di discussione, un risultato limitato ma utile, è stato conseguito, con 5 progetti accettati. e 1 respinto.

Anche se le forze associate al responsabile del Financial Stability Forum, Mario Draghi, hanno tentato di tutto per bloccare l'iniziativa di LaRouche, esse non ha potuto evitare una proposta di legge, quella introdotta dalla Lega Nord, che chiede un fallimento organizzato.

Il comunicato finale riflette questa vittoria: "

È stato chiesto al governo di utilizzare denaro pubblico per tutelare i risparmi delle famiglie e delle normali attività economiche, e non gli interessi delle istituzioni finanziarie che detengono o promuovere beni "tossici".

Per questo, il debito speculativo deve essere separato dal debito degli investimenti , questi ultimi devono essere propagandati da bassi tassi d'interesse, garantiti nel lungo termine, per sostenere l'economia reale e contenere gli effetti della crisi sull'occupazione ".

Il progetto della Lega Nord, votato con una maggioranza bi-partigiana del Senato, afferma che il governo è chiamato a "individuare e sperimentare con metodi innovativi che, riducendo il rischio dei contribuenti al minimo, permetteranno di risolvere il problema degli beni tossici emessi dagli istituti finanziari, che non hanno un valore di mercato e che, oggi, bloccano il flusso di liquidità nel sistema. "

Questo si riferisce alla proposta del Ministro dell'economia italiana, Giulio Tremonti, ispirato da LaRouche, di congelare i beni derivati e non finanziarli con il denaro dallo Stato.

Il Senatore Peterlini aveva anche, inizialmente, esplicitamente chiesto un "fallimento organizzato, sia nel suo disegno di legge, sia nel suo discorso, ma alcuni rappresentanti della fazione associata con Draghi si sono organizzati per per far sparire questo passaggio della parte operativa del testo.

Tuttavia, la votazione finale ha sostenuto la stessa ricerca in una formulazione diversa, come spiegato in precedenza,cosa che, pur con alcune limitazioni, s'è avverata utile in quanto rafforza la posizione di Tremonti e implica che il fallimento organizzato del sistema finanziario internazionale è stato approvato dal Parlamento italiano.

http://www.movisol.org/09news035.htm

Il resoconto stenografico del dibattito, compresi i testi delle mozioni, può essere consultato sul sito del Senato, a questo link:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00396333.pdf

L'avvelenamento è intenzionale

Scritto da Corrado postato sul blog
la scienza marcia e la menzogna globale

Il progetto delle scie chimiche si collega ad una lunga serie di avvelenamenti intenzionali della popolazione civile.

Vi ricordate quando nel 1900 alla benzina fu aggiunto il piombo (elemento di cui ai tempi era ben nota l’elevata tossicità)? Bene, questa manovra si poté effettuare solo grazie all’avallo di tutti i governi occidentali: nessun ministero della salute di nessuna nazione si oppose a questa pratica criminale. Solo in tempi recenti si è deciso di fare marcia indietro, quando mezzo secolo di dati epidemiologici ha confermato con tragica evidenza ciò che si sapeva già: il piombo è altamente tossico e non lo si dovrebbe respirare. Alla fine la verità è venuta a galla, ma nel frattempo i polmoni di qualche miliardo di persone sono stati avvelenati col piombo (mentre adesso al posto del piombo troviamo il tossicissimo benzene, e quindi l'avvelenamento è assicurato e forse persino aumentato, vedi nota in fondo all'articolo).

Vi ricordate dei vaccini al mercurio? Anche il mercurio è un metallo la cui tossicità è assodata da tempo immemore (figuriamoci che nel 1800 negli USA si era vietato l'uso del mercurio per le otturazioni dentali, divieto "curiosamente" eliminato con grave danno di centinaia di migliaia di persone avvelenate con l'amalgama), eppure negli anni ‘40 del secolo scorso si inizia ad utilizzare un composto del mercurio come “conservante” dei vaccini (praticamente tutti i vaccini, compresi quelli somministrati obbligatoriamente ai neonati).

Da allora si iniziano a registrare sindromi autistiche che prima erano sconosciute e tutta una serie di altri disastrosi effetti collaterali dei vaccini: molti di essi sono imputabili al mercurio di cui è noto l’effetto tossico sul sistema neurologico (specie quando esso è in formazione come avviene per gli infanti) e sul sistema immunitario. Ancora una volta per più di mezzo secolo l’avvelenamento è andato avanti e si è posto un freno ad esso solo quando la mole di dati sugli effetti negativi dei vaccini al mercurio ha confermato con tragica evidenza quanto si sapeva già: il mercurio è un metallo pesante altamente tossico e non va somministrato (mai per nessuna ragione) ad un essere umano.

È importante notare che non c’era nessuna ragione per utilizzare il mercurio nei vaccini (adesso in molte nazioni tali vaccini sono al bando) così come non c’era nessuna ragione per usare il piombo nella benzina (adesso le macchine camminano tutte allegramente senza piombo), e quindi l’unica alternativa per comprendere l’assurdità di quanto è stato fatto dai nostri governanti è quella di ipotizzare (probabilmente con un forte senso di disagio psico-fisico) l’avvelenamento intenzionale della popolazione mondiale da parte delle istituzioni. Altrettanto importante è rimarcare che la tossicità di tali metalli fosse nota da tempo, e non fu scoperta decenni dopo il loro uso. Qualcuno infatti cercherà di rigettare queste notizie inventandosi una spiegazione meno crudele, ossia cercando di dire a se stesso che non si sospettava che il piombo fosse così velenoso quando lo si addizionò alla benzina. Invece sappiamo che nel 1930 si abolirono le tubature in piombo per evitare che l’acqua corrente ne fosse contaminata, a conferma che proprio in quegli anni si sapeva quanto fosse tossico per l’organismo tale metallo.
Per altro la storia insegna che per riuscire a convincere la popolazione statunitense (e poi di seguito quella mondiale) la General Motors. Dal libro di Stauber e Rampton Trust Us We’re Experts [Fidati, gli esperti siamo noi, Nuovi Mondi Media edizioni] traggo infatti le seguenti informazioni.

Nel 1922, la General Motors scoprì che aggiungendo piombo alla benzina le automobili sviluppavano più cavalli vapore. Quando c’era qualche faccenda riguardo alla salute, la GM pagava il Dipartimento delle Miniere per fare qualche “test” fasullo e pubblicare delle ricerche falsificate che “provavano” che l’inalazione di piombo non era dannosa. Qui entra in gioco Charles Kettering, il fondatore del Sloan-Kettering Memorial Institute per la ricerca medica, famoso in tutto il mondo, ma anche un dirigente della General Motors. Il Kettering institute pubblicò dei rapporti che dichiarano che il piombo esiste naturalmente nel corpo il quale possiede la capacità di eliminare bassi livelli di contaminazione da tale metallo pesante. Associandosi con la “Fondazione per l’Igiene industriale” e con il gigante delle Pubbliche Relazioni Hill & Knowlton, Sloane Kettering contrastò per anni tutte le ricerche “anti-piombo” (Stauber pag 92). Dopo 60 anni non fu più possibile nascondere la tossicità del piombo, e la benzina al piombo fu gradualmente eliminata verso la fine degli anni ‘80, ma durante quei 60 anni, si stima che solo negli Usa 30 milioni di tonnellate di piombo sotto forma di vapori furono riversate nell’aria dai gas di scarico dei veicoli a motore.

Ora chiedetevi voi: serviva a qualcosa addizionare la benzina col piombo? Sì, a dare un po’ di potenza in più. E per così poco hanno imbastito un’enorme e costosa campagna pubblicitaria corrompendo le persone e manipolando le coscienze? La General Motors (e le altre aziende costruttrici di automobili) avrebbero venduto realmente di meno se le loro vetture fossero state un poco meno potenti? Difficile crederlo (ma se proprio volete nascondere la verità ai vostri occhi siete liberissimi di farlo). Allora perchè hanno messo il piombo nella benzina? Pensate poi a quanti soldi hanno speso per la campagna di stampa volta a farci credere che il piombo fosse innocuo! Se il loro scopo fosse stato quello di vendere più auto avrebbero usato quei soldi per reclamizzare le automobili, oppure in alternativa (detraendo i costi delle spese per la pubblicità al piombo) avrebbero potuto scontare le auto e venderne di più. Eppure hanno investito soldi in una campagna pubblicitaria per offrire al mondo questo nuovo elemento di progresso: il piombo nell’aria! L’avvelenamento da piombo è stato intenzionale, e non è nemmeno terminato, dal momento che lo troviamo in altri prodotti di uso comune come alcuni cosmetici.
Sicuramente è uno shock psicologico essere messi di fronte a questi fatti soprattutto perché si inquadrano in una cornice poco rassicurante: i nostri governi, le nostre autorità, i nostri sistemi sanitari, le persone deputate a tutelare la nostra salute, hanno sempre complottato perché venissimo tenuti in uno stato di malattia, perché assorbissimo veleni.

Non vi sembra un complotto? Allora vi ricordo che tutti i medici sanno benissimo che il mercurio ed il piombo sono altamente tossici, sono dati ben noti da più di un secolo, tanto è vero che coi vaccini obbligatoriamente somministrati agli infanti si raggiunge un livello di intossicazione da mercurio che supera la dose minima raccomandata dalle stesse autorità sanitarie. Proprio così, il ministero della salute stabilisce un limite massimo di tollerabilità per il mercurio e poi impone a dei poveri bimbi di ricevere con una serie di vaccinazioni obbligatorie una dose maggiore di quel limite. Questa è la prova evidente che il sistema sanitario sa, mente, e avvelena. Ciò non toglie che molti medici abbiano taciuto più per ignoranza ed inconsapevolezza che per cattiveria; ma chi sta ai vertici, chi deve approvare un farmaco, chi è designato per valutare attentamente ogni possibile pericolosità di un farmaco, pensate davvero che non sappia quanto sia tossico il mercurio? Lo sanno, eccome se lo sanno.

Queste sono prove evidenti di una cospirazione globale, raffinata, capillare allo scopo di avvelenarci tutti (il che non vuol dire assolutamente ucciderci tutti, anche se la vita di qualcuno viene abbreviata): pensare a come debbano avere agito le élite che controllano questo nostro pianeta per indottrinare medici di buona volontà, intimorire quelli che sapevano, corrompere quelli che dovevano spiegare al popolo che era “tutto sotto controllo”, manipolare le notizie sui media, impedire che qualche indagine giornalistica indipendente facesse luce sulla questione.

Ma forse la storia dell’avvelenamento da piombo e da mercurio non vi ha ancora convinto, e magari pensate che questi orrori possono essere successi per qualche fortuita coincidenza.
Allora parliamo pure dell’alluminio, metallo di cui è ben nota la tossicità sin dal 1913, quando la rivista medica Lancet causò l’apertura di un inchiesta sull’argomento che portò a stabilire come l’alluminio posto a contatto col cibo sia nocivo per la salute. Nel 1931 fu confermato da una ricerca di S. Judd Lewis che in genere il sangue umano non conteneva alluminio a meno che il campione di sangue non fosse stato prelevato dopo un pasto cucinato in pentole di alluminio (The assimilation of Aluminium by the Human System, Biochemical Journal, Vol XXV, 1931), mentre nell’anno successivo il dottor Le Hunte-Cooper pubblicò il libro Il pericolo della contaminazione da alluminio del cibo, contenente ulteriori prove ottenute misurando la quantità di metallo rilasciata bollendo acqua o latte in pentole di alluminio (The danger of food contamination by aluminum, John Bale Sons and Danielson Ltd, Londra, 1932). Per maggiori informazioni sulla storia e sulla tossicità di questo metallo rimando al libro “Alluminio usi ed abusi” di Giuseppe Chia, Macro edizioni, Cesena 2003.

L’alluminio è sicuramente una delle cause dello sviluppo di malattie degenerative come il morbo di Parkinson ed il morbo di Alzheimer, ma può avere anche effetti pesanti anche sul sistema digestivo (ulcere e gastriti) ed in caso di alti livelli di intossicazione può persino causare l’arresto cardiaco; vedi al riguardo il libro del medico inglese H. Thomlinson dal titolo Utensili di alluminio e malattie (Aluminium utensils and diseases, L.N. Fowler & Co, LDT, 1958). Nonostante ciò l’alluminio è presente (per lo più sotto forma di AlOH, ovvero idrossido di alluminio) nei vaccini (in quantità maggiore rispetto a quella considerata tollerabile dalle stesse autorità sanitarie), nei rimedi contro la gastrite, nelle aspirine con effetto tampone (in quantità talora maggiori della dose massima giornaliera indicata dalle autorità sanitarie), nei deodoranti, nelle pentole, nei contenitori per cibi, nelle lattine per bevande (le bevande gassate risultano tali per l’aggiunta di un acido che agevola il rilascio di alluminio nel liquido), e persino nei composti che si addizionano di regola alle farine alimentari (ed al cacao) come conservanti (per evitare che l’umidità faccia raggrumare la farina). Insomma a meno che non ci nutriamo di cereali in chicchi, o che ci facciamo la farina in casa, o che ci affidiamo a qualche prodotto di cui sappiamo con certezza che esclude l’addizione di certi composti, il solo mangiare pasta, pane, biscotti, torte porta alla contaminazione da alluminio, con tutte le conseguenze che ne conseguono.

E parliamo del dolcificante sintetico aspartame, che durante la digestione viene scisso in una serie di composti dannosi per l’organismo fra i quali l’alcool metilico, dei fluoruri (che contaminano quasi tutta la popolazione tramite i “dentifrici al fluoro”), degli psicofarmaci (vere e proprie droghe legalizzate che vengono artificialmente diffuse dalle politiche “sanitarie” dei vari governi), del mercurio (presente nelle otturazioni dentali, nei vaccini, nei pesci più grossi, nelle lenti a contatto ed anche altrove), dello zucchero bianco (che è talmente raffinato da essere privo di sostanze nutrienti, la cui digestione priva l’organismo di vitamina C, che viene raffinato ricorrendo a processi che lasciano residui chimici, la cui assunzione favorisce gli sbalzi glicemici), dei test nucleari che hanno raddoppiato la radioattività beta, delle centrali nucleari che rilasciano radioattività nell’acqua di raffreddamento (in condizioni di normale funzionamento) ma che spesso subiscono strani e fin troppo frequenti incidenti senza che per questo i governi si decidano ad abbandonare questa fonte energetica altamente inquinante (e che può causare pericolose mutazioni genetiche) a favore di fonti pulite e rinnovabili. Da notare che l’esistenza di tali fonti energetiche è comprovata da tempo ma la loro applicazione è ostacolata dagli interessi fin troppo evidenti dei governanti legati alle multinazionali petrolifere, al punto che uno dei pionieri della fusione fredda, il dottor Gene Mallove è stato assassinato in circostanze inquietanti; tengo a precisare che l’efficacia della fusione fredda è stata comprovata di recente anche dall’esperimento del professor Arata in Giappone e dalle verifiche del premio Nobel per la fisica Brian Josephson.

Forse adesso capirete che la parola “coincidenza” non si adatta per niente alla realtà di questo continuo avvelenamento della popolazione da parte dei nostri governanti. Per non appesantire questo dossier rimando i volenterosi (e gli scettici ad oltranza) a visionare gli approfondimenti pubblicati sul sito. Se poi fate bene caso alle notizie che vengono riportate sui mass-media scoprite che dalla Cina (il nuovo colosso industriale mondiale) stanno arrivando in maniera massiccia su tutti i mercati (compreso quello interno, vedi latte tossico alla melamina) numerosi prodotti più o meno contraffatti e tossici ... sì lo so, sono solo coincidenze, è solo questione di business, infatti addizionare melamina al latte fa aumentare le vendite vero? Pensateci bene, secondo le notizie riportate dai mass media la melamina serve ad aumentare fittiziamente il contenuto proteico degli alimenti. Però qui non si tratta di una frode come un’altra, non è come scrivere sul cartoncino del cibo venduto 9% di proteine al posto del reale 6% di proteine. Qui si tratta di un frode che immette una sostanza plastica tossica e finanche mortale nel cibo. Adulterando un dato su una confezione si rischia di essere scoperti e di pagare una multa (o una revoca della licenza di fabbricazione), introducendo una sostanza plastica in un cibo si rischia (ricordatevi che siamo in Cina) la pena di morte: c’è qualcosa che non quadra. Se io avessi voluto truffare le autorità avrei piuttosto corrotto dei funzionari per potere scrivere una cifra falsa sulla confezione dei cibi piuttosto che rischiare la pena capitale. Il sospetto che ci sia un’unica regia mortale per tutte queste opere di avvelenamento è fin troppo forte, specie se pensiamo che le alternative agli inceneritori esistono da tempo; di recente in Israele è stato brevettato un macchinario che permette di risolvere il problema della spazzatura senza avvelenare i nostri polmoni, il governo italiano è a conoscenza della cosa ma continua a spingere per gli inceneritori.

Capisco, avete ancora delle resistenze psicologiche, non riuscite a credere che il mondo sia fatto davvero in questa orrenda maniera, ma non è colpa vostra, è colpa dell’indottrinamento scolastico. Se a scuola per esempio si raccontasse la verità sui bombardamenti atomici a Hiroshima e Nagasaki, tutti saprebbero che sono stati effettuati a guerra praticamente conclusa, quando i negoziati per la resa del Giappone erano già stati avviati, su città che non erano per altro obiettivi militari. Se si raccontasse la verità sul bombardamento di Dresda tutti saprebbero che una città senza industrie né installazioni militari è stata rasa al suolo con bombe incendiarie senza che ci fosse alcuno scopo militare (eccetto quello del massacro indiscriminato e della prova sul campo di un nuovo tipo di ordigno).
E che dire dell’uso delle munizioni all’uranio impoverito e del fosforo bianco sulle innocenti popolazioni civili dell’Iraq? Credete davvero che quell’orribile massacro serva per combattere il terrorismo? Non crediate che tutto quell’uranio radioattivo liberato nei Balcani ed in Medio Oriente se ne stia buono buono in quell’angolo di mondo senza prima o poi diffondersi altrove.

Dal già citato libro “Alluminio usi e abusi” di Giuseppe Chia cito queste righe illuminanti sul processo di avvelenamento del nostro cibo (che si trovano a pag 5 e 6 del testo): “Prendiamo solo come esempio il campo dell'alimentazione. Oggi sono permessi negli alimenti in vendita qualcosa come 1.400 additivi diversi (solo nel 1986 erano appena 85), ma il numero di sostanze estranee, inventate dall'uomo, che vengono a contatto con gli alimenti che troviamo in vendita è molto più alto e si va da una varietà incredibile di pesticidi a sostanze, dette coadiuvanti, che vengono usate nella fase di produzione e di cui sembra non resti traccia nel prodotto finale. Esistono poi sostanze che possono non essere dichiarate in etichetta in una nazione e che invece bisogna dichiarare in un'altra. E come si può dimenticare variopinte categorie come aromatizzanti, gelificanti, addensanti, esaltatori di sapidità, emulsionanti, correttori di acidità, amidi modificati, agenti di rivestimento, grassi idrogenati e...? Quel bel caffè caldo, quasi bollente, in quel bicchierino di plastica bianco per spezzare il ritmo del lavoro ci farà veramente bene? E nel dentifricio che usiamo ogni mattina cosa c'è dentro? II fluoro aggiunto ai dentifrici, che sembra il non plus ultra per la salute dei denti, è davvero insostituibile o invece a lungo andare ci fa male? E come possiamo essere così ingenui da bere quell’acqua cosiddetta minerale che viaggia in bottiglie di plastica per centinaia di chilometri al sole e al freddo prima di approdare sullo scaffale del nostro supermercato? C'è forse bisogno di svolgere ricerche per sapere che almeno una microscopica parte di quella plastica andrà a finire nel nostro organismo? Non basta il sapore dì quell’acqua a distoglierci dal suo uso, a pretendere almeno che il contenitore sia di vetro o che l'acqua dei nostri acquedotti, quella che ci arriva in casa, sia pienamente potabile e non piena di veleni?”

Per non parlare di tutti gli esperimenti di diffusione di veleni chimici ed agenti infettivi ammessi ufficialmente sia dal governo Statunitense che da quello Britannico, spesso per opera di irrorazioni aeree (ovvero con l'utilizzo di aerei cisterna). Potete prendere atto di tutti questi barbari precedenti di azioni di guerra chimico-biologica su milioni di inconsapevoli esseri umani leggendo i documenti in appendice al dossier sulle scie chimiche.

Nota sul piombo a cura dell'amico Paso: la campagna per la rimozione del piombo dalla benzina ha alla fine portato a due conseguenze sgradite di cui una certamente peggiore del male originario ... mi riferisco all'adozione del benzene, un idrocarburo aromatico (che quindi costa ancor meno dei precedenti additivi alle Compagnie petrolifere perché lo estraggono dal greggio invece di acquistarlo altrove) dotato di una tossicità di molto superiore a quella del piombo, accertata cancerogenità e soprattutto di una subdola estrema volatilità che gli permette di separarsi dalla benzina e diffondersi nell'aria con gran facilità lungo tutta la catena distributiva.

Il ... fumo davanti agli occhi, è il caso di dirlo, è affermare che il benzene sia reso innocuo dal processo di catalizzazione ma a parte il fatto che una bella quota di tale elemento si disperde in aria senza neanche arrivare in camera di combustione, c'è da dire che un catalizzatore non funziona affatto fino a che la sua massa catalizzante non raggiunge la temperatura di 700°C, cosa che richiede circa una ventina di minuti dal momento in cui si mette in moto il motore.

Ciò vuol dire che utilizzando l'auto sempre e solo lungo tratte casa-ufficio che richiedono meno di 20' di marcia, il processo di catalisi non avviene MAI!!!

Inoltre, è risaputo che i catalizzatori perdono la loro efficacia dopo circa 20.000km o poco più (andrebbero sostituiti ma chi lo fa?) e smettono di funzionare ove contaminati da sostanze quali del semplice vapore d'olio, che non difficilmente un motore - anche in salute - puo' emettere dallo scarico!

Le due conseguenze dannose sono allora un rinnovo forzato del mercato con millantati presupposti ecologici e soprattutto l'utilizzo di una sostanza estremamente tossica e mortale ritenuta da recenti studi anche quale causa principale dell'AIDS, assieme ad alcune altre famiglie di solventi, essendo tra l'altro capace di inibire del tutto l'azione dei linfociti T.

Ostinandosi a produrre motori ad accensione comandata alimentati da idrocarburi, è necessario migliorare lo scarso potere antidetonante della benzina se non altro per motivi d'immagine: che figura ci farebbero i produttori di motori se il rendimento termico di questi ultimi, utilizzando benzina non additivata, precipitasse ai livelli degli albori della motorizzazione?

Perché in effetti l'unico problema ad utilizzare benzina non additivata di antidetonanti sarebbe questo: un minor rendimento, cosa che porterebbe ad incrementare i consumi in ragione dell'obbligatorio decremento del Rapporto di Compressione!

Recuperare potenza non rappresenterebbe invece un problema perché per farlo è sufficiente aumentare la cilindrata.


DALLA CRISI POTRA' NASCERE L'"AMERO":

"IL NUOVO ORDINE MONDIALE INCOMBE SU DI NOI"

DA CRYPTOGON.COM

Non so voi, ma quando io vedo la frase “Nuovo Ordine Mondiale” sbandierata su tutti i siti principali come se fosse un nuovo sapore di Tic Tac, sono costretto a chiedermi se la gente sa davvero quello che vuol dire.

Il Nuovo Ordine Mondiale era una cosa che le persone come me leggevano nei libri che non erano mai disponibili nella libreria locale. Dovevamo ordinarli apposta. (A meno che non ti capitasse di vivere vicino ad una libreria specializzata in roba inusuale). Del Nuovo Ordine del Mondo se ne parlava durante i programmi radio trasmessi in piena notte, dopo che il ragazzo alieno non era più in onda. Il Nuovo Ordine del Mondo era una barzelletta: “Sei un teorico della cospirazione che crede al Nuovo Ordine Mondiale? HAHAHA. E agli elicotteri neri? HAHAHA”. Ecc.

Quando ero all’università e mi specializzavo nelle Relazioni Internazionali, non mi aspettavo di sentir parlare tanto di questa roba. Al contrario ho incontrato mucchi di quello che la gente ignorante chiama teoria della cospirazione come parte del mio lavoro svolto durante il corso. È teoria della cospirazione se devi scrivere tesine e sostenere esami su cose come il Progetto dei Modelli dell’Ordine Mondiale, il Club di Roma, il federalismo globale, il multilateralismo, l’interdipendenza economica, la trasformazione del sistema, le Nazioni Unite e il fallimento del loro predecessore, la Lega delle Nazioni? Molti dei professori erano membri del Council on Foreign Relations.

Vai a vedere un relatore ospite ed era il tal dei tali del Royal Institute of International Affairs. L’ospite della settimana dopo, il Generale Bob, era assistente vice direttore di morte e distruzione nella legione dello sfacelo prima di diventare un consigliere della Commissione Trilaterale. Ah, Kevin ci puoi dare una mano al World Economic Forum il mese prossimo? L’elite non ingaggia gente per lavorarci, chiedono solo agli studenti di farlo gratis. Ci potrebbe essere un po’ di roba da mangiare gratis per te, allora che ne dici? Farà una bella impressione sul tuo CV.

Scusate ci devo scherzare sopra adesso perché tutta questa storia era incommensurabilmente stupida e uno spreco di tempo e soldi così incredibile…Verso La Fine (laurea), pensavo “Forse cercherò di trovare un lavoro timbrando merda sui passaporti”. (Il che vuol dire lavorare per il Foreign Service statunitense). Sono andato ad iscrivermi per l’esame e l’unico pensiero che avevo in testa era “che caz…” Come avrei fatto a piegare abbastanza la coscienza da mantenere le apparenze in quella commedia se per poco non mi sono avvelenato il fegato per prendere la laurea???

Così ho visto la situazione da entrambi i lati. Ero uno dei viscidi zoticoni “teorici della cospirazione” che leggeva i fumetti e William Cooper. Allora ho fatto un paio di passi verso una carriera di sostegno all’elite prendendomi quella stupida laurea. Ma guardando indietro al mio incontro con il Nuovo Ordine Mondiale, la cosa che emerge è che era così “blah” e blando a quel livello.

Certo si può avere davanti agli occhi una fabbrica di zombi globalisti e non rendersene conto. Basta guardare la più vicina grande università con un programma di relazioni internazionali. Quello che si vedrà è un mucchio di gente che indossa scarpe pratiche e legge il New York Times e il Foreign Affairs. Molti guideranno una Volvo e avranno l’abbonamento alla radio pubblica nazionale. Ci sarà l’occasionale persona in uniforme militare. La scena non sembrerà affatto strana. Ma provate a starci qualche anno in quell’ambiente e dopo venite a dirmi che una cosa come il Nuovo Ordine del Mondo non esiste.

Effettivamente, non importa, ditelo a MarketWatch (parte della rete digitale del Wall Street Journal).

Via: MarketWatch:
Thomas Jefferson ha detto una volta: “Quando arrivi alla fine della tua corda, facci un nodo e aggrappati”. Mentre il sistema finanziario globale procede su uno spago, gli investitori stanno disperatamente cercando di tenersi forte.

Il Nuovo Ordine Mondiale è su di noi, pieno di speranza, promesse e una discreta dose di paura. Nella nostra recente discussione riguardo alla direzione del nostro paese, abbiamo notato i rischi di accontentarci dei luoghi comuni e le implicazioni per il dollaro USA.

Il mantra di Minyanville fornirà notizie finanziarie che hai bisogno di sapere prima che tu sappia di averne bisogno. Questa è una sottile linea da percorrere, perché la previsione si oppone spesso all’accettazione generale.

Nel 2006, è sembrato controintuitivo predire un “malessere socioeconomico prolungato totalmente più deprimente di una recessione”.

Per anni la nozione di una “mano invisibile” era una teoria di cospirazione finché abbiamo imparato che il Gruppo di Lavoro sui Mercati Finanziari era uno strumento di politica centrale. E adesso mentre guardiamo a tutto il nostro orizzonte storicamente significativo, dobbiamo aprire le nostre menti a pensieri ed idee che potrebbero sembrare estranei a gente condizionata dal passato e scioccata dal presente.

Il crocevia valutario

Mentre i governi si assumono più rischi – fissando il prezzo dei beni per conto del mercato e trasferendo il debito da privato a pubblico – il denominatore comune o valvola di sfogo diventa la valuta.

Se alla nostra condizione economica è permesso di prendere medicine sotto forma di distruzione del debito, il greenback si rivaluterà, e le classi di beni in genere si deflazioneranno. Se continuiamo ad iniettare medicine che mascherano i sintomi piuttosto che combattere la malattia, aumenta la probabilità di un riadattamento sismico nello stesso modo.

Le forze deflazionistiche nel mercato sono pervasive, e l’”altro lato” della nostra attuale equazione, ovvero l’iperinflazione, potrebbe succedere a distanza di anni. Tuttavia, dato il passo, le dimensioni e l’ampiezza dell’epidemia finanziaria globale, dobbiamo esplorare ciascun aspetto del contorto percorso.

Anni fa la Federal Riserve ha redatto una “relazione risolutiva” che riguardava la necessità di combattere i tassi di interesse “zero-bound”. La preoccupazione era la fuga di capitale dagli USA e un’opzione che è stata discussa era una valuta a due strati, una per i cittadini statunitensi e una per gli stranieri.

L’economista canadese Herbert Grubel ha introdotto per primo una potenziale manifestazione di questo concetto nel 1999. La Valuta Nordamericana – chiamata l’”Amero” nelle cerchie selezionate – avrebbe effettivamente messo insieme il dollaro canadese, il dollaro USA e il peso messicano.

A prima vista, seppure difficile da immaginare, ha un senso dal punto di vista intuitivo. L’abilità di combinare le risorse naturali del Canada, l’ingegnosità degli Americani e la manodopera a basso costo del Messico consentirebbe al Nordamerica di poter competere meglio sul piano globale.

Tuttavia l’esperienza ci insegna che le soluzioni intuite, introdotte dai politici e da chi stabilisce le politiche non sortiscono sempre l’effetto desiderato.

Le conseguenze non volute

Sostengo da tempo che come la profezia di internet si è dimostrata vera – sebbene non prima dello scontro tecnologico – così avrebbe fatto la globalizzazione, benché non senza la dolorosa-ma-necessaria distruzione del debito.

Per superare questo, dobbiamo attraversarlo. Se non ci è permesso di attraversarlo, gli stranieri cercheranno strade alternative. Ricordiamoci che per i possessori di beni denominati in dollari, il germe dello scontento è cresciuto sotto la superficie per anni, con il greenback sceso del 30% dal 2002.

Molto probabilmente i leader mondiali osserveranno come la nostra nuova amministrazione cerca di affrontare la crisi finanziaria prima di fare passi drastici. Capiscono che esiste un rischio codipendente come funzione dei derivati che tessono la nostra infrastruttura finanziaria. Se potessero distaccarsi dal nostro ecosistema economico senza causare danni ingenti a loro stessi, l’avrebbero già fatto da molto tempo.

Se la politica futura tenta di introdurre più debito anziché consentire l’allineamento di risparmi e obbligazioni, dobbiamo contemplare il potenziale di uno shock del sistema. Potremo dover lasciare che una valuta a due strati acquisti trazione se il dollaro si svalutasse significativamente rispetto ai livelli attuali.

Se si verificasse questa dinamica – e non sento che lo farà – l’equilibrio globale dei poteri si frammenterebbe in quattro regioni principali: il Nordamerica, l’Europa, l’Asia e il Medio Oriente. In tale situazione, le ramificazioni si manifesterebbero attraverso i disordini sociali e il conflitto geopolitico.

Questo particolare percorso non è auspicabile, ma gli squilibri globali che si sono costantemente inseriti nella nostra economia basata sulla finanza devono essere risolti in un modo o nell’altro. È questo il crocevia critico che affrontiamo insieme mentre il nostro diffidente mondo tenta di trovare la strada.

Fa paura? Sì. È probabile? Non tanto, almeno per il momento. È possibile? Certamente, anche se ripeto ancora che ci potrebbero volere degli anni prima che i pezzi di questo spinoso rompicapo possano essere ricomposti.

Una efficace gestione del denaro richiede di valutare l’intero spettro di probabilità degli esiti potenziali e di introdurlo nel nostro processo decisionale. Se la nozione di un cambiamento valutario sismico può sembrare oscura, dobbiamo contemplarne la possibilità molto prima che diventi una notizia sulle prime pagine dei quotidiani.

Perché, se abbiamo appreso qualcosa dagli ultimi anni, è che la provocazione proattiva del pensiero è il necessario precursore di una preparazione efficace.

Titolo originale: "Amero Could Result from Crisis: ‘The New World Order Is Upon Us’ "

Fonte: http://cryptogon.com
Link
29.01.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

Erdogan, uno show al servizio del Nuovo "Ordine" Mondiale.

Titolo originale:
Erdogan, un show au service du nouvel « ordre » mondial
Scritto da Farid, di We Are Change Paris, per Mecanopolis

Traduzione di Giuditta link tuttouno

Gli oppositori dell'asse americano-sionista mal informati circa la globalizzazione hanno trovato un nuovo idolo nella persona del Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdoğan, dopo il suo "show" durante il World Economic Forum tenutosi a Davos il 29 gennaio 2009, di fronte a Shimon Peres, presidente di Israele.
Con l'isteria di massa per il "globalista
rosso" Chavez, la follia è in pieno sviluppo in favore del Primo Ministro turco, dimenticando che egli è fortemente legato al progetto sionista e all'oligarchia del mondialismo, con la quale sta realizzando quello che essi stessi chiamano il nuovo "ordine" mondiale.



In primo luogo, esaminiamo i rapporti di Erdoğan con i sionisti.

Lo show di Erdoğan, che vorrebbe far credere in un disaccordo tra il suo paese e Israele, contraddice tuttavia, i forti legami tra i due paesi, come il passaggio del gasdotto Baku-Tbilisi-Ceyhan (BTC) sul territorio turco.
In realtà, questo gasdotto è 20% di proprietà di Israele (1).

La BTC è l'oleodotto che porta il flusso di petrolio dal Mar Caspio d'Azerbaijan alla Turchia attraverso la Georgia, in particolare a Baku (Azerbaijan) a Ceyhan (Turchia), attraverso Tbilisi, la capitale della Georgia.
La negoziazione di questo oleodotto si è fatta negli anni 90 sotto l'amministrazione Clinton, e come intermediario l'americano Richard Morningstar (che poi è stato il principale responsabile di questi negoziati).

Nell'agosto 2008, Erdoğan ha detto che "questa iniziativa si inseriva nella volontà di Ankara di contribuire alla pace in Medio Oriente". La "pace" è uno slogan passe-partout, che viene usato quando si vogliono stabilire accordi economici con uno Stato, anche se in seguito se ne denuncia la politica di genocidio del popolo palestinese.

Anche una sommaria analisi degli interessi economici turchi contraddice le dichiarazioni spettacolari di Erdoğan: Israele è uno dei paesi non europei con cui la Turchia ha intensificato i suoi scambi commerciali a partire del 1980. La prova è che il volume degli scambi è aumentato, passando da cinquanta milioni di dollari nel 1985 a 1,3 miliardi di euro nel 2002 (2)

Ma Recep Tayyip Erdoğan, non si limita ad essere un fedele alleato e promotore dei progetti sionisti, è anche uno dei principali attori dei piani della mondializzazione.

La Turchia fa parte dei paesi membri dell'Unione per il Mediterraneo (3) e non vede l'ora di integrare l'Unione europea, nonostante tutte le conseguenze per il suo territorio: la perdita ufficiale della sovranità nazionale e monetaria a profitto dell'istanza sovra-nazionale, con l'aggiunta, come bonus, della politica regionalista delle istanze mondialiste, che toccherà in pieno il paese con l'indipendenza curda (che non mancherà di essere proclamata) (4).

Il ministro degli Esteri Ali Babacan Erdoğan è stato il negoziatore in capo durante il processo di adesione all'Unione europea a partire dal 2005 e ha rappresentato la Turchia durante il vertice dell'Unione per il Mediterraneo (5).

Tutti questi blocchi continentali (Europa, Mediterraneo, Nord America, Sud America, Africa, ...), standardizzati e che condividono le stesse regole e gli statuti, non hanno altro scopo che quello di instaurare un governo mondiale.

Alcuni affermano che i globalisti occidentali non vorranno mai la Turchia in Europa. Tuttavia, Sarkozy ha soppresso il referendum per l'adesione della Turchia in data 8 luglio 2008 (6), 5 mesi dopo la ratifica del trattato di Lisbona (che 55% dei francesi hanno rifiutato nel 2005, nonostante la campagna per il "Sì"). Resta inteso, che questo lascia la porta spalancata per l'adesione della Turchia.

Ma tutto questo non è che la realizzazione dei progetti decisi più di mezzo secolo fa, in particolare da parte del padre fondatore dell'Unione europea e della Pan Europa, Richard Coudenhove Kalergi, che nel corso del suo intervento nel 1950 al momento della consegna del premio Carlo Magno ha insistito sul tema "Europa unita dall'Islanda alla Turchia e dalla Finlandia al Portogallo" (7)

Al di là delle apparenze, Erdoğan è doppiamente legato al gruppo occulto di riflessione globale, attraverso la presenza di Ali Babacan alla riunione del Bilderberg Group nel 2008 (8), nel 2007, 2005 e 2004. ( 9)

Tutti questi fatti dimostrano che Erdoğan è vincolato senza alcun dubbio al piano del NWO, anche al di là del suo rapporto privilegiato con Israele attraverso l'oleodotto BTC.

Qual è dunque la logica di questo show a Davos, che vorrebbe fare credere agli ingenui spettatori che il "coraggioso" Erdoğan tiene testa Shimon Peres, mentre la realtà continua a dimostrare che lui è tutt'affatto in linea con i sionisti più potenti e influenti come David Rockefeller, che è tra l'altro fondatore del gruppo Bilderberg, che sta costruendo con le altre banche mondialiste il Nuovo "Ordine" Mondiale?

Ma il rapporto mondialista del governo Erdoğan è una continuazione di un processo iniziato nei primi anni del 20° secolo con la distruzione del califfato islamico dalle stesse forze occulte della globalizzazione.

Alla testa di ciò che viene erroneamente chiamata "l'indipendenza della Turchia" c'era il massone Mustapha Kemal detto Ataturk (il "padre" di tutti i turchi), che era anche il capo dei "Giovani Turchi ", e in particolare era membro della loggia massonica italiana 'Macedonia Resortae Veritas." (10)

Tutti coloro che credono che il Primo Ministro Erdogan e che il suo partito AKP lavorano per gli interessi dell'Islam, dei musulmani e del mondo libero si sbagliano.

In fondo, i mondialisti sono in pieno accordo, e solo sulla forma assistiamo a dei conflitti egoisti per la divisione della grande torta che rappresenta la venuta del Nuovo Ordine Mondiale: da un lato il ramo neo unipolare-liberale con la sua arroganza (Sarkozy, Berlusconi e Rockefeller in particolare) e, e dall'altro lato, il ramo multipolare (Erdogan, Chavez, Chirac e Putin, in particolare).

Questo è stato perfettamente sintetizzato dal Presidente turco Abdullah Gül al quotidiano britannico "The Guardian" il 16 agosto 2008 con l'affermazione "gli Stati Uniti devono condividere il potere nel nuovo ordine mondiale" (11)

  1. http://www.alterinfo.net/Georgie-Un-Pipeline-BTC-Tres-Protege-par-les-USA-Et-Israel_a22799.html
  2. http://fr.wikipedia.org/wiki/Relations_entre_Isra%C3%ABl_et_la_Turquie
  3. http://fr.wikipedia.org/wiki/Union_pour_la_M%C3%A9diterran%C3%A9e
  4. http://www.revue-republicaine.fr/spip.php?article1194
  5. http://turquieeuropeenne.eu/article884.html
  6. http://www.nationspresse.info/?p=1173
  7. http://www.revue-republicaine.fr/spip.php?article13741
  8. http://www.prisonplanet.com/articles/june2008/060608_b_list.htm
  9. http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Bilderberg_attendees
  10. http://www.franc-maconnerie.org/menu-gauche/histoire-fm/celebrites-fm.htm
  11. http://www.guardian.co.uk/world/2008/aug/16/turkey.usforeignpolicy

WASHINGTON: Obama rifiuta di dare gli stessi diritti di Guantanamo a Bagram.

L'amministrazione del presidente americano Barack Obama si è allineata su quella del suo predecessore domandando alla giustizia non di accordare ai prigionieri della base di Bagram, in Afghanistan, gli stessi diritti di quelli di Guantanamo.

L'amministrazione americana era stata invitata pronunciarsi sulla questione su richiesta di un giudice federale, John Bates, a cui avevano fatto appello quattro prigionieri della base aerea di Bagram.

La Corte “chiedeva al governo di segnalare se intendesse spiegare la sua posizione sulla competenza della Corte quanto ai reclami dei prigionieri della base militare di Bagram, in Afghanistan, sulla loro detenzione„, ha scritto uno dei procuratori del ministero della giustizia, Micheal F. Hertz, nella risposta dell'amministrazione, indirizzata venerdì al giudice.

“Dopo esame della questione, il governo si allinea alla posizione che aveva precedentemente adottato„, ai tempi del presidente George W. Bush, aggiunge in questo testo.

Quattro querelanti, due yemeniti, un Afgano ed un Tunisino, e le centinaia di prigionieri di Bagram chiedono alla giustizia federale americana il diritto di contestare la loro detenzione dinanzi ad una giurisdizione civile americana ed ottenere un avvocato, due diritti garantiti dalla costituzione americana, e di cui hanno beneficiato i prigionieri di Guantanamo dopo anni di battaglia giuridica.

“La decisione dell'amministrazione Obama di allinearsi ad una posizione che aveva contribuito a fare del nostro paese un paria nel mondo per il suo evidente disprezzo dei diritti dell'uomo è estremamente deludente„, ha commentato una degli avocati di tre dei richiedenti, Barbara Olshansky.

“Speriamo che questo messaggio sia soltanto la traduzione di una riflessione della nuova amministrazione ancora in gestazione sulla questione della conformità delle leggi di guerra e dei trattati internazionali che difendono i diritti dell'uomo„ nella prigione di Bagram, ha aggiunto.
Link originale QUI
Traduzione di Giuditta

"Voglio un referendum sul trattato di Lisbona"

Firma la petizione

Le tappe fondamentali che hanno portato alla costituzione europea (pdf)



Il processo per la realizzazione di una costituzione europea prevede l'implementazione del trattato prima delle prossime elezioni europee del 2009.

Tuttavia questo processo non può avanzare ulteriormente senza la partecipazione dei cittadini. Il prossimo trattato non può essere approvato senza che i cittadini possano esprimere la loro opinione!

L'obiettivo della campagna X09.eu é quello di raccogliere in Europa delle firme per un referendum sul prossimo trattato europeo.

X09.eu é il passo successivo di una lettera aperta che 10 deputati di diversi schieramenti politici del Parlamento europeo hanno inviato ai Primi Ministri in seguito al Summit di Berlino del 25 marzo 2007. La lettera é stata firmata dai seguenti deputati:

  • Anna Zaborska, Slovacchia (PPE)
  • Panayiotis Demetriou, Cipro (PPE)
  • Max van den Berg, Olanda (PSE)
  • John Attard-Montalto, Malta (PSE)
  • Diana Wallis, Regno Unito (ALDE)
  • Silvana Koch-Mehrin, Germania (ALDE)
  • Ryszard Czarnecki, Polonia (UEN)
  • Gérard Onesta, Francia (GREENS/EFA)
  • Tobias Pflueger, Germania (GUE)
  • Jens-Peter Bonde, Danimarca (IND/DEM)

X09.eu ha il sostegno di diversi altri deputati e organizzazioni non governative dei 27 stati membri.

http://x09.eu/it/home/

Attentato nucleare - Operazione Blackjack del Telegraph in italiano

Informazione Scorretta: Attentato nucleare - Operazione Blackjack del Telegraph in italiano

Un nuovo ordine politico: Il futuro gran mercato transatlantico

di Jean-Claude Paye
Traduzione di Giuditta del blog tuttouno pubblicata QUI
Post originale: Voltairenet.org

Mentre l'opinione pubblica europea s'estasia felice dinanzi al nuovo presidente degli Stati Uniti, l'aitante Barack Obama, il processo d'assorbimento dell'Unione europea nello spazio economico e giuridico statunitense continua. Il sociologo Jean-Claude Paye osserva la costruzione progressiva dell'impero transatlantico e la volontà dei suoi promotori di mercanteggiare le libertà individuali.

Negli stati membri dell'ex Unione europea, l'Europa dei quindici, la questione della sovranità esteriore è regolata dalla fine della seconda guerra mondiale. Generalmente occupati dall'esercito statunitense e membri della NATO, questi paesi hanno trasferito la loro sovrana prerogativa, di fare la guerra e garantire la loro difesa, all'esecutivo statunitense. La fase attuale delle relazioni tra l'Unione europea e gli Stati Uniti è specifica. Essa consiste nell'abbandono della sovranità interna degli stati membri dell'Europa dei 27. Grazie ad un'egemonia del diritto degli Stati Uniti sul suolo europeo, l'esecutivo USA esercita un potere diretto sulle popolazioni europee. Attraverso numerosi accordi, questa sovranità è legittimata dalle istituzioni dell'Unione.

L'instaurazione di una sovranità interna dell'esecutivo statunitense sui paesi del vecchio continente conduce alla formazione di una nuova forma di Stato, alla messa in atto di una struttura imperiale sulla direzione americana. Si tratta di una forma d'organizzazione stabile che differisce fortemente dalla situazione precedente. Nel caso in cui gli Stati Uniti disponevano della sola sovranità esterna dei paesi europei, un ritorno indietro parziale o più profondo restava possibile senza una rivoluzione sociale, così come l'attesta il ritiro della Francia, effettuato da Charles de Gaulle, dalla NATO. Tale tentativo d'indipendenza di un potere costituito europeo non sarebbe più possibile, se gli Stati Uniti esercitassero un controllo diretto sulle popolazioni del vecchio continente.

Un grande mercato transatlantico all'orizzonte 2015

Una risoluzione del Parlamento europeo del maggio 2008 attua una legittimazione del progetto di creazione di un grande mercato transatlantico per il 2015 (1). Prevede l'eliminazione delle barriere al commercio, d'ordine doganale, tecnico o regolamentare, come pure la liberalizzazione degli appalti pubblici, della proprietà intellettuale e degli investimenti. L'accordo prevede un'armonizzazione progressiva delle regolamentazioni e soprattutto il riconoscimento reciproco delle norme in vigore dei due lati dell'Atlantico. Nei fatti, è il Diritto statunitense che sarà applicato.

Parallelamente ai negoziati sull'esistenza di un grande mercato, discussioni discrete si sono sviluppate al fine di creare uno spazio comune di controllo delle popolazioni. Una relazione segreta, concepita da esperti di sei Stati membri, ha messo a punto un progetto di creazione di un'area di cooperazione transatlantica in materia “di libertà di sicurezza e di giustizia", entro il 2014 (2). Si tratta di riorganizzare gli affari interni e la giustizia degli Stati membri “in rapporto con le relazioni estere dell'Unione europea", cioè principalmente in funzione delle relazioni con gli Stati Uniti.

Più ancora del trasferimento dei dati personali e della collaborazione dei servizi di polizia, processo già in gran parte realizzato, la sfida della creazione di tale spazio consiste nella possibilità, a termine, della consegna dei cittadini dell'Unione alle autorità statunitense. Ricordiamo che il mandato d'arresto europeo, che deriva dalla creazione “di uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia" tra gli Stati membri, sopprime tutte le garanzie che offriva la procedura d'estradizione. Il mandato d'arresto si basa sul principio di riconoscimento reciproco. Esso considera, come immediatamente conforme ai principi di uno Stato di diritto, qualsiasi disposizione giuridica dello Stato richiedente. L'installazione di tale area di cooperazione transatlantica farebbe si che l'insieme di diritto statunitense sarebbe riconosciuto dai 27 e che le domande USA d'estradizione sarebbero, dopo semplici controlli di procedura, automaticamente soddisfatte.

Ma, negli Stati Uniti, Il Military Commissions Act del 2006 (3) permette, di perseguire o imprigionare indefinitamente, ogni persona designata come nemico dal potere esecutivo. Questa legge riguarda ogni immigrato proveniente da un paese con il quale gli USA non sono in guerra. Il quale può essere perseguito come “nemico combattente illegale" non su elementi di prova, ma semplicemente perché nominato come tale dal potere esecutivo. Questa legge, di portata internazionale, non è stata contestata da alcun governo straniero.

Grande mercato e controllo delle popolazioni

Il parallelismo tra la liberalizzazione degli scambi tra i due continenti ed il controllo statunitense delle popolazioni europee è esistito durante i 13 anni che è durato il processo di negoziazione. Così, il 3 dicembre 1995, al vertice USA-UE di Madrid, fu firmato “il nuovo ordine del giorno transatlantico" il quale mira a promuovere un grande mercato transatlantico, come pure un piano d'azione comune in materia di cooperazione di polizia e giudiziaria.
Mentre i negoziati in materia di cooperazione di polizia furono continui, le discussioni miranti a creare un grande mercato conobbero un punto d'arresto. Esse furono abbandonate nel 1998. Occorrerà attendere il 2005 perché il progetto sia rilanciato da una dichiarazione economica, approvata in occasione del vertice USA-UE del giugno 2005.

I progressi nella creazione di un mercato transatlantico sono dovuti all'azione di un istituto euro-americano, il Transatlantic Policy Network; fondato nel 1992 e di cui fanno parte dei parlamentari europei, dei membri del congresso degli Stati Uniti e delle imprese private, esso chiama alla creazione di un blocco euro-americano a livello politico, economico e militare. È sostenuto da numerosi think thanks come l'Aspen Institute, l'European-American Business Council, il Council on Foreign Relations, il German Marshall Fund o la Brookings Institution. È alimentato finanziariamente da multinazionali americane ed europee come Boeing, Ford, Michelin, IBM, Microsoft, Daimler Chrysler, Pechiney, Michelin, Siemens, BASF, Deutsche Bank, Bertelsmann…

Un elemento importante di questo “spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia", ossia il trasferimento generale dei dati personali sta realizzandosi. Una relazione interna scritta congiuntamente da negoziatori che appartengono, per quando riguarda gli USA, al ministero della giustizia ed al dipartimento della sicurezza della patria, e dal Coreper, un gruppo di rappresentanti permanenti, per quanto riguarda l'Unione europea, annuncia un accordo in questo senso per il 2009 (4).
Si tratta di favorire la consegna di dati d'ordine amministrativo e giudiziario, ma anche relativi “alla difesa del territorio". I negoziatori si sono già messi d'accordo su 12 punti principali. In realtà, si tratta di consegnare, in modo permanente alle autorità americane una serie di informazioni private, tale il numero della carta di credito, i dettagli dei conti bancari, gli investimenti realizzati, gli itinerari di viaggio o i collegamenti Internet, come pure delle informazioni legate alla persona, come “la razza", le opinioni politiche, i costumi, la religione…
Gli Stati Uniti iscrivono le loro esigenze nel contesto economico. Per loro, quest'accordo si presenta come “un grande affare, poiché ciò diminuirà la totalità dei costi per il governo USA nel conseguimento delle informazioni dell'Unione europea.„ .
La sfida non è di potere trasmettere questi dati alle autorità USA, cosa che è già in gran parte realizzata, ma di potere legalmente rimetterle al settore privato, in modo di eliminare ogni ostacolo legale alla diffusione delle informazioni e garantire dei costi più bassi possibili. Occorre soprattutto garantire la redditività del mercato.

Primato del Diritto degli Stati Uniti

I negoziatori europei hanno abbandonato la loro legalità per quanto riguarda la necessità di un controllo indipendente ed hanno accettato i criteri americani. Ammettono che il potere esecutivo si auto-sorveglia considerando che il sistema di controllo interno del governo USA offre garanzie sufficienti. Hanno accettato che i dati riguardanti “la razza", la religione, le opinioni politiche, la salute, la vita sessuale, siano utilizzati da un governo a condizione “che le leggi domestiche forniscano delle protezioni adeguate". Ogni governo potrà decidere se rispetta reo no quest'obbligo.

Il processo che conduce all'installazione di un grande mercato transatlantico è l'inverso di quello della costruzione dell'Unione Europea. Il mercato comune europeo è anzitutto una struttura economica basata sulla liberalizzazione degli scambi di merci. Il grande mercato transatlantico si appoggia sul primato del diritto USA. È anzitutto una costruzione politica, anche la creazione di un'assemblea transatlantica è evocata. L'esercizio della sovranità delle autorità statunitensi sulle popolazioni europee e la legittimazione di questo potere da parte dell'Unione sono le condizioni della messa in atto di nuove relazioni di proprietà e di scambio: trasformare i dati personali in merci e liberare questo grande mercato da qualsiasi ostacolo.

Jean-Claude Paye

Jean-Claude Paye è un sociologo.
Ultimi lavori pubblicati:
La Fin de l’État de droit ( La Fine dello Stato di diritto),
La Dispute 2004 ; Global War on Liberty, Telos Press 2007.

(1)Parlamento europeo, “Risoluzione del Parlamento europeo sulle relazioni transatlantiche", B6-0280/2008, il 28 maggio 2008.

(2) Report of the Informel, Hight Level Advisory Group on the Future European Affairs Policy (Future group), « Freedom, Security, Privacy. European Home Affairs in a Open World », June 2008, p. 10, paragraph 50.

[3] S.390 Military Commissions Act of 2006.

[4] Council of the European Union, « Note from Presidency to Coreper, Final Report by EU-US Hight Level Contact Group on information sharing and privacy and personal protection », 9831/08, Brussels 28 mai 2008.

Perché hanno "suicidato" Niki?

Paolo Franceschetti: La vicenda di Niki Aprile Gatti.:



Il 19 febbraio 2009 avrebbe compiuto 27 anni...........

Gatti è stato arrestato il 19 giugno alle 23 a Cattolica con l'accusa di aver commesso una truffa con prefissi a peso d'oro (899).

Il 23 dello stesso mese , alle 11 di mattina, il ragazzo è stato trovato senza vita, impiccato alla finestra del bagno con un paio di jeans e un numero imprecisato di lacci da scarpe.
La sua scheda professionale: http://www.viadeo.com/it/profile/niki.aprile.gatti
Niki lavorava, fra l'altro, per la
2005 alla OSCORP SPA
2006 alla So.Fi.Sa S.a
Dal 2008 alla 313 SRL
(Responsabile Tecnologie e Immagine
Società proprietaria del marchio registrato PETICOCO)"

Hillari Clinton ha venduto tutto il portafoglio azionario prima del crak!

La divulgazione finanziaria di Hillary Clinton, per l'anno 2007, mostra che l'ex first lady ha liquidato l'intero suo portafoglio d'azioni, circa 20 milioni di dollari, nel maggio del 2007.
Un tempismo quasi perfetto, poiché ha venduto tutti i suoi stock a soli 500 punti, e 5 mesi prima della "punta" del mercato (cioè prima che il mercato cominci a scendere).
Il senatore Clinton è un investitore eccellente o ha avuto qualche dritta?

In passato sospetti di Insider Trading.
Già in passato Hillary Clinton è stata stranamente fortunata. Nel 1979, l'allora First Lady dell'Arkansas, fece un enorme guadagno piazzando $ 1000 in un contratto a termine di bovini, che fruttarono 100000 $ solo pochi mesi più tardi. L'operazione l'ha messa al centro di notevoli controversie, accusata di Insider Trading (speculazioni di borsa operate da soggetti che dispongono di informazioni non conosciute dagli altri operatori del mercato).

Marshall Magazine, una pubblicazione della "Marshall School of Business", aveva fatto uno studio per quanto riguarda la probabilità del suo successo commerciale e aveva detto:
"Questi risultati sono piuttosto notevoli. Due terzi del suo investimento hanno evidenziato un utile entro la fine della giornata dell'80 per cento. Molti dei suoi traffici si sono svolti al momento dei migliori prezzi del giorno."

Ma bisogna aggiungere che la signora Clinton ha sempre negato qualsiasi malversazione, e non è mai stata accusata di un crimine simile.

2007: Una lista delle transazioni della signora Clinton QUI (gentile concessione di www.opensecret.org).

Da notare le 170 transazioni che sono state vendute. Le transazioni di qualche obbligazioni, ma il 90% vendute in stock. Attenzione:nessuna operazione di acquisto!

Questa informazione è disponibile. Tutti gli eletti negli USA sono obbligati a divulgare i loro averi finanziari, ogni anno. Se le domandaste cosa ha fatto con il prodotto della vendita, la sua risposta sarà che lo ha trasformato in liquidità: 50 milioni di dollari in fondi in deposito, e qualche centinaia di migliaia di dollari in obbligazioni.

Ma perché una persona con un talento così eccezionale per il commercio, perde il suo tempo con la politica?

Traduzione di Giuditta.

Titolo originale: OH Hillary..You’ve Got Some Splanin’ To Do

Terremoto sul web francese: l'indirizzo IP non è più protetto.

Di Giuditta.
Fine della libertà per gli internauti, dopo la censura Italiana: Bavaglio di governo al web
in Francia:
L'identità degli internauti non è più considerato come un dato privato.

Ogni utente di Internet è identificato, sulla rete, da un multi-cifre chiamato IP (Internet Protocol). Per esempio: 128.263.36.45.
E solo i fornitori di servizi (yahoo, libero ...) possono sapere chi è la persona dietro ad ogni indirizzo IP. Queste informazioni sono state considerate private e confidenziali.

Una sentenza della Sezione penale della Corte di Cassazione francese ha cambiato, il 6 febbraio 2009, questo dato di fatto: la presa di conoscenza dell'indirizzo IP non è più soggetto ad un'autorizzazione preventiva da parte della Commissione Nationale Informatique et Liberté (CNIL). Cioè, chiunque può rintracciare gli utenti.
Per soddisfare l'industria o il cinema, che cerca con tutti i mezzi di identificare facilmente i "pirati"! Infatti in caso di copie di musica e film non autorizzate, sarà sufficiente identificare l'indirizzo IP e comunicarlo alle forze di polizia o della gendarmeria.

Per difenderci e fare della resistenza Reporters sans frontières pubblica questa guida (in inglese). E la stessa in francese: guide.
Un manuale che spiega come creare un blog, aggiornarlo e soprattutto fare in modo che non cada sotto la scure della censura. Il testo è stato pubblicizzato il 12 marzo 2008, in occasione della Giornata internazionale contro la cybercensura.