"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Kokopelli. I semi per la vita



ASSOCIAZIONE KOKOPELLI

Kokopelli è un nome che suona strano: Perchè la scelta di un'associazione di chiamarsi così?

Fra le immagini archetipiche che sono sopravvissute ai loro antichissimi inizi come potenti esseri delle visioni dei primi sciamani c'è il suonatore di flauto di legno del sud est America. Il suo nome in lingua Hopi, antico e pacifico popolo nativo abitante nella Mesa alta, è Kokopelli, il cui significato è Koko cioè legno e Pilau per la gobba contenente la sacca di semi o le canzoni che sempre va suonando.

Dal tempo degli Anasazi (1100 – 1400), il primo popolo stabilitosi nell'area, fino al 1700, Kokopelli è stato inciso o dipinto sulle rupi e sui massi in molte forme. Appare inoltre sul vasellame dei popoli Hohokam e Mimbres ed è popolare nelle cerimonie, danze, canzoni e storie degli Indiani Pueblos.
Nelle leggende Indiane, il suonatore di flauto era il simbolo della felicità, della gioia e una figura mitica della fertilità. Secondo alcuni, egli viaggiava dal Messico verso nord, fermandosi nei molti villaggi del sud est America, diffondendo notizie, musica e felicità. Quando ripartiva le coltivazioni erano rigogliose e le donne erano gravide. Le sculture di Kokopelli presso gli Hopi erano piccoli bambolotti dotati di un fallo enorme fino a che i missionari protestanti e una commercializzazione più diffusa scoraggiarono questa connotazione di simbolo sessuale della fertilità.

Kokopelli è la figura più diffusa e conosciuta fra quelle dell'antica arte ruspestre. La sua conoscenza ed influenza si è diffusa ben oltre i Nativi americani del Colorado Plateau. La sua immagine è stata adattata a innumerevoli oggetti, anche lampadari e gioielli, ed è entrato nei marchi di molte imprese internazionali. Il nome di Kokopelli appare ben 87.700 volte su Internet.

Purtroppo la sua conoscenza in Europa e in particolare in Italia è scarsa ed è naturale in quanto non appartiene alla nostra tradizione. Ma le religioni dominanti hanno anche fatto scomparire ogni forma di figura celebrante la gioia della vita in se stessa e la fertilità dei campi. Inoltre la missione di Kokopelli non è finita, anzi trova maggiori motivazioni dallo stato di emergenza in cui si trova la biodiversità dei semi di piante coltivate, in diretta relazione con il problema della fertilità della terra e la fame sul pianeta. Questa è la ragione per avergli intitolato l'associazione.

L'iniziativa di una rete europea di Kokopelli nasce in Francia nel 1999 dall'esperienza di Terre de Semences, una produzione e distribuzione di sementi biologiche. Dopo un cambiamento repentino della legislazione francese che non permette più la libera commercializzazione di sementi di biodiversità, i proprietari di Terre de semences affrontano la chiusura dell'attività e decidono di trasformarsi in libera associazione senza fine di lucro secondo una legge del 1901. Al momento dalla sede di Ales nel sud della Francia partono centinaia di migliaia di sacchetti contenenti semi di biodiversità verso tutta l'Europa. Kokopelli in Italia si avvia ad essere una delle “antenne” europee dell'organizzazione francese. Kokopelli sul suo capo ha infatti 5 antenne che gli servono per percepire le energie sottili dell'universo e trasformarle in fertilità e gioia sulla terra. Altrettanto sarà la missione di Kokopelli in Italia.

Gli scopi dell'associazione sono pochi ma chiari:

* diffondere le varietà di biodiversità di Kokopelli in Italia;
* dare alle stampe il libro di Dominique Guillet “Le sementi di Kokopelli” tradotto in Italiano, prima in edizione elettronica e poi in versione cartacea;
* organizzare la rete di orti di Kokopelli per la conservazione di varietà di semi della migliore biodiversità mondiale;
* partecipare finanziariamente alle azioni di solidarietà nei paesi più poveri della rete di associazioni Kokopelli in Europa.

A chi aderisce verrà consegnato il compito di conservare nel proprio orto almeno una varietà e di consegnare il seme prodotto per la successiva distribuzione.

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