"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

IRAQ. Immagini di una piccola parte dell'inferno.



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QUELLE IMMAGINI CHE GLI STATI UNITI NON VOGLIONO VEDIATE (PARTE I)

2 commenti:

Paoloblogger ha detto...

Hai fatto bene a ricordare cosa sia la guerra, secondo me è il momento giusto per ricordarlo. La gente crede che la guerra sia una specie di lavoro che ti da onore e gloria e magari medaglie.E' inutile girarci intorno ma è così, sennò non esisterebbe più la guerra. E poi quelli sono ancora vivi, poi ci sono i morti, di chi l'ha fatta la guerra, di chi l'ha subita, e poi i morti di chi combatte contro la falsa libertà che ti leva i sogni non sapendo che erano destinati a perdere anche la vita, proprio perchè non ha più nulla da perdere. Poi ci sono quelli che hanno perso le proprie abitazioni, chi il proprio campo per un minimo sostentamento, chi la possibilità di lavorare per produrre l'essenziale. Quelli che magari si interessano della guerra dimenticano le parole crude di de andrè, dove parlando anche di queste immagini, come le immagini di tutte le guerre:
"...hanno rimandato a casa le spoglie avvolte nelle bandiere, legate strette perchè sembrassero intere..."

Ma dico io: ne vale la pena?
E' proprio vero, niente pensieri ci vorrebbero, non al denaro, non all'amore, né al cielo.

http://www.youtube.com/watch?v=ZromQvtZzk8

Ciao :)

giuditta ha detto...

Grazie Paolo per il bellissimo commento e per il link. Scusatemi tutti se tardo a rispondere, non ho molto tempo a disposizione! Ma se potete, e ne avete voglia, lasciate i vostri commenti, saranno sempre graditi.

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