Questo blog non appartiene a nessun gruppo politico, religioso, ecc. Questo blog è stato creato per far fronte alla crescente disinformazione dei media, di cui siamoise tutti vittime. Esso non vuol indurre ad un'inutile polemica, ma mira a diffondere informazioni affidabili. Il blog inoltre fornisce sempre fatti che voi potete agevolmente verificare. Una buona informazione è un'informazione valida.
In nessun campo il percorso per la conoscenza è una passeggiata senza pericoli, ma questo non nega il fatto che la conoscenza sia potere.. http://scienzamarcia.blogspot.com/

La confessione



http://www.antoniodipietro.it/
leggi la lettera originale: PDF

L'avvocato di Berlusconi racconta...

«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».
Carlo Taormina, 70 anni, è stato uno dei legali di punta del Cavaliere fino al 2008, quando ha mollato il premier e il suo giro – uscendo anche dal Parlamento – a seguito di quella che lui ora chiama «una crisi morale». Ormai libero da vincoli politici, in questa intervista a Piovonorane dice quello che pensa e che sa su Berlusconi e le sue leggi.

Haiti. Un giorno prima del terremoto, gli Stati Uniti erano pronti.

L'organizzazione dei soccorsi per Haiti era stata programmata nella sede della U. S. Southern Command (SOUTHCOM), con sede a Miami, un giorno prima del terremoto.

Le simulazioni degli aiuti in seguito ad una calamità, in particolare in previsione di un uragano su Haiti, si sono svolte l'undici gennaio.
Qualche giorno dopo il 15/01/10,
La DISA (Defense Information Systems Agency, traduzione: Agenzia dei Sistemi d'Informazione della Difesa), sotto la giurisdizione del DoD (Department of Defense, traduzione: Dipartimento della Difesa), ha sviluppato questi scenari, a nome del SOUTHCOM.
Nota col nome di "Tactical Support Agency", la DISA è incaricata di mettere a disposizione dell'esercito USA, i sistemi informatici, le telecomunicazioni e i servizi di logistica (Si veda il sito del DISA: Defense Information Systems Agency). 
Il giorno prima del terremoto [lunedì 11 gennaio 2010], John Demay, direttore tecnico della DISA per il Progetto di Cooperazione e Condivisione delle Informazioni Transnazionale, dell'agenzia, si trovava nel quartier generale del Comando meridionale U. S. a Miami, per testare il sistema con uno scenario che includeva un piano di salvataggio per Haiti, in seguito ad un uragano.

La terra diventa sempre di più "invisibile" per gli extraterrestri.


Earth becoming invisible to aliens

Il progresso, ma in particolare l'attuale rivoluzione numerica, ha conseguenze inattese:
una diminuzione della "speranza" di poter essere intercettati da eventuali extraterrestri (si spera pacifici).
Il dottor Frank Drake ha dichiarato che in effetti la fine delle trasmissioni analogiche da parte delle emissioni di radio e televisione, o di radar, ci rende « invisibili » dallo spazio.
Solo poco tempo fa, i "vecchi" segnali si propagavano facilmente a dei milioni di chilometri nello spazio e potevano raggiungere delle stelle lontanissime. Le trasmissioni numeriche sono, molto meno potenti e molto più difficili da individuare dallo spazio remoto. 
Con i satelliti, che puntano e inviano le loro trasmissioni verso la terra, pochissima potenza è inviata verso lo spazio; si stima quest'emissione (verso lo spazio) a 2 watts mentre un tempo con le anziane emissioni televisive si poteva arrivare a un milione di watts.

Ma non è troppo tardi?
Non sono già qui?

Ecologia. L'acqua elastica al posto della plastica

Gli scienziati giapponesi della JST hanno realizzato uno specialissimo materiale flessibile composto dal 95% di acqua. E' estremamente elastico e trasparente e potrebbe liberarci dalla dipendenza della plastica. E dal petrolio.

Link

Haiti. E l'arma sismica.

Titolo originale: Haïti et l’arme sismique
di Thierry Meyssan *
traduzione di Giuditta

La polemica iniziata con la pubblicazione sul nostro sito, di un articolo sulla possibile origine artificiale del terremoto in Haiti, ha bisogno di alcuni chiarimenti.
Sì, l'arma sismica esiste e gli Stati Uniti la posseggono, e non sono i soli.
Sì, le forze statunitensi erano pronte per uno spiegamento militare sull'isola.
Non è sufficiente per trarne delle conclusioni, ma vale la pena di rifletterci su. 




Paracadutisti Usa ad Haiti
© U. S. Department of Defense 
Con la pubblicazione dell'articolo « Les Etats-Unis ont-ils provoqué le tremblement de terre à Haïti ? » (Haiti. Un terremoto artificiale provocato dagli USA?), il nostro obiettivo era quello di diffondere un interrogativo che preoccupa le sfere militari e mediatiche di diversi paesi, ma che è stato ignorato in molti altri [1].  
Non vale la pena di prendere posizione per questo. Semplicemente, fedeli al nostro metodo, anche se spesso frainteso, riteniamo che non  possiamo comprendere le relazioni internazionali solo studiando le opinioni dei leader mondiali. Il conformismo generalizzato, ha fatto sì che, quando noi facciamo un resoconto delle discussioni a Washington, nessuno è shoccato, ma quando riportiamo le opinioni dei paesi Non Allineati, in Europa assistiamo ad una vera e propria insurrezione.  
È come se gli europei pensino, a priori, che solo le problematiche "occidentali" sono pertinenti mentre le altre sono aberranti.

Uno dei nostri collaboratori ha cercato di rintracciare l'origine della notizia secondo la quale il terremoto di Haiti potrebbe essere artificiale. Egli ha espresso la preoccupazione che si possa trattare di una pura e semplice intox (una notizia tendenziosa) diffusa da un certo David Booth (alias Sorcha Faal) che si sarebbe propagata fra gli ambienti governativi mondiali. In definitiva, non sappiamo con certezza chi sia la fonte originaria, ma sappiamo che la questione è discussa al più alto livello in diversi Stati, in America Latina, Europa dell'Est e Asia.

In veste di responsabile della pubblicazione del Réseau Voltaire, ho deciso di indagare e di tradurre la notizia di ViveTV, che era stata pubblicata sotto forma di comunicato sul sito web del ministero dell'Informazione del Venezuela, e di pubblicarla con il video di Russia Today, accompagnata da una osservazione preliminare: "Sorprendentemente, la fonte TV venezuelana, indica come origine delle sue accuse l'esercito russo, mentre la televisione russa attribuisce le tesse accuse al Presidente Chavez."

Mentre questi particolari sono stati ripresi fedelmente da molti giornali, compreso in Medio Oriente, essi sono stati falsati dalla stampa atlantista, basandosi sull'articolo di Sorcha Faal. Costui ha estratto passaggi del testo di ViveTV, e le ha attribuite al presidente Chavez. Quella che era un'ipotesi di lavoro è divenuta una posizione del governo.
Alcuni di questi giornali è andato anche oltre, inventando completamente il contesto in cui il presidente venezuelano si sarebbe espresso, al fine di concludere che il presidente e il suo pubblico sono affetti da delirio acuto anti-americano, e la Rete Voltaire condivide la stessa patologia.
Non ci lasciamo intimidire da questa manipolazione e approfondiamo questa ipotesi.

Che sappiamo dell'arma sismica al giorno d'oggi?

Durante la Seconda Guerra Mondiale alcuni scienziati neozelandesi hanno cercato di sviluppare una macchina per generare tsunami per poterla utilizzare contro il Giappone.
Le ricerche furono dirette dall'australiano Thomas Leech dell'Università di Auckland, sotto il nome in codice « Projet Seal ». Diverse esperienze, su scala ridotta, furono realizzate tra 1944-1945 a Whangaparaoa, con successo.

Gli Stati Uniti consideravano questo programma promettente come il « Manhattan Project » per la fabbricazione della bomba atomica. Essi nominarono il Dr. Karl T. Compton per creare un collegamento fra queste due unità di ricerca. Compton fu il presidente del MIT (Massachusetts Institute of Technology). Egli aveva già assunto molti scienziati per lo sforzo bellico ed era una delle otto persone che avevano il compito di consigliare il presidente Truman per l'utilizzo della bomba atomica. Egli pensava che avrebbe potuto fornire l'energia necessaria al team di Leech per scatenare tsunami di maggiori dimensioni.

Il lavoro di Thomas Leech continuarono durante la Guerra Fredda. Nel 1947, il re Giorgio VI nominò lo scienziato Cavaliere dell'Impero Britannico come ricompensa per aver sviluppato una nuova arma.
Il Projet Seal  è ancora un segreto militare, e non fu rivelato all'epoca di questa onorificenza. Successivamente, i servizi segreti americani si sono dati da fare per far credere che queste ricerche  non fossero mai esistite e che tutto questo non fosse che un artificio per impressionare i sovietici.
Tuttavia, l'autenticità dei test di Leech è confermata nel 1999, quando una parte della documentazione è stata declassificata dal Ministero degli Affari Esteri della Nuova Zelanda. Al giorno d'oggi, gli studi sono stati ripresi ufficialmente presso l'Università di Waikato. [2]


Non sappiamo se le ricerche anglosassoni sono continuate durante gli anni '60, ma esse sono state riprese  per forza di cose quando fu deciso di abbandonare i test nucleari nell'atmosfera a profitto dei test sottomarini. Gli Stati Uniti temevano di provocare involontariamente terremoti e tsunami. Dunque, volevano saperlo fare a comando.

Ufficialmente, alla fine della guerra del Vietnam, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica hanno rinunciato alle guerre ambientali (terremoti, tsunami, sconvolgimento dell'equilibrio ecologico di una regione, modificazioni delle condizioni atmosferiche, delle nuvolosità, delle precipitazioni, cicloni e tornadi, modificazione delle condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, dello strato di ozono o della ionosfera) con la firma della « Convenzione sul divieto dell'uso di tecniche di modifica dell'ambiente a fini militari ed ad altro scopo ostile » (1976).

Tuttavia, dal 1975, l'Unione Sovietica ha inaugurato delle nuove ricerche sulla Magneto Idro Ddinamica (MHD). Si trattava di studiare la crosta terrestre e prevedere i terremoti.  I sovietici studiarono la possibilità di provocare piccoli terremoti per evitare quelli di grandi dimensioni. Queste ricerche furono rapidamente militarizzate e portarono alla realizzazione di Pamir, la macchina a terremoti.

Durante lo smantellamento dell'URSS, i responsabili di questo programma  decisero, per avidità, di  passare "armi e bagagli" negli Stati Uniti, ma la loro ricerca era incompleta e il Pentagono rifiutò di pagare. Nel 1995, durante il governo di Boris Yeltsin e dell'oligarca Viktor Chernomyrdin, l'US Air Force reclutò i ricercatori russi e i loro laboratori di Nizhny Novgorod. Fu costruita una macchina molto più potente, Pamir 3, che fu testata con successo. Il Pentagono allora comprò uomini e attrezzature e li trasferì negli USA, dove furono integrati nel programma HAARP.


Estratto da un documentario del National Geographic (2005)

Delle possibili utilizzazioni dell'arma sismica sono state subodorate nel corso degli ultimi anni, in particolare in Algeria e in Turchia. Tuttavia, il caso più discusso è stato il terremoto nel Sichuan (Cina), 12 maggio 2008. Durante i 30 minuti prima del terremoto, gli abitanti della regione hanno osservato colori insoliti nel cielo. Se alcuni vedono in questi eventi segni del Cielo che vuol privare della sua fiducia il Partito comunista, altri lo interpretano in modo più razionale. L'energia utilizzata per provocare il terremoto avrebbe allo stesso tempo provocato perturbazioni nella ionosfera. Nei mesi che seguirono, il web e i media cinesi diffusero e discussero questa ipotesi, ormai considerata certa dall'opinione pubblica cinese.


Ritorno ad Haiti

Nulla distingue un terremoto provocato da un terremoto naturale, ma non si possono provocare che terremoti superficiali come quello di Haiti.

Il dubbio nasce dalla reazione degli Stati Uniti.  
Mentre i media atlantisti si contentano di diffondere le polemiche sulla violazione della sovranità di Haiti, i media Latino americani si interrogato sul rapido dispiegamento dei GI: già dal primo giorno, più di 10 000 soldati e mercenari sono arrivati ad Haiti. Questo exploit logistico è facilmente spiegabile. Questi uomini erano già posizionati nel quadro di un addestramento militare. Agli ordini del comandante in seconda della SouthCom, il generale PK Keen, hanno partecipato ad una simulazione di un'operazione umanitaria ad Haiti  dopo un uragano. Keen e la sua squadra era sul posto da qualche giorno.
Nel momento preciso del terremoto, erano tutti al sicuro nell'ambasciata degli Stati Uniti ,costruita secondo le norme anti-sismiche, ad eccezione di due uomini che si trovavano nel Montana Hotel e sarebbero stati feriti. Il generale Keen ha rilasciato numerose interviste alla stampa statunitense, ed ha ha aumentato la copertura e la diffusione delle operazioni di soccorso. Egli ha spesso citato la sua presenza a Port-au-Prince, durante il terremoto, ma mai i motivi di tale presenza.
Tra gli obiettivi dell'addestramento militare figurava il test di un nuovo software che permetterebbe di coordinare gli sforzi umanitari delle ONG (Organizzazioni non Governative) e l'esercito. Pochi minuti dopo il disastro, il software è stato messo on-line e 280 ONG si sono registrate.
Il est légitime de se demander si ces coïncidences sont ou non l'effet du hasard.
E' legittimo chiedersi se queste coincidenze sono o no casuali.

Analista politico francese, presiente e fondatore del Réseau Voltaire e della conferenza Axis for Peace. Pubblica ogni settimana delle cronache di politica straniera nella stampa araba e russa. Ultimo libro pubblicato: L’Effroyable imposture 2, ed. JP Bertand (2007), pubblicazioni in italiano: L'Incredibile Menzogna.

Note: 

[1] «  Haiti. Un terremoto artificiale provocato dagli USA ? », Réseau Voltaire, 24 gennaio 2010.
[2] « Tsunami bomb NZ’s devastating war secret » e « Devastating tsunami bomb viable, say experts », di Eugene Bingham, New Zealand Herald, 25 e 28 settembre 1999. « Experimental bomb to create huge tidal wave was tested in 1944 » di Kathy Marks, The Independent, 27 settembre 1999.

Lavoro minorile raccontato dai bambini



















Lacrime, sudore, un cerotto sulla bocca e una grande ragnatela. Sono solo alcune delle immagini con cui i bambini raccontano il dramma del lavoro minorile. I disegni, realizzati da ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, sono in mostra a Roma presso il dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio. L'esibizione, promossa dal dipartimento stesso, è sostenuta dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e dalle Nazioni Unite. Si tratta di un invito a riflettere su una realtà che nega il diritto all'infanzia e perpetua il ciclo della povertà e della miseria, in una spirale che coinvolge oltre 218 milioni di minori nel mondo. La mostra si sposterà poi al Campidoglio (6 e 7 febbraio) e al Complesso del Vittoriano (dall'8 al 14 febbraio)

La maledizione di Haiti? "Le riserve strategiche degli USA..."

"Abbiamo identificato 20 giacimenti di petrolio", aveva detto Daniel Mathurin, sismologo haitiano  nel 2008, assicurando che le riserve di petrolio di Haiti sono più importanti di quelle del Venezuela.
Una ricchezza che (purtroppo) aumenta gli interessi strategici del Paese. 

Perché, in questo caso, queste riserve non sono sfruttate?
Per Ginette Mathurin, sua moglie: "Questi giacimenti sono dichiarati "riserve strategiche degli Stati Uniti d'America"".

"Il recente terremoto in Haiti è stato causato da una macchina che utilizzerebbe una tecnologia sviluppata da Nicola Tesla", secondo MI6 (Military Intelligence sezione 6).
La macchina "fabbrica" terremoti non sarebbe HAARP, ma piuttosto una sorta di ordigno nucleare, secondo questa fonte e una fonte della CIA."
Eccola la famosa macchina (facile da trasportare per terra e sopra e sotto il mare), un estratto di un documentario del National Geographic:



Perché?
Il movente:

"....Qui una carta dove sono segnate le riserve di Petrolio e Uranio/Oro e altro minerale pregiato...inoltre in alcune parti dell’Isola il Petrolio esce dal sottosuolo senza bisogno di trivelle ed il terreno è talmente “umido” di petrolio che basta un cerino per prendere a fuoco, ..minimo 3 Ditte Canadesi sono attive nell’Isola nella ricerca di Oro e Rame che nel giro di tre anni hanno accumulato un “impero”, le ditte sono:

St.Genevieve, Eurasian Minerals e Majescor.

"La St.Genevieve ha ottenuto un contratto di 25 anni (nel 1997) dall’ex Presidente Renè Prèval, l’ex Ministro della Difesa Haitana Patrick Elie ha diffuso la notizia che non si tratta di aiuti quello che i Militai Usa stanno facendo ma di una vera e propria Invasione, inoltre da alcuni giorni vola un Aereo Cargo sulla quale è installata una Radio Trasmittente sulla zona Terremotata dalla quale via altoparlanti si avvisano i cittadini di non cercare di abbandonare l’Isola, chi ci prova verrà preso e rimandato indietro, la persona che parla al Megafono è il Console Generale di Haiti  Raymond Joseph che si trova in Washington. Già nel 2008 due Scienziati: Daniel e Ginette Mathurin avevano detto che in Haiti esistevano delle grandi riserve di Petrolio e Uranio.."

Leggi tutto l'articolo di Corrado Belli:

HAITI ha subito un Intervento chirurgico.


Mare Nostrum. Migliaia di navi imbottite di rifiuti radiattivi e chimici! Stiamo morendo! Tumori! I bambini nascono malformi! E' ora di dire BASTA!



E quando questi giornalisti, nonostante il silenzio mediatico, si dimostrano particolarmente testardi, … ricevono un personalissimo “avviso di garanzia”:



I giornalisti esistono. Solo che i giornali non li pubblicano.

Giacinto Auriti: "L' Europa è una colonia dell'imperialismo della grande usura"



Debitore o liberi?

IRAQ. Aut-Aut americano: I nostri candidati o il caos.


Les États-Unis s’apprêtent à replonger l’Irak dans le chaos
(Gli USA si preparano a gettare ancora una volta l'Iraq nel caos)
di Spencer Delane per Mecanopolis
Traduzione di Giuditta

511 candidati appoggiati dagli Stati Uniti sono stati esclusi dal governo iracheno con le elezioni generali del 7 marzo. 
L'amministrazione americana ha inviato d'urgenza il vicepresidente Joseph Biden a Baghdad per un'ultima trattativa: o cedere alle pressioni americane o ritorno del paese nel caos.

I 511 candidati esclusi sono tutti ex  membri del partito Baath di Saddam Hussein, ora vietato.
Gli Stati Uniti hanno creduto di utilizzare questi sunniti per contrastare l'influenza del primo ministro, Nouri al-Maliki, musulmano sciita, alle cui spalle gli americani vedono la mano di Teheran.
La CIA stava negoziando l'accordo con l'amministrazione irachena da mesi, bypassando gli intermediari dei capi del partito baasista, da ormai sette anni in esilio in Giordania, Siria e Yemen, al fine di raggiungere un accordo.
Gli sforzi delle agenzie d'intelligence degli Stati Uniti non hanno avuto successo, dal momento che la commissione elettorale nazionale ha confermato l'esclusione dei candidati.
Questa posizione, che è stata approvata dall'attuale partito numero uno dell'Assemblea (il partito di Nouri al-Maliki), ha grandemente sconvolto il piano degli Stati Uniti per mantenere il controllo del Paese, condizione indispensabile per il ritiro delle proprie truppe, previsto da qui al prossimo 30 agosto.
Per questa ragione è stato inviato il Vice President Joseph Biden a Baghdad per intervenire.

Tutti gli analisti della scena politica irachena pensano che la pace relativa di oggi si romperà  se la lista dei "divieti" è mantenuta e se la sera del 7 marzo il paese sarà in mano ad una maggioranza assoluta sciita.
Uno di questi, Pierre-Jean Luizard, ricercatore CNRS e specialista in storia contemporanea dell'Islam nel Medio Oriente arabo, pensa anche che "la possibilità di un colpo di stato militare, guidato dalle truppe d'elite attualmente formati all'estero dagli americani, diviene sempre più probabile".
Fino ad allora, vedremo sicuramente riaffiorare l'ombra di Al-Qaeda in Iraq e il suo corteo di sanguinosi attentati e di vittime civili, che non hanno altro scopo che indebolire il governo di al-Maliki prima delle elezioni.

Gaza. Un anno fa sotto le bombe...adesso boicottiamo



ALT ALL'ASSEDIO DI GAZA! 
Appels de l'UJFP : COMMUNIQUE Il y a un an, GAZA sous les bombes
(Un appello dell'Unione Ebraica Francese per la Pace)

Oggi l'Unione Europea "aiuta" a condizione di ...

Un anno fa, GAZA contava i suoi morti.
Donne, bambini, vecchi, 1400 le vittime della barbarie, sotto gli occhi del mondo.  
Più di 5 000 feriti, l'intera Striscia di Gaza, città e villaggi in rovina.

Da allora, nulla è cambiato.

Gli Stati Uniti, e l'Unione europea sostengono il blocco che continua a privare il popolo di Gaza, del cibo e delle medicine e rende impossibile la ricostruzione.
Mentre 1,5 milioni di persone sono intrappolate in uno spazio di meno di 400 km2, Israele continua l'annessione di Gerusalemme e la colonizzazione della Cisgiordania, sapendo che le insipide proteste dagli Stati Uniti resteranno senza risposta.

Al muro di cemento costruito da Israele è stato aggiunto ora il muro d'acciaio, sotterraneo, in costruzione in Egitto con il finanziamento da parte degli Stati Uniti e l'assistenza dei membri di alto livello dell'esercito francese.
In un dispaccio del giornale Le Monde del 15 gennaio si apprende che « l'Unione Europea non vede perché deve continuare a finanziare l'Autorità palestinese visto che questa non è capace di presentare  una prospettiva politica all'altezza delle altre nazioni europee ».

Ma che cosa fa l'Unione europea per aiutare a costruire questa prospettiva politica?

Niente! Al contrario, essa continua i suoi privilegiati scambi economici con Israele, considerata quasi come un membro a pieno titolo, in violazione dell'articolo 2 del contratto di associazione, che prevede la sospensione di un membro colpevole di violazione dei diritti umani.

Chi può ancora fingere di ignorare la volontà di Israele di impedire la creazione di un Stato palestinese autonomo, sovrano in applicazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite?

Chi può ancora credere nella buona fede della UE e nel suo "aiuto" per contribuire creare questa costituzione?
La collusione sempre di più evidente fra la UE ed Israele è destinata a infiammare la collera giustificata delle i popoli civili....

L'UJFP invita tutti i sostenitori del diritto internazionale in Palestina e altrove, a dare impulso alla campagna di boicottaggio e disinvestimento in Israele, e alle sanzioni (BDS), per mettere la parola fine al blocco di Gaza, all'occupazione e alla liberazione di tutti gli i prigionieri ostaggi di Israele.  

Questa campagna è anche uno strumento di pressione sui governi europei,  poiché dimostrerà loro il rifiuto dell'opinione pubblica della liquidazione della Palestina.

In tutte le città in cui opera, la UJFP partecipate alle manifestazioni su questi obiettivi.

Il 6 febbraio 2010 alle 14h, a Parigi, la UJFP ha indetto una manifestazione, a partire dalla piazza della Repubblica.

Union juive française pour la paix (Unione Ebraica per la Pace)
24 janvier 2010

Body Scanner. Come funziona.

In questi giorni non si parla altro che di body scanner e sono tanti gli interrogativi sorti intorno a questo invasivo strumento di controllo che presto sarà installato anche in alcuni aeroporti italiani. Cerchiamo, allora, di dipanare un po’ i dubbi che assillano tanti viaggiatori sulla sicurezza di questi dispositivi. Principalmente esistono due tipi di scanner: gli scanner a onde millimetriche, che utilizzano onde radio ad alta frequenza, e gli scanner a retro-diffusione di raggi X che utilizzano raggi X a bassa energia.

Titolo originario: Che tipi di body scanner esistono e come funzionano?

BODY SCANNER A ONDE MILLIMETRICHE

BODY SCANNER A ONDE MILLIMETRICHE
  • Questo tipo di scanner (millimeter wave imaging technology) si basa sul fatto che i vestiti e gli altri materiali organici sono trasparenti ad alcune bande di frequenza radio ad altissima frequenza (onde millimetriche), nell’ordine del terahertz (THz, da cui il nome T-rays). Tali onde vengo emesse simultaneamente da due antenne rotanti che passano intorno al corpo e penetrano nel primo strato di vestiti. Vengono invece riflesse dalla carne umana o da altri oggetti presenti sul corpo e permettono di restituire un’immagine tridimensionale del corpo che viene visualizzata su un monitor remoto per essere analizzata. La persona deve entrare in una cabina e rimanerci per almeno 40 secondi.
    Le immagini ottenute con questo tipo di scanner sono estremamente dettagliate e con l’utilizzo di Photoshop possono diventare delle fotografie con colori realistici del corpo nudo della persona osservata.
    Secondo quanto sostenuto dall’American College of Radiology (ACR) la dose di raggi X ricevuta dagli scanner a onde millimetriche equivale a quella di una telefonata al cellulare di pochi minuti. Ma per quanto riguarda i bambini i parametri possono essere considerati gli stessi? Possono garantire una totale sicurezza per quando riguarda le donne incinta ed i bambini? 

    BODY SCANNER A RETRODIFFUSIONE DI RAGGI X
BODY SCANNER A RETRODIFFUSIONE DI RAGGI X
  • A differenza degli strumenti radiologici tradizionali a raggi X, in grado di misurare la differenza tra materiale duro e morbido a seconda della diversa trasmissione dei raggi nel materiale, questi dispositivi (Backscatter x-Ray) rilevano e misurano l’energia della radiazione riflessa indietro dal bersaglio. Allo stesso modo che negli scanner a onde millimetriche i raggi X attraversano i vestiti e vengono riflessi dal corpo umano o da oggetti appoggiati su di esso (backscattering). Questa tecnologia, al contrario degli scanner a onde millimetriche, rimanda un’immagine a due dimensioni e non tridimensionale. E’ per questo che negli aeroporti dotati di questo tipo di scan è necessario effettuare due scannerizzazione dell’individuo.
    Il sistema a raggi X è di fatto lo stesso che viene utilizzato normalmente per le radiografie con la differenza che i body scanner negli aeroporti utilizzeranno radiazioni ad energia molto bassa, in grado di oltrepassare i vestiti e poco più. Inoltre, i raggi rimbalzano all’indietro (backscattering) non appena entrano nel corpo umano.
Secondo quanto affermato dalla Transportation Security Administration (l’autorità aeroportuale statunitense) questi apparecchi non sarebbero in grado di conservare, stampare, trasmettere o salvare l’immagine, cosa che è però stata smentita dai membri dell’Electronic Privacy Information Center (Epic) che portano come prova le specifiche di costruzione contenute in un documento del 2008, sottoscritto proprio dalla Tsa. Queste dichiarazioni potrebbero confermare un serio problema di privacy legato a questi dispositivi, come molti ormai sostengono.
Altri, invece, puntano il dito sull’inefficacia di questi scanner. A parere di Ben Wallace, ex consulente della Qinetiq (la società di ricerca britannica apripista in fatto di scanner), questi dispositivi non sono in grado di intercettare le sostanze a bassa densità. Questo vuol dire anche plastica, polveri chimiche e liquidi.
Nel mondo i produttori di queste apparecchiature sono in numero esiguo. Tra essi figura anche un’azienda italiana, la Gilardoni di Mandello del Lario (Lecco), che produce Gen 2, un sistema inserito dal ministero della Difesa americano nella lista dei prodotti certificati per la sicurezza nazionale e l’anti-terrorismo.

Islanda. «Non pagheremo noi gli errori delle banche!»


Titolo originale:
Islanda. Un referendum per non pagare i debiti 
Di Anna Bono-giovedì 07 gennaio 2010
collaboratori@ragionpolitica.it
pubblicato su: RagionPolitica 


A dover fare i conti con il debito estero e con le sue scadenze non sono soltanto i paesi del cosiddetto Sud del mondo. All'estremo nord dell'Europa, l'Islanda, in bancarotta, ha contratto un debito di ben 5,7 miliardi di dollari con la Gran Bretagna e l'Olanda: a tanto ammonta il denaro sborsato a partire dal 2008 da questi due stati per risarcire i rispettivi cittadini - in tutto circa 400.000 risparmiatori - danneggiati dal fallimento della Icesave, una banca islandese on line travolta dal collasso finanziario dell'istituto di credito Landsbanki di Reykjavik.
In questi giorni il presidente islandese Olafur Grimsson avrebbe dovuto firmare la legge che consentirebbe di attingere ai fondi pubblici per restituire il denaro anticipato da Amsterdam e Londra, già approvata a dicembre dal Parlamento con 33 voti a favore e 30 contrari. Ma nel frattempo sono nati dei comitati che hanno organizzato vivaci manifestazioni di protesta e, per bloccare il provvedimento, è stata presentata una petizione al governo, sottoscritta in poco tempo da 60.000 persone pari a circa un quarto della popolazione dell'isola. «Non pagheremo noi gli errori delle banche», è lo slogan dei comitati: calcolato sul numero degli abitanti, il debito equivale a 12.000 euro per persona.
Così il 5 gennaio Grimsson ha deciso di non firmare la legge e di esercitare il proprio diritto di veto: «Il mio compito è garantire che la volontà del paese sia rispettata - ha annunciato - perciò ho deciso di sottoporre al giudizio del popolo la legge indicendo un referendum come previsto dalla costituzione». Benché il primo ministro Johanna Sigurdardottir disapprovi la decisione del presidente e assicuri l'impegno del governo a onorare i propri obblighi internazionali, se al referendum vinceranno i «no» si creerà una situazione complicata e imbarazzante che potrebbe compromettere la credibilità dell'Islanda e la sua possibilità di entrare nell'Unione europea. L'economia dell'isola, fondata sulle attività finanziarie e sulla pesca, verrebbe indebolita ulteriormente con conseguenze davvero gravi. «Devono pagare» è il laconico commento del ministro delle finanze britannico, Lord Myners, e del ministro dell'economica olandese, Wouter Bos.
In effetti, c'è da domandarsi perché. L'Unione europea e i singoli paesi che la compongono non fanno che cancellare i debiti esteri di stati peraltro incredibilmente ricchi di risorse naturali e, a differenza dell'Islanda, benedetti da climi che consentono due e persino tre raccolti all'anno. I governi creditori riversano quindi sui propri connazionali l'onore dei capitali persi e a quegli stessi stati concedono nuovi crediti rinnovando alle loro leadership politiche, economiche e finanziarie una fiducia che da decenni si dimostra assai poco meritata.
Tutto questo succede senza che i cittadini danneggiati si risentano. L'opinione pubblica europea è anzi in gran parte favorevole, convinta dalle continue campagne organizzate da associazioni e movimenti che chiedono la totale cancellazione dei debiti sostenendo essere un'ingiustizia e una malvagità esigerne il pagamento: si accrescono le difficoltà in cui già versano delle popolazioni prive di colpe - spiegano - e se ne rendono più incerte le prospettive di sviluppo economico e sociale.
La domanda, solo in apparenza provocatoria, è quindi: perché due pesi e due misure? Perché si condonano volentieri i debiti di nazioni come la Mauritania, il Ciad e la Repubblica Democratica del Congo e non quelli dell'Islanda? Se poi si considera la volontà degli abitanti degli stati indebitati, non è neanche detto che siano d'accordo.
Nell'ormai lontano 1996, ad esempio, il parroco di un villaggio dello Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo) informava i membri del suo Consiglio parrocchiale che dalla capitale Kinshasa era arrivato un documento da firmare per chiedere alle nazioni ricche di annullare il debito estero di quelle povere; anche il Papa - spiegò loro - stava intercedendo presso i governi creditori. Ma, con sua grande meraviglia, nessuno di essi volle firmare: «Se chiediamo l'annullamento di questo debito e l'otteniamo - spiegarono dopo averci pensato un po' su - le nazioni del Nord continueranno a inviarci aiuti che continueranno senza dubbio ad aumentare la ricchezza dei nostri capi e noi non vedremo nulla». Decisero, invece, di scrivere ai paesi ricchi chiedendo loro di aiutare lo Zaire a cambiare i suoi leader. In Italia la loro lettera fu pubblicata nel gennaio del 1997 sulla rivista Mondo e Missione. Finora nessuno li ha ascoltati.

BODY SCANNER ART

Titolo originale:  
di Michel Abbatangelo 


Credit

Se qualcuno ha ancora dei dubbi sui nuovi apparati di sicurezza negli aeroporti, che il Ministro Maroni vuole con tanta sollecitudine a dispetto del fatto che la Comunità Europea,Bruxelles ha detto che per il momento non se parla, con queste immagini avrà quello che si merita!

Questo anonimo artista si limita a modificare i parametri di questi marchingegni e ne ricava le immagini che voi vedete,a secondo della profondità dello scanner si rivela nella sua interezza ogni dettaglio del corpo umano,successivamente non ha che inserire i dati in un comune software come photoshop o altri ancora più sofisticati ed il giochetto è fatto.

In una delle immagini si capisce chiaramente l'intervento manuale del ritocco ma in altre vedrete le di un realismo sorprendente.

Cioè avremo putacaso se da quelle parti è passata Penelope Cruz o Stoya, una sua "radiografia" manipolabile a piacere e di li a poco come si sa finirà nel web,i n internet a disposizione delle folle Voyeurs, papale papale i guardoni del XXI° secolo!

Che poi mica mi dispiace più di tanto perché con la scomparsa del privato scomparirà anche il peccato...utopiche fantasie certo.

USA: riferimenti biblici sulle armi! Musulmani inferociti


USA: des références bibliques sur des armes mettent les musulmans en colère
traduzione di Giuditta


WASHINGTON - Un reportage televisivo ha rivelato che del materiale utilizzato dai militari degli Stati Uniti riportava dei riferimenti biblici nascosti fra i numeri di serie. La notizia ha provocato l'ira della comunità musulmana americana.

Il Consiglio musulmano degli affari pubblici MPAC (Muslim Public Affairs Council) ha chiesto al segretario alla Difesa Robert Gates, di ritirare immediatamente le attrezzature con i riferimenti biblici utilizzati in combattimento.
Questa reazione è il seguito di un'inchiesta della rete televisiva ABC su 800.000 mirini venduti all'esercito americano dalla società Trijicon, con sede nel Michigan.
ABC ha rivelato che i numeri di serie nascondono riferimenti biblici.

Così, per esempio, 2Cor4:6 si riferisce alla seconda Lettera ai Corinzi nel Nuovo Testamento.
Il brano in questione è il seguente: “Il Dio che disse Splenda la luce fra le tenebre è quello che risplende nei nostri cuori, per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo”
Allo stesso modo, JN8:12 si riferirebbe al passaggio del Vangelo di San Giovanni in cui Gesù dice: "Io sono la luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita ".

Trijicon ha riconosciuto l'esistenza di tali riferimenti codificati, spiegando che non sono illegali.
Ma per il direttore del MPAC, Haris Tarin, "Il fatto che le attrezzature militari riportino riferimenti alla Bibbia è una violazione degli ideali e dei valori fondamentali su cui il nostro paese è stato fondato."
"Peggio ancora," ha detto in una nota, "questo fornisce pretesti alla propaganda degli estremisti che sostengono che sia in atto una crociata contro l'Islam guidata dagli Stati Uniti."
Per di più, a Londra, i funzionari del ministero della difesa britannico hanno riferito che un ordine di 400 di questi mirini era stato fatto alla società statunitense Trijicon, ma ha sottolineato che non erano a conoscenza del significato biblico dei numeri di serie.
Il Partito Liberal Democratico (all'opposizione) ha criticato l'ordine, sottolineando che i talebani potrebbero utilizzare la notizia "come elemento di prova per convincere i propri sostenitori che noi occidentali siamo impegnati in una guerra di religione tra cristianesimo e Islam, " secondo il suo portavoce che si occupa della difesa.

Haiti. Un terremoto artificiale provocato dagli USA?


Bush: "Non serve acqua, non servono coperte, inviate solo denaro contante."




Les Etats Unis ont-ils provoqué le tremblement de terre à Haiti ?
su Voltairenet.org
Traduzione di Giuditta.

Secondo Russia Today, il presidente del Venezuela, Hugo Chávez Frías, ha dichiarato che è possibile che gli Stati Uniti abbiano provocato la serie di terremoti, della scorsa settimana, nei Caraibi, tra cui quello che ha colpito Haiti. 
Secondo ViveTv, è l'armata russe che ha parlato di questa possibilità. In ogni caso, Venezuela, Bolivia e Nicaragua hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza. 
La commissione dovrebbe esaminare queste accuse, e l'invasione "umanitaria" di Haiti da parte delle truppe statunitensi.

Nota del redattore: Il seguente articolo è stato scritto e pubblicato da ViveTV, una televisione pubblica venezuelana. Il video è stato trasmesso da Russia Today  una televisione pubblica russa.   

Stranamente, la fonte TV venezuelana indica come fonte delle sue accuse l'esercito russo, mentre la televisione russa indica come origine delle stesse accuse il presidente Chavez.

(Nota del traduttore: Prima di leggere questo articolo vi consiglio di leggere questo: "The quake machine". L'arma sismica.)

Una relazione della Flotta russa del Nord rivelerebbe che il terremoto che ha devastato Haiti è inequivocabilmente "il risultato di un test, da parte della U. S. Navy, della sua arma sismica".

La Flotta del Nord osserva i movimenti e le attività navali degli americani nei Caraibi, dal 2008 quando gli Stati Uniti hanno annunciato la loro intenzione di ricostruire la Quarta Flotta che fu sciolta nel 1950. La Russia aveva reagito un anno più tardi, riprendendo nella regione le esercitazioni della propria flotta, di cui fa parte l'incrociatore atomico lancia-missili Pietro il Grande, esercitazioni sospese dopo la fine della Guerra Fredda.
Dalla fine degli anni '70, gli Stati Uniti hanno enormemente migliorato la ricerca sulle armi sismiche.
Secondo questo rapporto russo, al giorno d'oggi gli USA utilizzano generatori di impulsi, al plasma e a risonanza, in tandem con bombe Shockwave (a onde d'urto)[1]

Il rapporto mette a confronto due esperimenti condotti dalla U.S. Navy la settimana scorsa: un terremoto di magnitudo 6,5 vicino alla città di Eureka, California, che non ha fatto vittime, e il terremoto dei Caraibi che ha fatto almeno 140 000 morti.

Come spiega il rapporto, è molto probabile che la U.S. Navy fosse pienamente consapevole dei danni che questa esperienza poteva provocare ad Haiti.
Per questo, la U.S. Navy aveva inviato in anticipo sull'Isola una postazione al comando del generale P.K. Keen, comandante in seconda del SouthCom (Southern Command), per sorvegliare le possibili operazioni di soccorso. [2]
Per quanto riguarda l'obiettivo finale di questi esperimenti, dice il rapporto, si tratterebbe della pianificazione della distruzione dell'Iran per mezzo di una serie di terremoti al fine di neutralizzare l'attuale governo islamico.
Secondo il rapporto, il sistema sperimentale degli Stati Uniti Haarp (High Frequency Active Auroral Research Program) permetterebbe inoltre di creare delle anomalie climatiche al fine di provocare inondazioni, siccità e uragani. [3]

Secondo un precedente rapporto, i dati disponibili coincidono con quelli del terremoto di magnitudo 7,8 sulla scala Richter che si è verificato nel Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008, provocato ugualmente dalle onde elettromagnetiche di HAARP.

Sono state osservate delle correlazioni tra l'attività sismica e la ionosfera di HAARP:

1. I terremoti in cui la profondità è linearmente identica nella stessa faglia, sono provocati da una proiezione lineare di frequenze indotte.

2. Dei satelliti coordinati fra loro consentono di generare delle proiezioni, concentrate, di frequenze in punti specifici (detti Seahorse).

3. Un diagramma mostra che i terremoti considerati artificiali si propagano linearmente alla stessa profondità:

Località
Data
Profondità
Venezuela
08 gennaio 2010
10 km
Honduras
11 gennaio 2010
10 km
Haiti
12 gennaio 2010
10 km

Anche le repliche sono state osservate a circa 10 km di profondità.

Dopo il terremoto, il Pentagono ha annunciato che la nave ospedale USNS Comfort, ancorata a Baltimora, ha ordinato al suo equipaggio l'imbarco e ha fatto rotta verso Haiti, nonostante  sertvano alcuni giorni per raggiungere la meta.
L'ammiraglio Mike Mullen, capo di stato maggiore, ha detto che le Forze Armate degli Stati Uniti stava preparando un'emergenza per questa calamità.
Il generale Douglas Fraser, comandante in capo del SouthCom, ha dichiarato che alcune navi della Guardia Costiera e della Navy sono stati inviate sul posto, nonostante avessero del materiale e degli elicotteri in numero limitato.
La portaerei USS Carl Vinson è partita da Norfolk (Virginia), con una dotazione completa di aerei ed elicotteri. E 'arrivata ad Haiti il pomeriggio del 14 gennaio, ha detto Fraser. Ulteriori gruppi di elicotteri si aggiungeranno al Carl Vinson, ha continuato.

L'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), era già sul posto ad Haiti prima del terremoto.
Il presidente Obama è stato informato del terremoto alle 17 e 52 del 12 gennaio, e ha ordinato l'invio dei soccorsi per il personale della sua ambasciata e gli aiuti necessari alla popolazione.
Secondo il rapporto russo, il Dipartimento di Stato, l'USAID e il SouthCom hanno iniziato l'invasione umanitaria impiegando 10 000 soldati e mercenari, al posto dell'ONU, per il controllo del territorio di Haiti dopo il "devastante terremoto sperimentale".

Fonte RUSSIA TODAY

Note:
[1] "Les armes sismiques" (le armi sismiche) di Jean-Pierre Petit. Traduzione: "The quake machine". L'arma sismica.

[2] Ufficialmente le force US erano in postazione intorno Haiti per una esercitazione militare che simulava ... un intervento umanitario in Haiti. « Defense launches online system to coordinate Haiti relief efforts », di Bob Brewin, Govexec.com, 15 gennaio 2010.
"Lunedì, Jean Demay, direttore tecnico DISA per l'agenzia Transnational Information Sharing, si trovava per caso presso la sede del Comando Sud degli Stati Uniti a Miami per un test del sistema con una simulazione di una fornitura di aiuti ad Haiti in caso di un "uragano". Dopo il terremoto di Martedì, Demay ha ordinato alla SOUTHCOM di sostenere gli sforzi di soccorso per Haiti."

[3] "Le Programme HAARP : science ou désastre ?" (Il programma HAARP: scienza o disastro?) di Luc Mampaey,  Gruppo di ricerca e d'informazione sulla pace e la sicurezza (Bruxelles, 1998).



Fonte ViveTv (Venezuela)

UE, Grecia e il destino dell'Euro


La voce grossa dell'UE contro la Grecia nasconde il destino segnato dell'Euro

21 gennaio 2010 (MoviSol) - Il modo in cui l'Unione Europea sta gestendo la crisi finanziaria greca ricorda la dinamica di un'automobile che finisce sul ghiaccio. Una volta iniziato a slittare, qualsiasi cosa faccia il guidatore, col volante, l'acceleratore o il freno, accelererà o aggraverà l'unico esito possibile del testacoda: uno schianto. E così l'UE, minacciando la Grecia di multe, negando gli aiuti finanziari ed esigendo un'austerità feroce, peggiora la crisi e incoraggia l'esito che teme maggiormente: un'insolvenza sovrana che porterà allo sfascio del sistema dell'Euro.
Quando Fitch ha declassato il debito greco a BBB+, segnalando la possibilità di un'insolvenza sovrana, gli investitori internazionali hanno iniziato a vendere titoli greci, scatenando le scommesse al ribasso degli hedge funds. Poi, il presidente della BCE Jean-Claude Trichet ha fatto la voce grossa, dichiarando che la Grecia non deve attendersi alcun trattamento speciale, così provocando un'altra caduta dei titoli greci. Il tutto si risolve in un aumento dei costi di rifinanziamento, aumentando la difficoltà di ridurre il deficit. Mentre Trichet chiede tagli brutali della spesa sociale e la Commissione UE accusa il governo greco di ostacolare una verifica dei conti pubblici, un team del governo tedesco è alacremente alla ricerca di una scappatoia giuridica che permetta un salvataggio della Grecia.
Come ha dichiarato Marco Annunziata di Unicredit, l'UE sta giocando al rialzo, esercitando enormi pressioni sulla Grecia per operare i tagli al bilancio, mentre allo stesso tempo sta preparando un salvataggio in caso di emergenza.
Il Presidente del Movimento Solidarietà tedesco (BüSo), Helga Zepp LaRouche, ha descritto il dilemma dell'UE il 16 gennaio: "Se l'UE non concede aiuti alla Grecia, questa potrebbe dichiarare insolvenza e uscire dall'UME". Reintroducendo una moneta nazionale, la Grecia guadagnerebbe spazio di manovra, perlomeno a breve termine. Ma un'uscita della Grecia dall'Eurozona avrebbe conseguenze devastanti per l'Euro, aumentando drammaticamente i costi di finanziamento degli altri paesi ad alto debito, come la Spagna, il Portogallo, l'Irlanda e l'Italia. Prima o poi altri seguirebbero la Grecia, segnando la fine della moneta unica.
D'altro canto, "se l'UE o il governo tedesco trovano un modo per dare aiuti finanziari alla Grecia, ciò segnerà un precedente e gli altri paesi ad alto debito chiederanno lo stesso trattamento. Non è dato sapere quanto il contribuente tedesco sia disposto a sopportare".
Il pericolo di uno sgretolamento dell'Euro ha spinto la Banca Centrale Europea a commissionare uno studio sulle conseguenze legali della decisione di un membro singolo dell'UE di uscire dall'Euro. Questo studio, visionato dal Telegraph, è un esempio magistrale di come funzioni il sistema giuridico neofeudale dell'UE. Esso sostiene che se uno stato abbandona l'Euro sarà automaticamente espulso dall'UE.
"L'autore", scrive il Telegraph del 18 gennaio, "fa una serie di affermazioni contorte, gesuitiche e maligne, come fanno spesso i legali dell'UE". Mezzo secolo di unione sempre più stretta avrebbe creato un "nuovo ordine giuridico" che trascende un "concetto di sovranità largamente obsoleto" e impone una "limitazione permanente" sui diritti degli stati. L'autore sostiene che l'uscita dall'eurozona comporta l'espulsione dall'Unione Europea. Tutti i membri dell'UE devono far parte dell'Unione Monetaria, tranne la Gran Bretagna e la Danimarca che hanno ottenuto i cosiddetti "opt-out".
Sono argomenti ovviamente mirati all'opinione pubblica greca, per convincerla ad accettare sacrifici incredibili per restare nell'UE, dove la Grecia è ricevitore netto. Però la loro efficacia è dubbia, specialmente alla luce del fatto che i sacrifici richiesti peggioreranno le cose.
"Se la Grecia e altri paesi ad alto debito", scrive Helga Zepp LaRouche, "sono costretti a fare i tagli e allo stesso tempo a onorare i debiti, ciò accelererà il loro declino. Dal punto di vista della Tripla Curva di Lyndon LaRouche, ciò condurrebbe ad un'ulteriore, drammatica caduta dei valori che hanno a che fare con la produzione fisica, con l'occupazione e le capacità industriali e agricole. Allo stesso tempo, la curva che descrive la crescita dei titoli monetari si impennerebbe ulteriormente verso l'alto, accelerando un'esplosione di iperinflazione come nella Germania del 1923".
Helga Zepp LaRouche ricorda che ella fu tra coloro che fin dall'inizio si opposero all'abbandono della sovranità monetaria e al ricatto imposto sulla Germania per la riunificazione nel 1989. Tra le conseguenze di quell'accordo, non solo la Germania è stata costretta a finanziare "obliquamente" tutti gli altri membri dell'UE, tramite la moneta unica, ma anche ad adottare l'ideologia verde anti-scientifica imposta dall'Unione Europea. "Se l'attuale politica UE non viene sostituita con una politica industriale ragionevole, orientata alla scienza", ad esempio abbandonando la fobia anti-nucleare, le nazioni atlantiche "saranno popolate da cavernicoli", mentre le nazioni del Pacifico, che oggi applicano "quelli che una volta erano i valori delle nazioni industriali europee", si svilupperanno e plasmeranno il XXI secolo.
La presidentessa del BüSo chiede di "tornare all'Europa pre-Maastricht, o meglio ancora, all'Europa delle Patrie, delle repubbliche sovrane", e di "reintrodurre un sistema di cambi stabili, che è comunque necessario". "Solo se l'attuale sistema in bancarotta irreversibile verrà sostituito da un sistema di credito e se verrà ricostruita l'economia fisica, le nazioni europee avranno la possibilità di riprendere il destino nelle proprie mani. Si ascoltino, ora, le soluzioni offerte da coloro che hanno avuto ragione con i loro avvertimenti".
 

Totalitarismo all'Italiana




La Cina è vicina: attacco al web all'italiana
MATRIXREVOLUTIONS2
21 gennaio 2010

Ecco unaltra legge ad personam di Berlusconi molto pericolosa per la rete.
Riceviamo questo post con la speranza che tutti si diano da fare per diffonderlo.

Internet. L'Italia di Silvio Berlusconi

Una legge liberticida e delirante!
Monsieur Berlusconi ha calcolato le conseguenze?


Marketing. Chi la fa l'aspetti!



Guardare il video in alta definizione

Descrizione:

Derren Brown convoca due pubblicitari nel suo ufficio e li sfida ad ideare un cartellone pubblicitario per una società di tassidermia, in 30 minuti.
Mette una busta sigillata sulla tavola, e li lascia lavorare.
30 minuti più tardi ritorna e apre la busta, e i due pubblicitari si rendono conto che quello che hanno ideato è esattamente la stessa pubblicità di quella che si trovava nella busta.

Derren Brown è un indovino? Oppure....

Attacco alla rete





Sciopero della fame contro la politica xenofoba del governo italiano



SCIOPERO DELLA FAME, RISCHIA LA VITA SHUKRI SAID

di Susanna ambivero

Vengono definite dai medici “gravi e preoccupanti” le condizioni di Shukri Said, attrice, collaboratrice dall'Italia del quotidiano spagnolo El Pais e portavoce dell'associazione 'Migrare', ora ricoverata in un ospedale romano per un malessere dovuto allo sciopero della fame che dura ormai da venti giorni.
La donna protesta per chiedere che il governo, se proprio non vuole adottare una vera politica di integrazione, quantomeno rispetti la legge Bossi-Fini e conceda il rinnovo del permesso di soggiorno nei venti giorni che la norma stessa prevede come limite massimo.
Questa grave mancanza amministrativa causa un enorme danno agli immigrati che a fronte delle tre settimane previste sono solitamente costretti a sopportare un limbo di quasi un anno di attesa per una qualsiasi risposta burocratica. Un periodo durante il quale tutti i propri diritti vengono sospesi, è impresa disperata poter lavorare legalmente, non possono ricevere cure ospedaliere, si deve temere ad ogni controllo dei documenti da parte delle autorità che con una mano li pretende e con l'altra li nega.

Ora Shukri sta rischiando la vita ma ottusamente la notizia della sua protesta viene ignorata da tutti i media italiani, lei ha fatto appello al ministro dell’interno Roberto Maroni, al presidente della repubblica Giorgio Napolitano, ma l'hanno ignorata.
Non è rimasta altra scelta che rivolgersi all'Unione Europea e riporre li la fiducia dato che lo stato italiano da tempo questa fiducia l'ha tradita.

Vaccini. Ecco il contratto segreto tra Ministero della Salute e Novartis


Altreconomia

Scanner. Studiare il cervello per vendere di più


Titolo originale:
Scanner les cerveaux pour mieux vendre
su Le Monde Diplomatique

Numerosi media, spinti dalle difficoltà economiche - in parte dovute alla diminuzione degli introiti pubblicitari -, fanno di tutto per sedurre gli inserzionisti. I responsabili della «nuova formula» di Libération, per esempio, hanno ammesso che questo obiettivo fa parte del loro progetto. Ma i pubblicitari non si accontentano di più pagine sui giornali e di più tempo in onda: vogliono entrare nei cervelli dei loro bersagli. E pensano che la scienza glielo permetta.

di MARIE BÉNILDE*
(Traduzione di E. G.

SI RACCONTA che, nell'ottobre 1919, Vladimir Ilich Uljanov, detto Lenin, abbia fatto visita al fisiologo Ivan Pavlov per sapere in che modo i suoi lavori sui riflessi condizionati potessero contribuire alla concezione dell'«uomo nuovo» che allora i bolscevichi erano impegnati a costruire. Lo scienziato avrebbe potuto essere utile alla propaganda del regime associando, mediante stimoli esterni, le pulsioni istintive ai meccanismi di trasformazione collettiva.
In realtà Pavlov non fu di alcun aiuto ai bolscevichi, ma questo aneddoto, vero o falso che sia, mostra l'esistenza di un fantasma che ha abitato il XX secolo: quello di impossessarsi delle menti manipolando l'inconscio, per vincere ogni resistenza critica dovuta al semplice uso della ragione. Da allora, una propaganda viene giudicata efficace se capisce che un messaggio viene assimilato meglio quanto più il destinatario è psicologicamente condizionato a introiettarlo e a farlo proprio.
Le società democratiche hanno bandito dal proprio linguaggio la parola «propaganda», attribuita oggi solo ai regimi totalitari. Tuttavia, l'analisi del cervello a scopi di mercato e la conseguente manipolazione delle masse mostrano che la società del consumo non ne è poi così distante. Torna in mente la famosa frase di Patrick Le Lay, presidente di Tf1, il quale, nel 2004, ammetteva che la sua rete televisiva cercava di vendere a Coca Cola «tempo del cervello umano disponibile».
La scelta di questa marca - partner privilegiato di Tf1, come dimostra la diffusione un anno prima di uno spot pubblicitario, trasmesso per più di duecento volte sul suo canali - non è affatto casuale.
Nell'estate del 2003, Read Montague, un neurologo alla Baylor università di medicina, a Houston, ha mostrato che, i risultati di un test in cui i soggetti bevevano senza vedere il marchio, erano più favorevoli al concorrente Pepsi, ma cambiavano appena la bevanda veniva identificata chiaramente come Coca Cola. I partecipanti all'esperimento dichiaravano allora di preferire la bibita a colori rosso e bianco.
E così venne dimostrata la superiorità della marca considerata un campione del branding, la tecnica che mira a declinare un logo sul maggior numero possibile di supporti, cioè a inserirsi nei contenuti (film, serie televisive). Per stabilire il nesso tra l'immagine della marca e lo stimolo del cervello, lo scienziato si è servito di una macchina fino ad allora usata per fini medici, per individuare per esempio i tumori o i traumi cerebrali: la risonanza magnetica (Irm).
Seguendo l'attività cerebrale dei suoi pazienti, Montague ha notato che la regione specifica del cervello che veniva sollecitata alla vista di una marca, la corteccia prefrontale mediana, faceva appello alla memoria e svolgeva un ruolo importante nel processo cognitivo.
Al contrario, il test gustativo al buio riguardava l'area cerebrale detta del «putamen ventrale», legata alla nozione di piacere. Fin dall'aprile 2004, l'università di medicina Baylor organizzava a Houston il primo simposio mondiale dedicato alle applicazioni della grafica neuronale nel marketing.
Tre anni prima, ad Atlanta, sede della Coca-Cola, l'istituto Brighthouse, fondato dal pubblicitario Joe Reyman, costituiva un gruppo di valutazione incaricato di commercializzare per il marketing gli insegnamenti tratti dalle neuroscienze. Il suo direttore scientifico, Clint Kilts, arrivava alle stesse conclusioni del collega di Houston, localizzando nella corteccia prefrontale mediana la zona cerebrale reattiva alle immagini pubblicitarie. Ma osservava che questa reazione è tanto più significativa quanto più il soggetto s'identifica con l'immagine del prodotto, ed è portato a pensare «sono proprio io» (1). La famosa regione-chiave del neuromarketing è infatti associata all'immagine di sé e alla conoscenza intima che si ha di se stessi (così, i pazienti la cui corteccia prefrontale mediana è danneggiata a seguito di un incidente soffronto spesso di disturbi della personalità). Come spiega Annette Schäfer, nella rivista Cerveau & Psycho, «ecco dunque il motore del commercio. La corteccia prefrontale mediana ci fa amare ciò che amano gli altri. Riuscire a stimolarla potrebbe quindi essere un obiettivo precipuo di una perfetta campagna pubblicitaria (2)».
È anche, per gli agenti del «neuromarket», l'oro bianco di un'alchimia perfetta: l'opera-zione che consiste nel trasformare l'amore di sé in quanto tale - il narcisismo - nell'amore di sé in quanto altro: un bersaglio pubblicitario.
Secondo Olivier Oullier, ricercatore in neuroscienze all'università Florida Atlantic, esiste attualmente una sessantina di aziende nel mondo che utilizza le tecniche del neuromarketing (3). Tuttavia, queste aziende sono molto discrete in merito agli esperimenti realizzati, per timore di sollevare una marea di rimproveri nell'opinione pubblica.
Nel 2003, una di queste, DaimlerChrysler, ha affidato al centro ospedaliero di Ulm, in Germania, il compito di analizzare i cervelli di una dozzina di uomini che guardavano le immagini di automobili di lusso.
Desiderio sessuale e voglia di merce ALLORA, È APPARSA l'importanza del «nucleo accumbens», zona legata al sentimento di ricompensa. È venuto fuori che l'oggetto di consumo può essere assimilato a un oggetto di desiderio attraverso un vero e proprio processo di personificazione. «Quando guardavano le automobili, questo gli ricordava i volti,i fari assomigliavano un po' a degli occhi», descrive Henrik Walter, psichiatra del centro ospedaliero di Ulm, a proposito di quei «pazienti» di tipo un po' particolare (4). I pubblicitari vi hanno visto la conferma di un'intuizione: negli spot bisogna rinforzare la correlazione istintiva tra desiderio sessuale e pulsione di acquisto «Il consumatore deve poter sentire la marca, aggrapparvisi come un amante», afferma, senza ironia, il presidente direttore generale di Saatchi & Saatchi, Kevin Roberts (5).
Bisogna prendere sul serio tali imprese di convalida scientifica della pubblicità? Sta di fatto che esse hanno il merito, agli occhi dei professionisti, di garantire maggiormente la diffusione di messaggi pubblicitari sui media, nell'epoca in cui internet permette, un clic dopo l'altro, di seguire passo passo il comportamento del consumatore.
Il neuromarketing nasce così dall'incontro tra gli industriali desiderosi di legittimare all'interno le proprie spese per la comunicazione, delle agenzie di pubblicità desiderose di valorizzare il loro apporto (l'agenzia Bbdo di Düsseldorf lavora così sul concetto di brainbranding, che mira a determinare come certe marche entrino nella memoria episodica del cervello) e dei grandi media preoccupati per il peso crescente dei nuovi vettori di comunicazione.
Tf1 non conduce ancora esperimenti di laboratorio basati sullo scanner.
Ma il Sindacato nazionale della pubblicità televisiva, presieduto da Claude Cohen, peraltro presidentessa di Tf1 Pubblicità, s'interessa da poco a ciò che chiama i «meccanismi memoriali non coscienti».
Attraverso l'istituto privato Impact Mémoire, che s'ingegna per trarre profitto dalle «tecniche di grafica funzionale cerebrale», ha condotto un esperimento su centoventi persone con il pretesto di testare la loro prontezza visiva. Mentre le cavie s'impegnavano a individuare dei quadratini verdi sullo schermo del loro computer, venivano diffuse ininterrottamente delle pubblicità su un televisore in bell'evidenza.
In parallelo, lo stesso esperimento veniva realizzato con degli spot radiofonici e dei manifesti.
Logicamente, ad aver ottenuto il miglior risultato di memorizzazione inconscia dei messaggi pubblicitari è stato il media che aveva associato suono e immagine. Un test che avrebbe potuto realizzare il signor di La Palice e che farebbe sorridere se non fosse stato accompagnato da un discorso pseudoscientifico gravido di conseguenze. Nel novembre 2003, durante una «Settimana della pubblicità», il cofondatore d'Impact Mémoire, Bruno Poyet, ne ha riassunto gli argomenti. Secondo lui, «l'attenzione è necessaria a una buona ritenzione mnesica. Una buona connotazione emotiva accentua l'attenzione. Un'importante carica emotiva genera la secrezione di certe sostanze dall'amigdala, che favoriscono la memorizzazione (6) ».
È questo contesto «emotivo», favorevole alla pubblicità destinata alla casalinga sotto i 50 anni, che Tf1 cerca di elaborare attraverso i suoi programmi. Ancora nel novembre 2003, il canale televisivo faceva apparire sulla stampa specializzata un annuncio in cui vantava le sue gallerie pubblicitarie dove figurava un cervello circondato da una banda video accompagnata da un commento eloquente: «Uno schermo piazzato nel mezzo di un programma di Tf1 ottiene 23 % di memorizzazione supplementare». Il neurologo Bernard Croisile, e cofondatore d'Impact Mémoire, ricorda che, se «non esiste alcuno studio che consenta di provare che il contenuto di una trasmissione condizioni la risposta alle pubblicità che seguiranno (...), quel che si può dire è che quando ci si trova in una situazione emotiva positiva, si ricordano meglio gli elementi positivi,così come i depressi assimileranno meglio le informazioni negative (7)». Si tratta quindi di offrire al telespettatore la sua dose di emozione piacevole, prima di uno spettacolo di puro divertimento o dopo un telegiornale in cui domini la carica emotiva dell'esperienza vissuta, piuttosto che la trama «deprimente» di un discorso critico.
L'implicazione delle neuroscienze - o delle sue mutazioni - nelle industrie della pubblicità ha così dei bei giorni davanti a sé. Nel marzo 2007, il leader mondiale della pubblicità, Omnicom, ha lanciato in Francia l'agenzia del consiglio nel campo dei media, Phd. Questa rete, nata nel Regno unito, s'appoggia su un ordinatore di neuroplanning messo a punto a partire da studi realizzati grazie alla risonanza magnetica (Irm) dalla società Neurosense. Intende indicare alle marche le zone del cervello da stimolare in funzione degli obiettivi delle loro campagne e dei media utilizzati. Dal canto suo, Impact Mémoire è intervenuto questo stesso anno per conto della regia pubblicitaria del gruppo Lagardère per permettere agli inserzionisti di ottimizzare la memorizzazione delle loro campagne in funzione della combinazione di diversi media e della ripetizione dei messaggi. La conoscenza intima del cervello del consumatore non può che incitare le imprese, e i loro committenti pubblicitari, a superare gli spazi che gli sono abitualmente devoluti per comunicare. Le condizioni di ricettività di una marca sono in effetti giudicati tanto più ottimali quanto meno il «bersaglio» è consapevole di essere preso di mira. È ciò che spiega lo sviluppo dell'advertainment, quell'incrocio ibrido di pubblicità e di divertimento di cui la partita Francia-Argentina, allo Stadio di Francia, durante la coppa del mondo di rugby, ha dato un esempio recente. Delle giovani indossatrici in sottoveste si sono messe a danzare sui gradini sotto gli occhi attenti delle telecamere di Tf1: si trattava di una «creazione» dell'agenzia pubblicitaria Fred-Farid-Lambert, affiliata al gruppo Bolloré, per la marca Dim.
Nella creazione audiovisiva, piazzare prodotti al cuore dei contenuti fa furore allo stesso modo, come testimonia l'apparizione di contratti globali che legano produttori, diffusori e inserzionisti. Nel 2001, il produttore di detersivi Procter & Gamble ha concluso un accordo da 500 milioni di dollari con il gruppo Viacom e il suo canale Cbs, per introdurre i suoi prodotti nelle sceneggiature. Quattro anni dopo, è stato il turno di Volkswagen di investire 200 milioni di dollari per piazzare le sue automobili nei film degli studi Universal e del canale dello stesso gruppo Nbc. Nel 2005, anche la filiale francese della centrale di acquisto di spazi Aegis ha creato Carat Sponsorship Entertainment per integrare la pubblicità nei programmi e farla accettare meglio dal consumatore. Nel 2007 è stata imitata dalla filiale Havas Entertainment.
Se il Consiglio superiore dell'audiovisivo è ancora tenuto a vigilare affinché venga impedita ogni pubblicità occulta, la trasposizione nella legge francese della direttiva auropea «Televisione senza frontiere», annunciata per il 2008, promette però di autorizzare definitivamente la collocazione dei prodotti sul piccolo schermo, come negli Stati uniti. Il limite quotidiano di dodici minuti di pubblicità su una durata di un'ora dovrebbe essere per la stessa occasione reso più elastico, in modo da permettere una maggiore diffusione di intervalli pubblicitari durante le fasce di forte ascolto. Parallelamente, fioriscono delle trasmissioni - come «Question maison» (France 5) o «Du côté de chez vous» (Tf1) - che devono la loro esistenza solo all'arrivo della marca Leroy Merlin nella produzione di contenuti. Certo, l'inconscio del telespettatore non è apertamente rivendicato. Ma dietro il telespettatore, è ancora e sempre il consumatore a essere preso di mira. Per stimolare degli automatismi pavloviani di trasformazione collettiva? No, si tratterà soltanto di una banale stimolazione di vendita...


note:
* Giornalista, autrice di On achète bien les cerveaux. La publicité et les médias, Raisons d'agir, Parigi, 2007.
(1) Cfr. «There is a sucker born in every medial prefrontal cortex», The New York Times Magazine, 26 ottobre 2003.
(2) «Vous avez dit neuromarketing?», Cerveau & Psycho, n. 7, Parigi, settembre-novembre 2004.
(3) Cfr. «Neuromarketing: les bases d'une discipline nouvelle», 20 febbraio 2007, www. journaldunet.com
(4) The New York Times Magazine, op. cit.
(5) Stratégies, Issy-les-Moulineaux, 11 novembre 2004.
(6) Si veda il sito dell'Association des agencesconseils en communication : www.aacc.fr
(7) Stratégies, Issy-les-Moulineaux, 7 ottobre 2004.
(Traduzione di E. G.)