"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Fuga da ... Atene

IL DEBITO, LA DISOCCUPAZIONE E LA POVERTÀ STANNO PROVOCANDO UNA RIVOLTA SENZA FINE E LA FUGA DI MIGLIAIA DI PERSONE IN CERCA DI UNO STILE DI VITA PIÙ SOSTENIBILE FUORI DALLA CAPITALE
DI
HELENA SMITH Guardian.co.uk

LA CRISI GRECA OBBLIGA MIGLIAIA DI ATENIESI ALLA MIGRAZIONE NELLE CAMPAGNE

Nelle colline dell’Arcadia, in una casa di pietra in cima a questo villaggio che sorveglia i pascoli verdi e la valle al di sotto, un gruppo di giovani ateniesi si sta impegnando nel ricostruirsi una vita.
Fino a poco tempo fa Andritsaina non era nelle aspirazioni dei greci che vivevano in città. "Ma questo," ci dice Yiannis Dikiakos, "prima che Atene non si trasformasse nel calderone esplosivo che è adesso. Un giorno ci siamo svegliati e ci siamo detti che non ne potevamo più. Volevamo vivere la vera Grecia e la volevamo vivere da qualche altra parte."
Dopo aver stipato le proprie cose in una Land Rover e in una roulotte, l’uomo d’affari ha percorso i 250 chilometri che lo separavano da Andritsaina lo scorso mese. Mentre stava attraversando villaggi pieni di edifici in rovina e di case vuote, lungo strade che hanno scavato la propria via tra fiumi e burroni, non si è guardato dietro le spalle.
"Atene ha tradito i giovani. Non ha più niente da offrirgli. I nostri politici sono degli idioti… ci hanno davvero scocciato", ci ha detto Dikiakos, che sarà presto seguito da dieci amici che hanno anche loro deciso di scappare dalla capitale.
Fanno parte di una migrazione interna, migliaia di greci che cercano conforto nelle aree rurali mentre il paese stritolato dal debito è alle prese con la sua più grave crisi economica dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
“È una decisione difficile ma le persone la stanno prendendo ugualmente", ci ha detto Giorgos Galos, un insegnante di Proti Serron nelle grandi pianure della Macedonia, nel nord della Grecia. "Ci sono due coppie che sono venute qui e conosco molte persone a Salonicco che vogliono tornare nei loro villaggi. La crisi li sta divorando ed è difficile riuscire ad affrontarla. Se ci fosse un minimo di supporto o di incoraggiamento da parte dello Stato, il piccolo flusso si trasformerebbe in una marea perché qui costa tutto molto meno."

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