"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Vota SI! L'acqua non si vende!

3 commenti:

Andrea ha detto...

Io sono daccordo col fatto che l'acqua sia un bene pubblico incontedtabile, ma sarebbe necessario riflettere sull'attuale sistema di gestione del sistema idrico, specialmente sul sistema delle municipaizzate dove alcuni prendono centinaia di migliaia di euro, e l'acquedotto fa acqua da tutte le parti. "Il Comune fa lavorare le ditte private per l'ammodernamento degli
acquedotti come fa asfaltare le strade, si fa pagare i consumi con il
sistema dei contatori e si organizza la sua rete per la riscossione
senza tante storie... poi comincia nelle scuole elementari e medie a
fare crescere i bambini nella cultura del non sprecare l'acqua perché è
un bene di tutti".

Giuditta ha detto...

Andrea hai ragione da vendere! Ma spetta a noi cittadini di cambiare le cose, cambiare la gestione del bene comune, la gestione della nostra acqua, far pesare i nostri diritti. La privatizzazione non è una buona cosa, credo.

Andrea ha detto...

Certo se intendiamo per privatizzazione lo scempio che si è fatto dell'IRI, dai ragazzi del Britannia, non è condivisibile, come del resto il liberismo incontrollato, mentre se si mettessero dei paletti allora le cose sarebbero molto diverse. Ciao da Andrea.

Archivio blog