"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Intrigo o truffa internazionale della finanza? Cherchez ... Draghi.

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i titoli derivati gestiti fuori bilancio dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF, un tempo chiamato più brevemente Tesoro). Nel sito Icebergfinanza è stata ricostruita con buona dovizia di particolari tutta la vicenda, dall’articolo dell’Espresso dei primi di gennaio che svelava l’arcano fino alle ultime dichiarazioni dei dirigenti del MEF. In poche parole, l’Italia ha pagato ad inizio anno 2,567 miliardi di euro alla banca d’affari americana Morgan Stanley per chiudere una posizione in titoli derivati aperta nel lontano 1994, quando direttore del Tesoro era l’attuale governatore della BCE, Mario Draghi. E già qui arriva il primo sussulto, perché dove si mette Draghi esiste sempre la concreta possibilità di qualche intrigo o truffa internazionale della finanza.

Il nome di Mario Draghi, oltre a rientrare in tutte le vicende più inquietanti dell’Italia degli ultimi venti anni (vedi la storia del Britannia del 1992), era già stato tirato in ballo per la faccenda della falsificazione del bilancio della Grecia, ai tempi del suo ingresso nell’eurozona nel 2002, avvenuto grazie alle costose consulenze e agli artifici contabili dell’altra potente banca d’affari americana Goldman Sachs. Tuttavia siccome i fatti risalgono al 2001 e Draghi diventò vicepresidente per la “Europe-Goldman Sachs International aziende e debito pubblico” nel 2002, a quanto pare il suo coinvolgimento non sarebbe stato diretto; anche se appare chiaro che occupandosi in prima persona di debito pubblico dei paesi europei e di intermediazione e consulenza di strumenti finanziari per coprire artificialmente le magagne dei debiti, Mario Draghi fosse in qualche modo a conoscenza di ciò che era stato combinato in Grecia. Era pur sempre il vicepresidente europeo di Goldman Sachs e certe cose era tenuto a saperle.
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L’ITALIA NELL’OCCHIO DEL CICLONE, FRA TITOLI DERIVATI, DEBITO PUBBLICO E MORGAN STANLEY

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