"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Monti. Un "chirurgo" compie l’"operazione perfetta” ma il “paziente Europa” è deceduto.


di FABRIZIO DAL COL

Il primo gennaio 2001 l’Italia adottava la moneta unica e per essere in regola con l’adozione ha dovuto anticipatamente rispettare i parametri previsti dal trattato di Maastricht che qui ora ricordiamo:  1 ) un deficit pari o inferiore al 3% del prodotto interno lordo, 2) un rapporto debito/PIL inferiore al 60%, 3) un tasso di inflazione non superiore di oltre 1,5 punti percentuali rispetto a quello medio dei tre stati membri a più bassa inflazione, 4 ) tassi d’interesse a lungo termine non superiori di oltre 2 punti percentuali rispetto alla media dei tre stati membri a più bassa inflazione, 5) appartenenza per almeno un biennio al Sistema monetario europeo. Detto questo, nella fase iniziale per l’accettazione l’Europa si dimostrò subito anti democratica quando si trattò  di modificare le regole stabilite dal trattato di cui sopra,  utilizzando le prime deroghe ai suddetti parametri che altri Stati invece avevano dovuto rispettare. Fu così che all’Italia e al Belgio fu permesso di adottare subito l’euro anche in presenza di un rapporto debito/Pil largamente superiore al 60%.
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