"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Crisi. Come Venezia orchestrò il più grande disastro finanziario della storia

LA PESTE NERA CHE DECIMÒ LA POPOLAZIONE EUROPEA alla metà del XIV secolo fu causata dal più grande tracollo finanziario della storia. Al paragone, la Grande Depressione degli anni Trenta di questo secolo fu un episodio transitorio e di scarse conseguenze.
Allora, con il tracollo delle grandi case bancarie fiorentine dei Bardi e Peruzzi, avvenuto nel 1345, si verificò una vera e propria disintegrazione finanziaria. Oggi, seicentocinquant’anni più tardi, il rischio è quello di una riedizione dello stesso fenomeno in cui, come si legge sulle cronache dell’epoca, “tutto il credito scomparve nello stesso momento”.
Oggi a prevedere questo rischio è Lyndon LaRouche, l’economista americano la cui analisi sull’inevitabilità del crac è stata pubblicata da Solidarietà nel luglio 1995.
Già nel corso del 1995 abbiamo avuto le prime avvisaglie di questa disintegrazione, con le clamorose bancarotte del Messico, della contea di Orange nella California e quelle di grandi e prestigiose merchant bank inglesi. Oggi, come nel Trecento, queste bancarotte sono la conseguenza di “bolle finanziarie” speculative che crescono paralizzando produzione e commercio, cioè l’economia reale.
La differenza fondamentale tra il 1345 ed il 1996 è che allora non esistevano gli stati nazionali. Non c’era un governo potenzialmente in grado di sottoporre il sistema bancario ad una radicale riorganizzazione, salvaguardando al tempo stesso la produzione reale con nuove, esclusive emissioni di credito, mentre questo sarebbe oggi possibile qualora si riuscisse ad esercitare pienamente la sovranità nazionale. Allora questa via di scampo non esisteva e di conseguenza la popolazione finì per essere decimata. Si calcola che nel periodo che va tra il 1300 ed il 1450 la popolazione europea si ridusse del 35-50%, mentre quella mondiale si ridusse del 25%.

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