"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Crisi. L'Italia ha una sola strada per sopravvivere dignitosamente


  1. Il capitalismo occidentale è destinato ad impoverirsi complessivamente. Il PIL planetario che fino alla fine del XX secolo era diviso in un rapporto 70-30 a favore dell'Occidente, sarà sempre più equidistribuito per cui tendenzialmente si attesterà sul rapporto 30-70.
  2. I Paesi occidentali avranno destini diversi fra loro, non in base a fantasie finanziarie o a risparmi e tassazioni progressivi. Nè basteranno privatizzazioni, tagli alle pensioni o vendite di beni pubblici. La loro salvezza, sia pure con PIL inferiori anche del 30% rispetto al passato, sarà nel trovare nuove e originali nicchie di produzione della ricchezza.
  3. I paesi d'Occidente non saranno (come non sono mai stati) collaborativi economicamente, ma competeranno con ogni mezzo per acquistare residui spazi del mercato globale.
  4. La produzione della ricchezza non avverrà più in Occidente attraverso il settore manufatturiero semplice, che sarà dislocato in altre aree del pianeta. Nemmeno potrà avvenire con l'alta tecnologia o il manufatturiero sofisticato, la creatività applicata ai prodotti, il settore alimentare da grande impresa. Queste strade potranno dare sollievo nel breve e medio periodo, ma poi saranno predate dal capitalismo non occidentale che avrà risorse smisurate. (v. nota)
  5. L'Italia ha una sola strada per sopravvivere dignitosamente, imboccare la quale richiederà almeno 20 anni di impoverimento e cambiamento progressivi. Investire la maggior parte delle sue risorse e dei suoi sforzi nella creazione di ricchezza tramite beni e servizi non delocalizzabili e non acquistabili. Il settore trainante sarà il turismo che produrrà ricchezza (difendendo un PIL accettabile, anche se non progressivo) con la nostra unica vera risorsa: arte, paesaggio, natura, ambiente, archeologia, alimentazione di qualità. Questi saranno i settori da sviluppare, seguiti dai settori collegati: trasporti e traffico, agricoltura specializzata, ecologia, bonifica del territorio, e di conseguenza, buona cultura ed alta istruzione.
Leggere l'articolo completo qui:
Il mito dello sviluppo infinito e la crisi del capitalismo in Occidente (Ektor Georgiakis)
http://www.psicopolis.com/senato/ArchSen23.htm

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