"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Francia. Sessanta tonnellate di plutonio e grave incidente ha risparmiato l'Europa, unicamente per caso.

L'impianto di La Hague
Durante i cinque decenni di funzionamento dell'impianto di La Hague (che non è un "centro di riprocessamento", vale a dire una sorta di discarica hi-tech, bensì un centro di estrazione e di vendita del combustibile al plutonio), AREVA ha accumulato uno stock che oltrepassa l'immaginazione, e la cui entità non è specificata nella pagina di Wikipedia.

Sessanta tonnellate di plutonio

Gli elementi contenenti plutonio sono attualmente stoccati in quattro piscine, situate a La Hague, in costruzioni i cui tetti non sono blindati, ma semplicemente costituiti da lamiere.
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... negli anni '80 stavo rimettendo a nuovo una vecchia barca a vela attraccata a Cherbourg. Numerosi impiegati della COGEMA (diventata AREVA in seguito) frequentavano il porto, e a volte dopo qualche calvados di troppo, le lingue si scioglievano un po'.

Un grave incidente ha risparmiato l'Europa, unicamente per caso. Un incendio aveva distrutto il trasformatore principale di La Hague. I generatori di soccorso malauguratamente (!!!) situati nello stesso locale avevano, per solidarietà, subìto la stessa sorte. Non c'era più modo di raffreddare le piscine.

Per un caso straordinario, un'attrezzatura corrispondente al fabbisogno si trovava a Caen, probabilmente non ancora caricata su un cargo destinato all'esportazione.
La fortuna ha voluto che non succedesse in inverno, con le strade ghiacciate o inondate. Il convoglio eccezionale ha così potuto arrivare in extremis, il generatore di soccorso essendo troppo grosso per poter essere trasportato con la ferrovia. Per dare un'idea delle dimensioni di quel coso, il consumo era dell'ordine di 1000 litri di gasolio all'ora.
Ecco perchè "accordo una fiducia senza limiti" alle dichiarazioni degli ingegneri del "corps des mines" e dei buffoni di ministri, sulla serietà della sicurezza nucleare in Francia.
Informazioni estratte da questo interessantissimo resoconto:
SUICIDIO, ISTRUZIONI PER L'USO
5 maggio 2011
 La Hague, "centro di riprocessamento situato nel Cotentin":http://fr.wikipedia.org/wiki/Usine_de_retraitement_de_la_Hague 
 
Questo stabilimento, il più inquinante al mondo in fatto di scorie nucleari, è stato messo in servizio nel 1961, mezzo secolo fa (...), ed è gestito da una società privata, AREVA.
L'impianto di La Hague recupera così, da decenni, i "rifiuti" provenienti dalle diverse centrali nucleari francesi ed estere, e li "riprocessa".
Di fatto, questo riprocessamento è interamente rivolto all'estrazione, per via chimica, dell'1% di plutonio prodotto dalla fissione nei reattori nucleari a uranio, tramite la cattura dei neutroni rapidi da parte dei nuclei di Uranio 238, non fissile. Questo plutonio, puro, è quindi imballato in contenitori di piccola taglia e spedito negli stabilimenti MELOX, a Marcoule, nel Gard, dove viene diluito al 7% nell'uranio 238. La miscela così ottenuta costituisce un nuovo "combustibile nucleare", detto MOX (Mixed oxydes).
Il procedimento chimico MELOX può a sua volta essere realizzato nei paesi consumatori, per estrarre il plutonio a fini militari. Perchè crearsi tanti problemi, come fanno gli iraniani, per arricchire laboriosamente il minerale di uranio tramite centrifugazione, quando basta comprare il MOX ed estrarne chimicamente il plutonio239, esplosivo-tipo delle bombe a fissione?
Il procedimento MELOX è considerato dagli americani come "proliferante".
Vale a dire che questa tecnica permetterà a termine a tutti i paesi del mondo di possedere la propria bomba atomica.
Il MOX è attualmente utilizzato in 20 dei 58 reattori in attività in Francia. La costruzione di reattori EPR (Reattori nucleari ad acqua pressurizzata) generalizzerà il suo impiego, infatti sono stati concepiti proprio a questo scopo.
A lungo si è rimasti all'oscuro del fatto che l'introduzione del MOX come combustibile nucleare ha segnato il passaggio discreto dalla fissione dell'Uranio 235 a un funzionamento delle centrali atomiche basato sulla fissione del Plutonio 238.
L'estrema pericolosità di questa sostanza comincia ad essere conosciuta da tutti: essa ha una grande propensione a fissarsi nei tessuti umani, dopo inalazione o ingestione sotto forma di pulviscoli, che il corpo è incapace di eliminare. Infatti il tempo necessario al suo rigetto da parte dei tessuti umani è di 50 anni. Queste particelle sono altamente cancerogene, al 100%.
Non si tratta di irradiazione, bensì di contaminazione, che non è possibile rilevare con strumenti di misura. Tale contaminazione può essere prodotta in caso di incidente nucleare con espulsione di materiale radioattivo proveniente dall'insieme dei combustibili. E' quanto è accaduto, e continua ad accadere, dopo l'esplosione del reattore numero 3 di Fukushima, che era carico di MOX. Polveri di plutonio sono state rinvenute negli Stati Uniti.
Questa disseminazione colpirà l'intero pianeta, ed alcuni specialisti stimano a un milione il numero di cancri che essa provocherà.
Per mettere fine alla disseminazione di plutonio in provenienza dal reattore numero 3, si dovrebbero estrarre le barre di combustibile che si trovano al suo interno, e quanto meno immergerle in una piscina appositamente concepita a questo scopo. Ora, l'accesso a questi elementi rimane impossibile, e ancora non si sa quando potrà avvenire, se in un futuro vicino o lontano ...

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