"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

La Rete, galera dorata, senza sbarre ma totale.

Privacy. Stallman: “Siamo prigionieri della Rete” (1)

 Segnalato da barbaranotav
02 nov 2012 - di (Matteo Bayre), Pubblicato in Copyright, Internet

Per Richard Stallman, guru del software libero, condividere se stessi su social network, motori di ricerca e tablet è infilarsi volontariamente in una galera dorata, senza sbarre ma totale.
Se Pico della Mirandola avesse conosciuto Richard Stallman, oltre alla libertà tra scegliere di essere angeli o bruti, probabilmente avrebbe aggiunto una terza opzione: usare il software libero. Per Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation e padre di GNU, che insieme al kernel Linux forma GNU-Linux, è l’unica scelta etica, l’unica che ti rende libero da quella che chiama «colonizzazione digitale».


Stallman ha raccolto numerose prove secondo cui dietro ai software proprietari si nasconde una vasta operazione di controllo che spia costantemente gli ignari utenti. Windows ad esempio ha almeno due sistemi di sorveglianza. Ogni volta che l’utente cerca qualcosa nei suoi file il sistema e il suo firewall riportano un messaggio a qualcuno. Mentre in fase di aggiornamento si pensa che il sistema Microsoft segnali la lista di tutti programmi che installati dallo stesso utente. «Alla fine degli anni Novanta -  afferma Stallman – questo era fatto apertamente, ci furono molte critiche, la Microsoft allora tolse il dispositivo, ma poi lo rimise di nascosto qualche anno dopo. Qualcuno lo ha scoperto e c’è voluta una certa perizia perché i dati vengono inviati criptati e se guardi il traffico di rete non vedi che cosa viene mandato. Ma qualcuno ha trovato il sistema per entrare nei codici usando una funzione di callback e ha guardato i suoi dati prima che fossero criptati e spediti via Internet e così ha visto che c’era la lista dei programmi che aveva installato».
Continua a leggere l’articolo: Privacy. Stallman: “Siamo prigionieri della Rete” (seconda parte)
Fonte: Il Manifesto

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