"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Bimbo iperattivo? Occhio all'additivo


Additivi e aromi: pericolo per i bambini

La prestigiosa rivista medico-scientifica “Lancet”, ha da tempo lanciato l’allarme: “Gli additivi aumentano l’iperattività e deficit di attenzione nei bambini”
 
Già  negli anni ’70 alcune ricerche ipotizzavano che certi coloranti fossero legati all’iperattività ”, dice Paolo Aureli, Direttore del Centro nazionale per Qualità  e il Rischio alimentare dell’Istituto Superiore di Sanità  italiano.
Ma c’è dell’altro: la pericolosità  degli additivi non riguarda solo la presunta iperattività  infantile, ma numerosi aspetti della vita, infantile e adulta. Esistono studi seri, poco pubblicizzati, che dimostrano come bambini autistici hanno avuto un notevole miglioramento della loro condizione, eliminando gli additivi dall’alimentazione!
E’ noto che la chimica ingerita, è tanto più pericolosa quanto più delicate sono le condizioni del sistema nervoso ed immunitario. Bambini estremamente sensibili, come gli autistici, o quelli che soffrono di disturbi comportamentali, manifestano maggiormente la tossicità  degli additivi rispetto ad un bambino “normale”.
La ricerca è stata finanziata dall’agenzia britannica per la sicurezza alimentare, Food Standard Agency, secondo la quale l’assunzione di alimenti contenenti additivi chimici causa l’aumento di iperattività  nei bambini tra i 3 e i 9 anni.

297 bambini – alcuni con disturbi di comportamento – sono stati divisi in due gruppi (153 e 144).
Tutti hanno bevuto succo di frutta, ma per alcuni era stato addizionato con un mix di additivi-E. I bambini che hanno assunto il succo addizionato sono risultati più rumorosi, perdevano concentrazione, maggiormente impulsivi, rispetto a quelli che avevano bevuto il succo puro (indipendentemente dai problemi di comportamento)!
Per questo i ricercatori, consigliano ai genitori di non far consumare ai propri figli i seguenti coloranti: E102, E124, E122, E110 e il sodio benzoato E211.
I cibi industriali spesso hanno poco gusto perché le materie prime sono scarse, di qualità  e quantità 
perciò per essere venduto va reso più gradevole con aromi – costruiti in laboratorio – che ingannano il cervello dando un gusto accettabile al palato, e additivi per renderli più belli alla vista e al tatto!
L’aroma di un cibo può essere all’origine del novanta per cento del suo sapore! 

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Bimbo iperattivo? Occhio all'additivo
La sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD, Attention Deficit/Hyperactivity Disorder) è di nuovo oggetto di discussione tra genitori, pediatri, psicologi e pedagogisti. Dopo l'allarme suscitato dall'eccessiva "medicalizzazione" con cui il problema è stato affrontato, ora i ricercatori studiano terapie alternative  e in particolare indagano gli effetti che potrebbero avere gli additivi alimentari  sui sintomi di questo disturbo del comportamento che interessa un numero sempre crescente di bambini e adolescenti.
Anche in Italia è stato denunciato l'abuso di psicofarmaci prescritti indiscriminatamente da medici e psichiatri (con un'escalation del 280% negli ultimi cinque anni) per curare una “patologia” che potrebbe non essere tale, con il rischio di scambiare per sindrome conclamata di ADHD difficoltà di ordine psicologico, di apprendimento e di socializzazione per le quali una pillola serve a poco. Anzi, fa molti danni.
Negli Stati Uniti erano stati denunciati gli effetti collaterali, in certi casi anche gravi, causati dagli psicofarmaci sui bambini affetti da ADHD, al punto che per il Ritalin - il farmaco più “gettonato” per curare la sindrome - a partire dal 2006 è diventato obbligatorio riportare nelle avvertenze il rischio di infarto, allucinazioni e morte.
Ma non sono stati solo i genitori a nutrire i primi dubbi nei confronti di un approccio esclusivamente psichiatrico-farmacologico e a orientarsi verso cure più naturali: anche a livello scientifico si stanno sperimentando trattamenti meno "devastanti" - per esempio attraverso la fitoterapia o una dieta alimentare mirata -  nei confronti dei quali regnava prima lo scetticismo. In campo fitoterapico ancora non danno risultati significativi le ricerche sull'hypericum perforatum, o erba di San Giovanni, come riporta uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association, e parimenti sull'echinacea, il ginkgo biloba e il ginseng; più promettenti si sono dimostrati gli studi sull'efficacia di integratori a base di acidi grassi Omega-3.
Ma è il legame alimentazione/ADHD il più indagato al momento dagli esperti, dopo che una ricerca inglese effettuata presso l'università di Southampton - finanziata dalla Britain's Food Standards Agency e pubblicata nel 2007 sull'autorevole The Lancet - ha messo in evidenza gli effetti peggiorativi degli additivi alimentari sui sintomi di iperattività in un campione di bambini di varie fasce di età cui era stato somministrato o un semplice succo di frutta o una bevanda costituita di un mix di coloranti e conservanti che corrispondevano a una quantità mediamente assunta quotidianamente da un bambino inglese.
Quale fosse l'additivo incriminato - se il colorante giallo arancio E110 o E104, l'azorubina E122, l'artrazina E102, il rosso cocciniglia E124 o il rosso allura E129, oppure il conservante benzoato di sodio E211 - non è dato sapere, ma comunque sono tutti comunemente presenti in merendine, bibite, gelati, caramelle, succhi di frutta, chewing-gum ecc. di cui bambini e adolescenti fanno largo consumo. Il test non era focalizzato solo su individui affetti da sindrome ADHD, ciò che conferma una volta di più l'importanza di un'alimentazione sana e naturale per la salute psicofisica dei bambini e per il loro rendimento a scuola.
I genitori sono perciò avvertiti: un po' meno junk food, anche se gustativamente ed esteticamente molto appetibile, e più vitamine e minerali nella dieta dei figli. A meno che non vogliano dar retta a certi pediatri e psicologi, preoccupati che i pargoli possano andare in crisi di astinenza di additivi o che possano manifestare turbe psichiche se non possono più mangiare le stesse cose degli altri bambini. 

Redazione Eurosalus lo staff medico di eurosalus

http://www.eurosalus.com/alimentazione-sport/bimbo-iperattivo-occhio-alladditivo

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