"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Il biologico non puo fare a meno del rame

di Giuseppe Altieri*
Fonte: Arianna Editrice [scheda fonte]

La Commissione Europea, su sollecitazione di alcuni stati membri e di associazioni ambientaliste, ha messo in discussione la scorsa settimana la possibilità di utilizzare ancora negli anni a venire il rame nella difesa delle colture biologiche e convenzionali. Il motivo della proposta risiede nella tossicità del rame verso gli organismi terricoli, soprattutto dopo anni di accumulo, in vigneti e frutteti. Il biologico ha bisogno del rame, non potendo utilizzare altri fitofarmaci concessi all’agricoltura convenzionale.
Per fermare la decisione ed avere il tempo di formulare proposte alternative basate su analisi concrete dello stato dei terreni, l'€™Associazione Italiana Agricoltura Biologica, assieme al centro di sperimentazione di Laimburg e all’Istituto agrario di San Michele all'Adige, ha fatto pressione presso il Ministero della Salute e dell'Agricoltura.
Con una lettera, contenente dettagliate spiegazioni, l'€™Aiab e i due istituti, si sono rivolti al Ministero affinchè non si arrivi a votare la "fine dell'utilizzo del rame" ma piuttosto si ragioni su una generale limitazione, ad esempio portando l'attuale limite in vigore per il biologico (6kg/ha/anno, anche meglio su media di 5 anni) a tutta l'agricoltura. Richieste analoghe sono state presentate dalla Regione Emilia Romagna e dalla Coldiretti.
Nel frattempo, in Germania e in altri paesi europei si sta cercando di portare il limite per il rame a 3kg/ha/anno, cosa che metterebbe nei guai i produttori mediterranei. Nell'€™area del mediterraneo, infatti, c'è la maggior presenza di fruttiferi e vite, che necessitano maggiormente di rame per la difesa delle colture. A gennaio la Commissione Europea analizzerà di nuovo la questione. Aiab si augura che la delegazione italiana prenda in seria considerazione le proposte formulate ed abbia l'energia per confrontarsi con gli altri Stati membri. Cristina Micheloni - Coordinatrice Scientifica AIAB (fonte Bioagricoltura)

Attenzione !! Riducendo le dosi di rame nell'Agricoltura Convenzionale si rischia di incrementare la vendita dei pesticidi chimici di sintesi...

L'articolo completo qui:

http://ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=22925

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