"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Internet: l’ultima trincea

di Marco Pizzuti

decreto-antiblog

Tutti coloro che consideravano internet la via per la riscossa della libera informazione dovranno ricredersi, la grande illusione sta per finire. Il Senato questo 5 febbraio ha approvato il filtraggio dei siti con l’emendamento D’Alia (il senatore UDC compagno di banco di Cuffaro) e adesso il testo della legge rimbalzerà alla Camera per l’approvazione definitiva. Una volta completato l’iter procedurale se un blogger dovesse invitare a disobbedire ad una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo, oscurandolo più o meno come avviene in Cina. E mentre questa legge avanza strisciando in sordina tra i palazzi di potere i politici rassicurano le masse raccontando loro che si tratta solo di norme assolutamente necessarie per regolamentare l’informazione su internet in modo da poter prevenire e/o reprimere i casi di diffamazione. Insomma, con il pretesto di porre cittadini e “onorevoli” al riparo dalle calunnie che circolano sulla rete sta per divenire esecutivo un pacchetto di norme che sopprimerà per sempre la voce dei blogger politicamente scorretti. Il testo della legge in questione contempla infatti espressioni largamente interpretabili come “apologia” o “istigazione” con i quali potranno essere legalmente oscurati uno ad uno tutti i blog di controinformazione. Si tratta quindi di un provvedimento liberticida con cui la casta di Montecitorio si prepara a censurare da internet argomenti scomodi come Palestina, signoraggio, 11 settembre, nuovo ordine mondiale, scie chimiche etc.etc.. Pertanto, non appena entrerà in vigore il disegno di legge 733 qualsiasi critica pubblicata dai blogger contro dei provvedimenti normativi o dei personaggi politici potrà essere cassata. In sostanza è la fine della libertà di opinione e l’instaurazione di un regime dove le versioni ufficiali non potranno più essere messe in dubbio da nessuno. Ciò significa che i “personaggi illuminati” che controllano le istituzioni avranno il potere di stabilire per tutti noi cosa è verità e cosa è menzogna! E come insegna la storia le verità assolute esistono solo durante le dittature, occulte o palesi che siano…

Di fronte alla gravità di ciò che sta accadendo servono prese di posizione forti perché in gioco c’è il nostro futuro e quello dei nostri figli. Ciascun blog di seria controinformazione esercita infatti la propria sacrosanta libertà di opinione ed è come una trincea posta a difesa della democrazia. Non accorgersi adesso di essere stati messi sotto tiro è un errore fatale… Cosa possiamo fare? Tentare di sollevare la protesta affinché questa legge venga bloccata in parlamento. Almeno per un altro po’ di tempo..

Con il DDL 733 si introduce l’Art. 50-bis.

Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet
1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.
3.I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell’interno con proprio provvedimento.
4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dell’interno, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione,
individua e definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.
5. Al quarto comma dell’articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: “col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete
internet, o con altro mezzo di propaganda”.”
ALTRA INFORMAZIONE

0 commenti:

Archivio blog