"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

MUSULMANE IN MINIGONNA E CONSIDERAZIONI SU ISRAELE

.....Israele è un territorio ridotto, tutto sommato, e in gran parte si tratta di deserto. Un vero e proprio scatolone di sabbia, tranne alcune strisce fertili.

Se solo ci fosse stata la volontà, la terra avrebbe potuto essere comprata a buon mercato. La maggior parte dei palestinesi arabi avrebbe venduto di buon grado oliveti e vigneti per acquistarne di più grandi e più belli in Giordania, Siria, Egitto ecc.

Il ragionamento è semplice ma non manca di logica.

Invece, al momento della costituzione di Israele, pare sia stato fatto tutto con la maggiore violenza e brutalità possibile: persino una fonte ufficiale come Wikipedia ammette che furono rasi al suolo centinaia di villaggi palestinesi in un tentativo nientemeno che di pulizia etnica.

Il discorso sarebbe lungo.

Faccio l’avvocato del diavolo, e osservo che in fondo Israele è ritenuto il paese più democratico del Medio Oriente. Perché allora gli arabi con nazionalità israeliana non dovrebbero essere contenti di vivere in uno stato democratico?

Zahra mi fa notare due cose: la prima, risaputa, è che i cittadini israeliani di etnia araba non godono degli stessi diritti degli ebrei, e questo indipendentemente dalla religione professata.

In pratica, che un arabo israeliano sia musulmano fondamentalista, laico o cristiano, questo non cambia nulla. Dal momento che nelle sue vene non scorre sangue ebreo, i suoi diritti politici e civili sono limitati. Addirittura, è vietato il matrimonio tra ebrei e non ebrei, come ai bei tempi dell’apartheid sudafricano.

Mi sembra incredibile e vado a controllare: Wikipedia conferma tutto.

A questo punto sono veramente perplessa, e Zahra allora abbassa la voce quasi a un sussurro: “In realtà molti israeliani ebrei vorrebbero cancellare gli israeliani arabi dalla faccia della terra”....

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