"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Dopo la crisi finanziaria, la guerra civile? Preparatevi a "lasciare il vostro paese" ...

Articolo apparso nel numero del 27.02.09
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La crisi economica e finanziaria in corso degenererà in violente esplosioni sociali?
In Europa, negli Stati Uniti o in Giappone, la guerra civile è per domani?
È la previsione un po' allarmante che hanno elaborano gli esperti del LEAP/Europa 2020, un gruppo di riflessione europeo, nel loro ultimo bollettino datato di metà febbraio.

In questo bollettino è questione che la crisi entri, nel quarto trimestre 2009, in una fase “di smembramento geopolitico mondiale"; gli esperti prevedono un “ si salvi chi può" nei paesi colpiti dalla crisi. Questo scompiglio si concluderebbe in seguito logicamente con scontri, in altre parole, con semi-guerre civili. “Se il vostro paese o regione è in una zona dove circolano in maniera massiccia armi da fuoco (fra i principali paesi, solo gli Stati Uniti sono in questo caso), indica la LEAP, allora il migliore mezzo per fare fronte allo smembramento è di lasciare la vostra regione, se ciò è possibile".
Secondo questa associazione, composta da collaboratori indipendenti dal punto di vista politico ed economico, e professionisti provenienti da diversi settori, le zone più pericolose sono quelle in cui il sistema di protezione sociale è la più bassa.
La crisi sarebbe così in grado di suscitare violente sommosse popolari, la cui intensità sarebbe aggravata da una libera circolazione delle armi da fuoco.
L'America latina, ma anche gli Stati Uniti sono le zone a maggior rischio. “Ci sono 200 milioni di armi da fuoco in circolazione negli Stati Uniti, e la violenza sociale si è già manifestata attraverso le gang", ricorda Franck Biancheri, alla testa dell'associazione. Gli esperti del LEAP del resto individuano già fughe di popolazioni degli Stati Uniti verso l'Europa, “dove il pericolo fisico diretto resterà marginale", secondo loro.

FARE DELLE PROVVISTE

Oltre a questi conflitti armati, la LEAP dà l'allarme sui rischi di penuria possibili d'energia, di prodotti alimentari, d'acqua, nelle regioni dipendenti dall'esterno per il loro approvvigionamento e consiglia di fare riserve. Questa prospettiva apocalittica potrebbe fare sorridere se questo gruppo di riflessione non avesse, fin dal febbraio 2006, predetto con un'esattezza sconcertante l'inizio ed il concatenamento della crisi. Tre anni fa, l'associazione descriveva così l'arrivo “di una crisi sistemica mondiale", iniziata da un'infezione finanziaria globale legata all'eccessivo indebitamento finanziario americano, seguita dal crollo borsistico, in particolare in Asia e negli Stati Uniti (da - 50% a - 20% in un anno), quindi dello scoppio dell'insieme delle bolle immobiliari mondiali nel Regno Unito, in Spagna, in Francia e nei paesi emergenti. Tutto ciò causava una recessione in Europa e “una Grande Depressione" negli Stati Uniti.

Dobbiamo concludere che la crisi mondiale può trasformarsi in guerra mondiale? “Le previsioni di LEAP sono estreme, ma la violenza sociale è là", ammette Laurence Boone, economista da Barclays.

Resta una speranza, “un'ultima possibilità", secondo la LEAP, che risiederebbe nella capacità del G20, che si riunirà il 2 aprile a Londra, di stabilire un piano d'azione “convincente ed audace". In questo caso, tuttavia il mondo non sarebbe completamente al sicuro, poiché gli esperti non trascurano di ricordare che si profila anche una grave crisi climatica…

di Claire Gatineau

traduzione di Giuditta

link originale QUI

4 commenti:

Mikko ha detto...

dove sta scritto che avevano previsto tutto?
chi l'ha detto? e comunque,... anche fosse (e non era così difficile), xchè fare sempre le cassandre?

facile ipotizzare scenari distopici stile cyberpunk, guerre intestine, fine del mondo... fare presa sull'incertezza della gente è sempre facile, perchè li rende deboli.

ma continuo a chiedermi chi vi investe della saggezza et giustezza assoluta, chi ha certificato queste "postume premonizioni", che ora fioccano come popcorn, come la realtà che diverrà ed ha da divenire.

stranamente, dalla crisi dei Derivati in poi, è nata una popolazione mondiale di puffi Quattrocchi.

giuditta ha detto...

Non sono premonizioni! Sono previsioni.
Previsioni fatte da esperti, da persone realiste, e derivate da constatazioni ed evidenze! Ho controllato l'archivio di questo gruppo, la previsione del febbraio 2006 esiste. Può anche essere che l'abbiano aggiunta ultimamente. Io ho solo tradotto l'articolo, per informazione.

giuditta ha detto...

"prima non ti crederanno,
poi ti sputaneranno,
poi tenteranno di ucciderti,
poi ti diranno che già lo sapevano,
poi ti diranno che lo sapevano E da molto più tempo di te,
poi ti righeranno la macchina perché COMUNQUE hai sbagliato modo di porti,
poi TU li manderai GIUSTAMENTE a fare in culo,
e solo allora sarai LIBERO.
infine essi resteranno i COGLIONI di prima"
[sandropascucci, 2009]

Anonimo ha detto...

sono d'accordo con Giuditta, chi non vuole acoltare vada a mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi

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