"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Energie rinnovabili: proviamo a fare un po' di luce


Sul blog Ferro e Seta ho trovato tre post molto interessanti sulle Energie Rinnovabili, SOLE e VENTO l'ultimo parla di:


Al pari del vento, qui la soluzione, per alcuni versi, c'era già da moltissimo tempo ed era quella di sfruttare i corsi d'acqua per produrre "energia", anche se al tempo era quella meccanica.
Chi si ricorda i mulini ad acqua? Se non li avete presente guardatevi una confezione del Mulino Bianco e guardate l'immagine li (ma guarda tu cosa mi tocca dire!). Già nel medioevo venivano sfruttati i corsi d'acqua per spostare queste grandi ruote e movimentare i meccanismi interni alla struttura, che potevano essere macine, telai e nell' '800 anche per la lavorazione del ferro.
Poi con l'avvento dei motori a scoppio e la moderna tecnologia, questi "generatori di energia" sono stati abbandonati o al massimo sono un'attrazione turistica (o sono diventati un marchio, ma questa è un'altra storia). Perché non reinventarli e usarli per produrre corrente elettrica. Il loro rendimento è molto alto e hanno un'impatto ambientale vicino allo zero (se la struttura viene realizzata decentemente e non come un cubo di cemento armato in mezzo ad un campo!).

Altri sistemi per produrre corrente dall'acqua invece si spostano oltre il ruscello e il fiume e si rivolgono direttamente al bacino più grande: il mare.
Visto che abbiamo il mare su 3 lati della nostra penisola, perché non sfruttare le sue potenzialità? Io da profano, girando in internet, ho trovato 5 metodi di sfruttamento del mare per produrre energia.

Il primo sistema è quello di sfruttare il moto ondoso continuo del mare utilizzando il sistema Pelamis. Questo marchingegno è composto da sezioni cilindriche semi sommerse che, mosse dalle onde, muovono un sistema di pistoni idraulici che a loro volta azionano un motore idraulico. Questo sistema in Europa è già utilizzato in Portogallo, ove 3 pelamis producono una potenza di 2.5MW. Ma da noi fa schifo pensare di usarlo....

Un'altro sistema che utilizza sempre le onde è l'Aegir Dynamo. Questo sistema consiste in una boa, ancorata al fondale, al cui interno scorre un cilindro che, con il suo movimento, genera corrente. Più semplice di così! Anche in questi due casi, il moto ondoso è sempre presente, più o meno intensamente, e quindi l'energia ricavata risulterà pressoché infinita.


Sfruttare onde, ma a riva, è il sistema che viene utilizzato dal OWC Wave Generator Plant, e consiste nel posizionare sulla riva una struttura cava con una apertura sotto la superficie dell'acqua. L'onda che va a infrangersi sulla struttura spingerà l'acqua attraverso la cavità e questa a sua volta spingerà verso l'alto l'aria all'interno della stessa. L'aria verrà fatta defluire dalla struttura ma prima passerà attraverso una turbina. Al ritirarsi dell'acqua, l'aria verrà risucchiata all'interno della struttura, passando sempre attraverso la turbina e generando quindi una produzione di energia sia al frangersi dell'onda che al suo ritirarsi. Io abito a Pesaro, zona mare. La costa è punteggiata da un susseguirsi di scogliere per proteggere le spiagge e il nostro colle San Bartolo, riserva naturale, dall'inesorabile erosione del mare. Sostituire alcuni scogli con un sistema del genere, quanta energia potrebbe generare? Ma no, lasciamo erodere le coste e al massimo spariamo in acqua qualche tonnellata di scogli di cemento.

E visto che fin'ora siamo stati sopra l'acqua, perché non andare sotto? Le correnti sottomarine potrebbero essere sfruttate con sistemi simili a quelli con cui si sfrutta quella eolica. Questa può essere attuata utilizzando le turbine Kobold che sono strutture galleggianti con la parte inferiore immersa in mare costituita da una pala rotante che, spinta dalla corrente marina, produce energia.
Altro sistema è quello di ancorare sul fondale delle turbine Open Hydro. Queste fanno passare il flusso marino incanalandolo attraverso l'apertura centrale e azionando la turbina che a sua volta produce energia. Sistema non pericoloso e posizionabile dove ci sono forti correnti, tipo lo Stretto di Messina....ma noi ci spariamo dentro dei bei piloni di cemento armato e ci facciamo un ponte in modo di unire la Salerno-Reggio Calabria e ...che autostrada c'è di la??? Saremo o no intelligenti!

Quindi, come per gli altri 2 casi, anche qui le idee non mancano e la materia prima neanche. Ma allora cosa ci impedisce di utilizzare questa fonte di energia che circonda l'Italia??? Chi mi da la risposta esatta vince....niente che c'è crisi ;)

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