"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

La verità sul massacro peruviano


Una manifestazione di indigeni a Yurimaguas, 6 giugno (Enrique Castro-Mendivil, Reuters/Contrasto)

Da Internazionale.it

“Il governo peruviano sostiene che degli indigeni armati di lance e frecce hanno ucciso 25 poliziotti armati di Kalashnikov, camionette blindate ed elicotteri, spogliandoli di tutte le loro armi, e uscendo dallo scontro con solo tre morti nelle loro file. Se fosse vero, dovrebbe dimettersi mezzo governo, a cominciare dal ministro dell’interno, perché significherebbe che il Perù ha le forze di sicurezza più incapaci del mondo”.

Nelson Manrique, editorialista del quotidiano peruviano La República, analizza freddo i tragici fatti di Bagua, dove il 5 giugno sono morte decine di persone, e non risparmia accuse al presidente Alan García Pérez.

“La storia che il governo ci sta raccontando è un goffo tentativo di nascondere la verità”, spiega Manrique. “Gli indigeni dicono che almeno cinquanta di loro sono morti negli scontri. Ma per García gli indigeni non hanno nessuna dignità, nemmeno dopo la morte. L’insensibilità con cui il governo li disprezza, chiamandoli ‘selvaggi’, è spaventosa”.

“La prima responsabilità della tragedia è di Alan García, che ha portato avanti il programma che consegna la terra dell’Amazzonia peruviana alle multinazionali. Imponendo queste leggi, ha violato i diritti dei popoli indigeni, sanciti da trattati internazionali che il Perù ha sottoscritto, violando così anche la costituzione. Le espropriazioni dei terreni degli indigeni vanno avanti da anni. La loro indignazione, anche se non giustifica l’uccisione dei poliziotti presi in ostaggio, è comprensibile e prevedibile”.

“Qualche anno fa, un politico disse che la vera forza del Perù erano le comunità contadine millenarie. Era il 1986, e quel politico era Alan García Pérez”.

1 commenti:

FreeMachines ha detto...

Ti segnalo un appello rivolto a tutte le associazioni, da parte di Solidarmondo:
http://freemachines.blogspot.com/2009/06/solidarieta-per-il-peru.html

Mi è arrivato tramite mailing list di IngegneriSenzaFrontiere, ho un numero di telefono, ma non mi pare il caso di scriverlo. Chiunque può partecipare può contattattarli sul sito.
Grazie

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