"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Svezia-Israele. Traffico d'organi e libertà di stampa


Traffico d'organi, bufera Svezia-Israele
su Pressante.com
Scritto da Luca Mazzucato

C’è una storia che, se confermata, supererebbe le fantasie dei più macabri sceneggiatori di Hollywood. Secondo il popolare quotidiano svedese Aftonbladet, soldati dell'esercito israeliano avrebbero sequestrato, ucciso e smembrato giovani palestinesi per rivenderne gli organi, a partire dal 1992. La storia è basata su testimonianze di parenti delle vittime e corredata da un reportage fotografico che sembra tratto dalla Terra dei Morti Viventi. Una guerra diplomatica sta infuriando tra Israele e il governo svedese, che è presidente di turno della UE: Netanyahu chiede al premier svedese una ferma condanna, quest'ultimo si rifiuta, citando la libertà di stampa sancita dalla Costituzione svedese, mentre in Israele è scattato il boicottaggio dell'IKEA.

Si potrebbe archiviare la storia tra le “accuse del sangue” della propaganda antisemita, non fosse che, un mese fa, quattro potenti rabbini ultra-ortodossi di Brooklyn sono stati arrestati proprio per contrabbando di organi...
La foto del giovane Bilal risale al 1992, mostra un cadavere sfigurato, con un'enorme cicatrice dal mento all'inguine. Il ragazzo diciannovenne, che per anni aveva lanciato pietre contro i carri armati israeliani a Nablus, venne ucciso in un'operazione dell'IDF e il suo corpo sparì per alcuni giorni. Quando l'esercito lo rese alla famiglia, al momento della sepoltura il sacco si aprì, mostrando l'orribile cicatrice. Secondo l'IDF il corpo aveva subito un'autopsia a Tel Aviv, secondo i genitori il ragazzo è stato ucciso a sangue freddo e i suoi organi prelevati. Il giornale svedese riporta anche altre testimonianze di parenti di palestinesi rapiti durante i raid dell'IDF, uccisi e poi ritornati con la caratteristica cicatrice “zip” dalla testa allo stomaco. Nell'articolo viene inoltre riportato uno studio, secondo il quale la metà dei reni trapiantati in Israele dal 2000 ad oggi sono stati acquistati illegalmente in Turchia, Europa dell'Est e Sudamerica. Secondo il giornale, il Ministero della Sanità israeliano è al corrente del fenomeno ma non è mai intervenuto (il Ministero non ha smentito la notizia, riproposta in Israele da Ha'aretz).

L'ambasciatore svedese a Tel Aviv si è affrettato a condannare l'articolo, ma il governo svedese ha censurato l'ambasciatore, ribadendo che in Svezia la libertà di stampa è uno dei pilastri della Costituzione e il governo non deve intromettersi. Il governo israeliano ha denunciato la storia come un caso emblematico del peggiore anti-semitismo. Il ministro degli esteri, Lieberman, ha rievocato a questo proposito il fatto che, proprio come durante la Seconda Guerra Mondiale, la Svezia ancora una volta non fa nulla per salvare gli ebrei. Il premier Netanyahu ha rincarato la dose, esigendo “non delle scuse, ma una condanna formale da parte della Svezia.” Il capo dell'Ufficio Stampa del governo israeliano ha infine revocato il pass all'autore svedese dell'articolo e, con macabro umorismo, gli ha chiesto un esame del sangue per accertare se è un potenziale donatore di organi. La reazione del quotidiano Aftonbladet a queste critiche è stata immediata e decisa: l'editore conferma la storia e ne pubblica una seconda puntata, anche in risposta alle accuse di anti-semitismo dei quotidiani rivali.

Questa vicenda ai confini della realtà ha già avuto un risvolto imprevedibile: un migliaio di israeliani hanno dato il via al boicottaggio dell'IKEA di Netanya, nei pressi di Tel Aviv, partendo da una petizione online e promettendo azioni sul campo. Nel frattempo, l'ambasciata svedese a Tel Aviv è presidiata da decine di persone che chiedono scuse formali da parte della Svezia. Mentre la stampa israeliana, su Yedioth Ahronot, comincia a chiedersi perché il ministro degli esteri Lieberman abbia dato così grande risalto all'articolo invece di ignorarlo, mentre Ha'aretz chiede a Netanyahu di licenziare Lieberman per i danni che sta arrecando al paese.

La veridicità della storia, che se avallata da altre fonti potrebbe portare all'accusa di crimini contro l'umanità, resta tutta da dimostrare. Anche se casi isolati di traffico di organi sono plausibili in un contesto di occupazione militare o di guerra, sembra inverosimile l'ipotesi che l'IDF abbia coperto attivamente il crimine lungo un periodo di diciassette anni. Ma parlando di traffico di organi, non può non balzare alla mente la recente ondata di arresti a New York e in New Jersey.

Cinque rabbini ultra-ortodossi e tre sindaci dell'area newyorchese capeggiavano un cartello criminale dedito, tra le altre attività, al traffico di organi e la contraffazione di borse griffate. Ispirandosi liberamente al celebre sketch sul "trapianto di organi vivi" dei Monty Python, i rabbini convincevano gente bisognosa, ma in buona salute, a cedere un rene in cambio di diecimila dollari, per poi rivenderlo al prezzo di centosessantamila. Resta da chiarire a cosa servissero le borse Gucci taroccate: pare venissero usate al posto di quelle originali, per non rovinarle durante le operazioni di trasporto degli organi. La maggior parte del denaro in contanti utilizzato per le attività criminose era di provenienza israeliana. Anche se per il momento non ci sono legami tra le due storie parallele di traffico di organi, molto resta ancora da scoprire...

1 commenti:

@lice ha detto...

Ciao,
sono @lice del blog http://aliceoltrelospecchio.blogspot.com

Pazzesca questa storia sul traffico d'organi di giovani palestinesi..
..anzi, NON pazzesca, ma normale nel mondo al contrario in cui viviamo:
si pensi ad es al traffico di bambini usati prima x la pedopornografia e poi una volta cresciuti xcome donatori di organi (ho fatto un paio di anni di medicina, e so che in un'adulto NON si può trapiantare un'organo di bambino..e la richiesta di trapianti x bambini è senza dubbio inferiore a quella x adulti..quindi la cosa logica è usare il bambino nella pedopornografia e POI come fonte di organi quando diventa troppo grande x i pedofili ma abbastanza grande x donare gli organi a un adulto..)..

Ogni anni scompaiono molte molte migliaia di bambini anche nel ricco occidente (soprattutto in USA, ma Italia ed europa hanno comunque cifre alte), e solo una parte di loro viene ritrovata..gli altri scompaiono nel nulla finendo nelle maglie di reti criminali facenti parte della pedopornografia internazionale, ma anche della CIA e di reti sataniche altolocate...
(adesso non ho sottomano i link x avvalorare questa tesi, ma volendo potrei ritrovarli..)


Quindi purtroppo la storia dei giovani palestinesi uccisi x predarne gli organi non è così pazzesca, c'è di peggio..e sicuramente è tutto meno che incredibile..

..mi chiedo sempre + da quale parte dello Specchio viviamo...

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