"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Microchip e Robotopi

Articolo tratto da "La Repubblica" del 3 maggio 2002
di GIOVANNI MARIA PACE
Topi di laboratorio sono stati trasformati in robot telecomandati da spedire, con un semplice click di computer, sotto le macerie di un grattacielo o nel profondo di una miniera. La ricerca che ha portato al "robotopo" è stata avviata dopo l´11 settembre ed è finanziata da Darpa, il braccio scientifico delle forze armate statunitensi.
L´uso di animali in compiti di salvataggio, difesa e attacco non è nuovo. Ma è la prima volta che la gestione dell'animale viene affidata al computer, una connessione diretta tra circuiti neurali e circuiti elettronici che toglie qualsiasi autonomia all'animale e apre scenari da fantascienza.
La possibilità di controllare un animale a distanza tramite segnali radio fu dimostrata già negli anni Sessanta da una serie di spettacolari esperimenti condotti sul toro da un neurofisiologo di origine spagnola trapiantato in America. José Delgado - questo il nome dello scienziato - riuscì a bloccare un toro infuriato irrompente nell´arena, nel cui cervello erano stati impiantati alcuni elettrodi, le "antenne" ora immerse dai ricercatori della State University di New York anche nell'encefalo murino.
A seconda della zona in cui vengono conficcati, gli stimolatori suscitano comportamenti diversi. Sollecitando per esempio il nucleo dorsale del talamo, l´animale lancia ai partner un messaggio erotico; se invece si stimola la sostanza grigia centrale, viene favorita l´attività antisociale, che si esprime in un maggior numero di aggressioni a danno dei consimili.
Negli esperimenti attuali i topi sono stati condizionati a correre avanti o indietro, a destra o a sinistra somministrando loro, elettronicamente, una sensazione di piacere subito dopo l´esecuzione del gesto desiderato. Equipaggiati con telecamere o altri sensori, i robotopi potrebbero intervenire in situazioni di emergenza per individuare sepolti vivi o portare soccorso.
Mentre gli esperimenti di Delgado avevano scopi medici (per esempio, la soppressione del dolore che l´amputato prova all´arto fantasma), il lavoro che adesso pubblica "Nature" ha un più evidente connotato di utilità, per non dire di sfruttamento dell'animale. Tornano in mente gli esperimenti sui delfini condotti dai militari americani e sovietici negli anni della guerra fredda o l´uso dei cani da battaglia.
In questi anni sono stati condotti esperimenti sugli scimpanzé per sondare la possibilità che umani completamente paralizzati possano, con il pensiero, comandare un braccio meccanico. In questo caso come nel toro di Delgado, la ricerca sembra più condivisibile, mentre i robotopi si collocano indubbiamente ai limiti dell´etica e non mancheranno di suscitare la reazione delle varie associazioni antivivisezioniste.

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