"Plasmobot" un robot "ammuffito",

La cosiddetta "melma policefala" è una muffa melmosa che gode di certo di una pessima fama, tuttavia questo protista riveste un ruolo di grande importanza nel mondo scientifico. Alcuni ricercatori britannici hanno annunciato di voler utilizzare la muffa melmosa nella progettazione di quello che sarà il primo robot biologico al mondo, ovvero in un progetto che avrà un impatto determinante nell'ambito della robotica computazionale.

Gli scienziati dell'University of West of England (UWE), a Bristol, hanno presentato "Plasmobot" un robot amorfo biologico, sviluppato senza ricorrere all'uso delle tecnologie del silicio. Il componente principale del progetto da loro sviluppato è appunto la melma policefala, ovvero la forma vegetativa della muffa (Physarum polycephalum), estremamente diffusa nelle foreste e nei giardini di tutto il Regno Unito.

Andy Adamatzky del Dipartimento di Scienze informatiche della UWE di Bristol, a capo del progetto, ha spiegato che questa muffa aveva dimostrato di poter essere sfruttata nei calcoli computazionali già in occasione del progetto precedentemente sviluppato dalla stessa èquipe. "La maggior parte delle persone è convinta che un computer si componga di una parte di hardware supportata da un software progettato per compiti specifici. Questo muffa è una sostanza naturale dotata di una propria intelligenza", spiega.

"Questa sostanza si propaga alla ricerca di fonti di nutrienti e nel momento in cui le individua si sviluppa in una serie di ramificazioni protoplasmatiche", ha aggiunto il professor Adamatzky. "La muffa è in grado di risolvere calcoli computazionali complessi, come, ad esempio, individuare il percorso più breve tra punti e altri calcoli logici".
L'articolo completo qui:
http://ilsole24h.blogspot.com/2011/01/scienziati-britannici-ricorrono-alla.html

altro:
90 GB archiviati in un 1 grammo di Escherichia Coli.

2 commenti:

puntozero ha detto...

Ciao Giuditta,

hai letto questo?
Un altra illusione delle chemtrails:
http://ilsole24h.blogspot.com/2011/01/unaltra-illusione-delle-chemtrails.html

Giuditta ha detto...

Si, ho incominciato a leggerlo. Quante analogie! Spaventoso!

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