"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

HIV. "Ma come si fa a sopravvivere se i soldi contano di piu' che l'essere umano?'


Aids il Virus Inventato

Allucinazione di massa pilotata: HIV, scienza ostaggio, persone come moscerini
di Lornzo Acerra

L'argomento è ancora scottante: scienza ostaggio, persone come moscerini, come ti invento il mostro HIV. Un'allucinazione di massa pilotata. Abbiamo visto cosa e' successo con l'HIV, ebbene se non era vero questa cosa, che cos'altro la scienza propinerà nelle vite delle persone la prossima volta?

Virus - L'invenzione della realtà. Il caso A.I.D.S. - DVD
Il caso A.I.D.S. - DVD
I retrovirus sono andati di moda negli anni 70/80 e ne sono stati individuati ed isolati circa 200, tutti assolutamente innocui. Tutti meno quello HIV che oltre ad essere assolutamente terribile è anche l’unico mai... isolato.
Successive ricerche hanno confutato l’esistenza stessa dei retrovirus: le strutture biochimiche ed i processi enzimatici che avevano giustificato tale "scoperta" sono risultati appartenere alla cellula e non al presunto ospite.
Trovare ai retrovirus un leit-motiv patologico era una credenza degli anni settanta.

 Poi si sono levati il vizio, nei retrovirus non c'e' niente di virale o di collegabile con le malattie. Guardiamo all'argomento da un punto di vista piu' ampio per un momento.
AIDS: non moriamo d'ignoranza
Era solo una moda al crepuscolo su cui nessuno piu' si avvicina per cercare di capire le malattie. Perche' nessuno piu' si avvicina all'analisi di centinai di altri retrovirus per correlarli con altre categorie di malattie?

Alla fine degli anni Settanta tutto il complesso industrial-farmaceutico scientifico che era stato schierato sulle indagini dei retrovirus come causa del cancro implorava di poter mettere le mani su qualcosa per poter giustificare la propria sopravvivenza ai fallimenti sul fronte del cancro! Perche' sui retrovirus come causa di cancro non si poteva più speculare o ottenere niente...
Era quasi obbligata una conversione di tutte quelle strutture e dipartimenti e investimenti all'immensa balla della ricerca sull' AIDS !
Fu chiaro in quel momento storico a tutti i partecipanti che formulare una qualsiasi ipotesi di un ruolo dei retrovirus in una patologia umana sarebbe stato appoggiato dal sistema con tutte le sue forze politiche ed economiche disponibili!

Servivano categorie in cui si potessero trovare facilmente persone che erano molto malate per attribuire su loro l'epidemia dell'ipotetico retrovirus assassino.
Questo film, 8 minuti il trailer, 80 il video completo, non ha la pretesa di essere un'altra storia dell'Aids che possa competere con quelle - di valore - che sono già state scritte, è solo una modesta ricerca, un'esigenza interiore.

Lorenzo Acerra, nato nel 1971 e laureato in chimica industriale nel 1994. Autore di "Effetti galvanici da amalgama" (AMON 2001) e di "Amalgama e disturbi dell’umore" (SIMF 2002), attivista per quasi dieci anni nel settore, grande studioso e relatore riguardo al tema dell’amalgama a diversi corsi, ha raccolto migliaia di testimonianze, lettere e studi di immunogenetica sulle intossicazioni da basse dosi di mercurio. Nel 1998 è stato uno dei soci fondatori dell'associazione ADOM, ass. per la difesa dalle Otturazioni di Mercurio. E' del 1999 il suo primo libro, "DENTI TOSSICI".
Per anni ha seguito le condizioni di salute delle persone che si avvicinavano al gruppo di vittime da amalgama, ha lavorato in stretto contatto con i maggiori esperti europei per le intossicazioni da metalli pesanti, anche allo scopo di contribuire alla realizzazione di una casistica sistematica sull'argomento.
Partecipa spesso come relatore ai seminari della Società Italiana di Medicina Funzionale (SIMF) - www.simf.it 

2012: la balla HIV è al capolinea!

 

Isolare retrovirus e trovare loro un leit-motiv patologico era di moda negli anni 70/80. Si pensava che qualsiasi cosa causasse la trascrizione dal RNA al DNA era da considerarsi eccezionale e dovesse attribuirsi ad una sorta di contaminazione virale (da cui il termine "retrovirus").
Ma questo si dimostrò un errore, poiché fu verificato verso la meta' degli anni '80 che la medesima attività enzimatica era presente in tutta la materia vivente provando così che la transcriptasi inversa non aveva niente a che fare con i retrovirus per sé. (Franchi 1997)

Nel 2001 arrivarono i risultati del Progetto per la mappatura del Genoma Umano è stato chiaro che stava per essere irrimediabilmente buttato a mare il concetto stesso di "retrovirus".
Ma negli anni '70 lo sforzo di innumerevoli gruppi di ricerca era quello di correlare l'attivita' anomale di cui non si sapeva niente (di trascrizione inversa) al cancro. Quando Nixon dichiaro' la guerra al cancro nel 1971, che ingenti somme di denaro stavano andando in questo tipo di ricerca.
Le cose funzionavano cosi': ogni volta che l'attività transcriptasica inversa veniva rivelata si riteneva che i retrovirus fossero presenti. Ma dopo dieci anni di fallimenti, si cambio' pista. In quel momento storico, con somme ingenti che non avevano dato nessun risultato, era quasi obbligata una conversione di tutte quelle strutture e dipartimenti e investimenti all'immensa balla della ricerca sull'AIDS!
Fu chiaro in quel momento storico a tutti i partecipanti che formulare una qualsiasi ipotesi di un ruolo dei retrovirus in una patologia umana sarebbe stato appoggiato dal sistema con tutte le sue forze politiche ed economiche disponibili!

Servivano categorie in cui si potessero trovare facilmente persone che erano molto malate per attribuire su loro l'epidemia dell'ipotetico retrovirus assassino.
Gallo dimostro' che almeno si poteva attribuire ad un test di frammenti di HIV la malattie dei drogati.

28 anni dopo si parla sempre di meno di HIV, Gallo non ricevette il premio Nobel perche' i test da lui brevettati avevano delle evidenti forzature. Un tessuto pieno di retrovirus e' la placenta. Gallo riusci' ad isolare l'attivita' retrovirale solo quando tessuti placentari erano aggiunti.

Gli ultimi sviluppi dimostrano ormai inequivocabilmente che il passaggio da RNA a DNA non è affatto una ABERRAZIONE, piuttosto è ciò che potrebbe spiegare la complessità umana. Il DNA sarebbe allora come una sorta di libreria dove il RNA va a prendere le informazioni che gli servono per governare la cellula.

L'intero gruppo cui l'HIV apparterrebbe, i retrovirus, non ha niente di patologico e non e' un gruppo di virus. Era ritenuto tale fino all'inizio degli anni ottanta. La questione è stata ben sintetizzata nel 1998 dal virologo Stephen Lanka: "...studiando la biologia evolutiva trovai che ognuno dei nostri genomi, e quelli delle maggiori piante e animali, è il prodotto della cosiddetta trascrizione inversa: RNA che si trascrive nel DNA. L'intero gruppo di virus cui l'HIV apparterrebbe, i retrovirus nei fatti non esiste per nulla".

Allucinazione di massa pilotata: H.I.V. , ovvero "La scienza del panico", realizzato nel 2011, durata 80 minuti.
http://www.lacienciadelpanico.tk/
http://vimeo.com/36086158
Un documentario di Isabel Otaduy Sömme e Patrizia Monzani (con Arantxa Martinez)

0 commenti:

Archivio blog