"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Gaza. Coraggioso giornalista britannico ripristina la verità sulla brutale occupazione sionista.




 Come topi in trappola, i palestinesi di Gaza cercano riparo dai bombardamenti israeliani, ma non hanno dove andare. Qui siamo ad al-Zeitun dove poche ore prima è morta sotto le macerie una intera famiglia con due bambini. Dopo sei giorni di offensiva, il suono delle bombe quasi non spaventa. "Da quando hanno cominciato a colpire i vicini sono partiti. Io non so nemmeno dove andare. Male che vada andrò da mio fratello, ma ha già tre famiglie con lui, nella casa ad un solo piano. Non so dove andare. Spero che aprano una scuola, magari trovo rifugio là". Qui è ancora presente il ricordo della famiglia al-Samuni, che nel 2009 contò 29 morti. A poca distanza da lì, in Israele, ancora paura. Specialmente ad Askelon, dove gli ebrei che l'hanno scelta per viverci da anni mettono il rischio nel conto. Nel suo appartamento condominiale, incontriamo una franco-israeliana. "Non c'è da aver paura. Meglio se si resta calmi e si gestisce la situazione piuttosto che farsene una malattia". Tra le bombe si sogna la normalità. Ma ancora una volta, qui, il quotidiano è segnato dalla violenza. 
Publiée le 19 nov. 2012 par euronewsit http://it.euronews.com/


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