"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Mondializzazione.L'Europa, una tragedia greca

Mondializzazione, politica europea, finanza globalizzata, situazione della Francia…, Jean-Paul Fitoussi  fa la sua analisi sullo stato dell'economia. 

Alternatives économiques: La Francia sembra a mal partito nella mondializzazione...
Jean-Paul Fitoussi: La globalizzazione diventa al tempo stesso la scusa e la causa prima di ogni evoluzione sgradevole che riguarda i paesi! Bisogna dire che è un concetto vago che permette facilmente delle manipolazioni. Quelli che la citano spiegano spesso e con insistenza che le differenze dei costi del lavoro svantaggiano le economie dove gli stipendi sono alti. Si percepisce molto rapidamente il limite e la contraddizione di un tale ragionamento. Questo significherebbe che i paesi ricchi sarebbero i perdenti nella mondializzazione semplicemente perché sono ricchi.... si vede bene che non è ciò che realmente succede e quali siano gli interessi che questo discorso retorico serve. Se lo si prendesse sul serio, per minimizzare queste perdite sarebbe possibile una sola politica: l'abbassamento degli stipendi o in ogni caso la loro stagnazione.
Il problema nasce dalla confusione tra una mondializzazione retorica e le mondializzazioni reali. La mondializzazione reale si produce in un mondo costituito da stati-nazione. Ora quale è la funzione di uno Stato-nazione? È quella di proteggere la sua popolazione. Gli Stati-nazione sarebbero spariti da molto tempo se non adempissero più a questa funzione. Ed in questo mondo di stati-nazione che strutturano la mondializzazione reale, esistono delle iper e delle superpotenze. Questa semplice constatazione permette di realizzare un passo da gigante nei confronti della mondializzazione retorica. Per definizione, la protezione ed il potere non vanno d'accordo col mercato. È ciò che si insegna a tutti gli studenti. Che cosa diventa il liberalismo economico in questo contesto? Largamente una finzione: quello che determina la vendita o meno di una centrale nucleare, per esempio, è anzitutto una questione di potere reciproco tra l'acquirente ed i venditori. Le strategie geopolitiche ed i rapporti di forza tra i differenti Stati sono completamente integrati negli scambi commerciali e finanziari.
A.E.: Ritorniamo alla Francia. La sua economia è veramente inadatta alla mondializzazione oppure soffre soprattutto delle strategie non cooperative in seno alla zona euro?
L'intervista completa qui:

http://documentazione.altervista.org/ae_fitoussi_europa_tragedia_greca.htm 

[PDF] 

L'economia di mercato, la globalizzazione e l'impotenza della politica

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