"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Gaza: Erdogan sbatte la porta di Davos, acclamato dai suoi partigiani e da Hamas.

Il gesto di rabbia del primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan a Davos (Svizzera), dopo uno scontro verbale con il presidente Israeliano Shimon Peres, si è guadagnato gli elogi di Hamas, dei grandi titoli nei mass media del Medio Oriente, ed un'accoglienza da eroe nel suo paese.


Qui sopra primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan con il presidente Israeliano Shimon Peres, il 29 gennaio 2009 a Davos.

In occasione di un dibattito alla tribuna economica mondiale (WEF), nello slancio della sua difesa orale a favore dell'offensiva condotta dal suo paese nella striscia di Gaza, il presidente israeliano ha chiesto a Erdogan, alzando la voce e mostrandolo col dito, come reagirebbe se dei razzi si abbattessero ogni notte su Istanbul.

Il Sig. Erdogan, interrotto da un giornalista mentre rispondeva al sig. Peres, ha abbandonato "sbattendo la porta" la tribuna di Davos promettendo di non ritornarvi mai più.. Il dibattito si svolgeva in presenza di Ban Ki-moon, segretario generale dell'ONU, e di Amr Moussa, segretario generale della Lega Araba.

“Non penso che ritornerò a Davos perché non mi lasciano parlare. Il presidente (Peres) ha parlato 25 minuti e io ho avuto soltanto la metà del tempo per esprimermi", si è indignato.

Più tardi, il sig. Peres “si è rammaricato dell'incidente„ in occasione di una conversazione telefonica, ha detto il sig. Erdogan alla stampa, venerdì al suo ritorno in Turchia.

La presidenza israeliana ha da parte sua categoricamente smentito che il sig. Peres abbia presentato scuse al sig. Erdogan contrariamente a quello che ha affermato l'agenzia turca Anatolia. “Quest'allegazione non ha nessun fondamento", ha dichiarato all'AFP il portavoce della presidenza, Ayelet Frish.

La partenza precipitata del sig. Erdogan, un fatto rarissimo nel circolo “select" del WEF, è stata applaudita dai suoi partigiani in Turchia.

“Siamo fieri di te", hanno scandito 3.000 militanti del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP), la formazione del sig. Erdogan, di tendenza islamista, che avevano sfidato il freddo glaciale per accoglierlo all'alba venerdì all'aeroporto di Istanbul.

Il movimento islamista Hamas che controlla la striscia di Gaza ha ugualmente salutato il gesto del sig. Erdogan. “Hamas rende omaggio alla posizione coraggiosa del primo ministro turco che ha difeso in diretta a Davos le vittime della guerra sionista criminale contro i nostri bambini e le nostre mogli a Gaza, a fronte del male sionista Shimon Peres", ha detto il portavoce del Hamas Fawzi Barhoum in un comunicato.

Tuttavia, il suo gesto ha suscitato delle critiche in Turchia fra l'opposizione che rimproverava già al sig. Erdogan di avere appoggiato l' Hamas, a scapito del principale alleato di Ankara nella regione, Israele.

Molto sensibile alla causa musulmana, il sig. Erdogan aveva fustigato quasi-ogni giorno l'operazione di 22 giorni di Israele a Gaza che ha costato la vita a più di 1.330 palestinesi.

“Il sig. Erdogan ha rovinato il prestigio internazionale della Turchia. Sostenere la causa palestinese è una cosa, ma sostenere Hamas ne è un'altra", ha commentato Onur Öymen, vicepresidente del CHP, principale partito d'opposizione , sulla catena d'informazione NTV.

“Il sig. Erdogan si è presentato come il portavoce di un'organizzazione che è stata classificata terroristica", ha indicato questo ex ambasciatore.

Il Sig. Erdogan si è giustificato dicendo: “non sono un capo tribù, sono il primo ministro della Turchia. Ho fatto ciò che dovevo fare".

Criticato per la sua mancanza di riguardo per il sig. Peres, un dirigente di 85 anni e vincitore del premio Nobel della pace, il sig. Erdogan ha sottolineato: “non sono un diplomatico, sono un uomo politico".

L'opinione pubblica turca è abituata alle uscite inattese del sig. Erdogan, un politico carismatico di 53 anni conosciuto per non aver "peli sulla lingua", dal suo arrivo al potere nel 2002 in Turchia, paese musulmano ma laico.

Traduzione di Giuditta: http://tuttouno.blogspot.com/

Articolo originale: http://fr.news.yahoo.com/2/20090130/twl-gaza-erdogan-claque-la-porte-de-davo-0a24677.html

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