"Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima: Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato. Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l'UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l'UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l'inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo. Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l'eternità."

Grecia. Come vivere in un paese sull'orlo della bancarotta.

Grèce : comment vivre dans un pays en quasi-faillite

su ECO89 - Traduzione di Giuditta

(Salonicco) L'atmosfera in Grecia: gli stessi sintomi che seguono una sbornia, sul serio, un gusto amaro nella bocca e crampi di stomaco. Io vivo da più di cinque anni a Salonicco. come molti miei amici greci sapevo che "la scure stava per abbattersi". Più il debito diventava pesante più si prendeva prestiti per pagare gli interessi. Tutti sapevano che gli ultimi anni, quelli dell'euro, erano basati su una economia virtuale, la Grecia non produce molto.

Intrallazzi, lavoro nero e bustarelle

Lo Stato, nella sua grande bontà, forniva posti di lavoro (soprattutto per i parenti) e aumenti di stipendio (tredicesima e quattordicesima, non bisognava rendere la cosa troppo evidente). E tutto questo per comprare voti e assicurare la pace sociale.

L'Unione Europea chiudeva tutti e due gli occhi e continuava ad attribuire generosi fondi per lo sviluppo, senza controllare se fossero effettivamente utilizzati, fornendo così facili guadagni alle grandi ditte private.
Intrallazzi, lavoro nero, false dichiarazioni dei redditi, bustarelle: nessuno diceva niente, tutti hanno almeno una volta approfittato del sistema per acquistare una patente di guida, per trovare un posto di lavoro, o costruire 250 m2 al posto di 80.

Il piano di austerità riduce il il potere d'acquisto di tutti. Riduce le entrate necessaria dei piccoli funzionari, e dei pensionati che fanno di già fatica a sbarcare il lunario. Mette in pericolo il piccolo commerciante e l'artigiano di quartiere. Il prezzo della benzina è già aumentato del 10%.
La valvola di scarico dei beni immobiliari, che hanno consentito a una generazioni di bambini viziati di vivere comodamente, non funziona più (60.000 appartamenti e case nuove invenduti nel nord della Grecia). Trovare un secondo lavoro non è più un'opzione. Le banche non prestano più, le società di carte di credito chiamano i clienti ogni due giorni per essere rimborsate.

Una società che evolve difronte la Chiesa e la corruzione

Negli ultimi mesi, i greci stanno cambiando. Ora considerano normale la tassazione delle attività commerciali della Chiesa (ndt. la chiesa ufficiale greca è l'ortodossa), organismo omnipotente, coinvolta negli ultimi anni in scandali politici-finanziari.

I greci non hanno più paura di denunciare i medici o i funzionari corrotti: cinque funzionari del fisco sono stati condannati da 7 a 15 anni di prigione per corruzione; il direttore dell'Ufficio Urbanistico di Syros è stato destituito (ndt. ed è sotto inchiesta) perché nell'impossibilità di giustificare la sua fortuna personale di 600.000 euro (ndt. senza parlare dei milioni di euro depositati all'estero! Fortuna personale accumulata a forza di bustarelle).

L'attuale governo è in colpa poiché incapace di proporre un'alternativa alla società attuale. Non riesce a convincere che il pagamento delle tasse è la base del sistema economico di un paese, e che il rifiuto di pagare questo contributo sta minacciando l'intero servizio pubblico.

Un esempio visto alla TV: Una povera signora si chiedeva come fare a pagare i corsi di recupero privato dei suoi figli (5.000 euro all'anno). Se la metà di questo denaro andasse nelle casse dello Stato (dichiarando onestamente il proprio reddito e pagando le tasse) la scuola pubblica funzionerebbe. I genitori non dovrebbero pagare per le lezioni private, spesso tenute da docenti delle scuole pubbliche (stipendio di un insegnante 950 euro). Lo stesso vale per le bustarelle per ottenere una laurea.

No! I Greci non sono dei poltroni!

I greci non si sentono umiliati, come sostengono alcune agenzie di stampa. Hanno sempre comunque avuto un complesso d'inferiorità difronte a questa Europa ideale che vedono nella Francia e la Germania. Vogliono solo essere lasciati in pace, che siano dimenticati dai giornalisti, che i mercati li lascino respirare e che  Angela Merkel vada all'inferno.

Per rispondere a qualche contro-verità:
  • L'età legale del pensionamento era 60 anni per le donne e 65 per gli uomini, o 37 rate annuali.  Quelli che andavano in pensione prima erano quelli che avevano cominciato a lavorare molto presto, quelli che hanno acquistato punti o quelli che partivano con una pensione incompleta. Ora l'età è di 60 anni, ma con 40 rate annuali, e un'importante detrazione..
  • I salari per i funzionari cominciano molto bassi (800-900 euro), mentre il costo della vita è ormai superiore alla media europea. La tredicesima e la quattordicesima  sono state quindi un complemento necessario per i piccoli funzionari. I « premi » includevano l'anzianità, la difficoltà o il lavoro notturno.
  • I greci non sono dei poltroni. Molti hanno due lavori al fine di far fronte ala fine del mese. La siesta può sembrare ridicola per un francese (ndt. o qualsiasi abitante dei paesi "freddi"), ma da giugno a settembre c'è la canicola: la gente comincia a lavorare a 7 ore del mattino, alle 14 fa  la siesta e ricomincia a lavorare alle 18.
Foto : manifestanti marciano davanti il Parlamento, ad Atene, il primo maggio 2010. (John Kolesidis/Reuters).

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