Rapporto dell'Agenzia Nazionale Francese per la sicurezza: LED, attenzione pericolo!

Agence Nationale de Sécurité, de l'Alimentation, de l'Envitonnement et du Travail   
(Agenzia Nazionale Francese per la Sicurezza, dell'Alimentazione, dell'Ambiente e delLavoro)

I rischi più preoccupanti, segnalati dall'ANSES:


"La luce blu emessa da questi LED espone l'individuo a un effetto fotochimico, vale a dire che la retina si deteriora sotto l'effetto delle onde corte; ed è il ripetersi del fenomeno che crea un rischio per la nostra salute." Dominique Desaunay su RF1.fr/science, 26/10/2010
traduzione di Giuditta.

Le autorità sanitarie francesi, che hanno appena realizzato la prima  perizia sugli effetti sulla salute  delle illuminazioni a LED, chiedono ai fabbricanti di limitarne la commercializzazione. Si raccomanda inoltre di procedere ad un'accurata etichettatura sulle caratteristiche della luce e dei suoi effetti sulla salute, per consentire al pubblico di differenziare le illuminazioni a LED nocive dalle altre.
L'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Sanitaria dell'alimentazione, dell'ambiente e  del lavoro (ANSES) è categorica: meno consumatrici di energia rispetto alle lampade ad incandescenza e fluorescenti, progressivamente ritirate dal mercato dell'Unione Europea dal 2009, le luci cosiddette LED non sono sicure per la vista.
Acclamate per il loro basso consumo energetico, per la loro lunga vita e anche per la loro tecnologia semplice e poco costosa, alcune luci a diodi elettroluminescenti sono pericolose, e questo per due ragioni: quando contengono troppa luce blu, questi diodi possono causare danni molecolari alla retina e alterarla, e quando l'intensità è troppo elevata può causare rischi di abbagliamento. Ora, dai flash dei telefoni cellulari alle luci domestiche e commerciali, passando dalle torce elettriche, tascabili o frontali, per non parlare di alcuni giocattoli, le lampade a LED hanno invaso il nostro quotidiano « su venti lampadine testate, il 30% hanno un rischio sanitario », spiega Dominique Gombert, direttore della valutazione dei rischi dell'ANSES, al giornale LePoint.fr.

Il rapporto dell'ANSE:
http://www.afsset.fr/index.php?pageid=2248&parentid=523 
Fonti:

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